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mercoledì 28 novembre 2012

L'albero di scatole

Una domenica passata a fare il cambio degli armadi e della scarpiera e poi una pizza in velocità perché non si ha più voglia di cucinare tanta è la stanchezza accumulata ed ecco che nasce l'idea per un albero davvero ricicloso.

Invito i bambini ad attaccare in ogni scatola i materiali raccolti dividendoli con vari criteri e questo è un buon esercizio di seriazione.





Creiamo lo sfondo ed ispirandoci all'Albero della vita di Klimt assembliamo il tutto ecco il risultato finale:



Attraverso la lettura della storia di Piccolo riccio scopriamo cos'è il grande sonno (letargo) e gli animali che si preparano ad affrontarlo e così costruiamo una tana dentro cui mettiamo le foto degli animali ma anche pupazzetti e animaletti di plastica, ovviamente solo quelli che si preparano per il letargo.



 
 Un modo molto semplice per imparare quali sono gli animali che vanno in letargo giocando.

domenica 25 novembre 2012

Le stagioni con "Lo Spaventapasseri Curioso": L'AUTUNNO

Lo so che sono in ritardo sulla tabella di marcia e che vi aspettavate altro, ma ho appena completato il percorso sull'autunno con i bimbi di tre anni. Come al solito mi faccio prendere la mano e non riesco a fermarmi, ma ora è necessario pensare al Natale, quando avrò qualcosa lo pubblicherò, per ora ho solo pensato al balletto per la recita ed ho 25 costumi da preparare. 
Vi racconterò cosa abbiamo fatto in questi mesi autunnali fra inserimenti, giochi e scoperte, sperando che qualcosa vi torni utile per il prossimo anno.

Un giorno in classe arriva un buffo personaggio, uno spaventapasseri molto curioso di vedere cosa facevamo a scuola. Si è seduto con noi, ci ha fatto tante domande e ci ha raccontato di come invece lui si annoia tutto solo, fuori al freddo. 


I bimbi lo hanno invitato a restare, ma lo spaventapasseri è dovuto tornare nel suo campo, lasciandoci però una sorpresa: un libro che parla di lui e di come vive, stagione dopo stagione, nel suo campo.
E così ne iniziamo la lettura: 
In una collina circondata da tanti alberi c'è lo Spaventapasseri Curioso. E' solo ed è un po' triste. E' autunno e gli alberi cominciano a perdere le foglie che sono diventate di tanti colori: gialle rosse marroncine, arancioni... Lo Spaventapasseri si diverte a guardare gli scoiattoli salire e scendere dagli alberi e giocare a nascondino fra le poche foglie rimaste. Lo Spaventapasseri chiede di poter giocare con loro e inizia a saltellare sulle foglie secche che scricchiolano ad ogni movimento. Insieme agli scoiattoli si rotola. corre, solleva le foglie in aria divertendosi tanto. Lo spaventapasseri ora è felice.
Dopo la lettura propongo ai bambini di giocare a trasformarsi in scoiattoli, in alberi che ondeggiano al vento, in foglie che volano e girano su sé stesse, in Spaventapasseri fermi fermi e a drammatizzare la storia, come sottofondo l'Autunno di Vivaldi.
L'esperienza piace tantissimo ai bambini e chiedono di ripeterla, ma il tempo è finito, bisogna prepararsi per il pranzo.
Il giorno dopo troviamo una lettera dello Spaventapasseri Curioso che ci invita ad andare in giardino a cercarlo e a raccogliere un po' di tesori dell'autunno e così ci prepariamo, ogni bimbo con il proprio sacchetto.


Una volta tornati a scuola con il nostro bottino troviamo lo spaventapasseri ad aspettarci e questa volta resterà con noi per sempre e ci insegnerà tanti giochi.


I bimbi sono felici e corrono ad abbracciarlo... e la giornata termina così.


Il giorno successivo è prevista l'attività motoria e i bimbi entrano nel salone che per l'occasione si è trasformato in un bosco.Accompagnati sempre dall'Autunno di Vivaldi ripropongo il gioco-drammatizzazione della storia dello Spaventapasseri Curioso...

Qui i bimbi sono gli alberi che muovono le loro fronde e fanno cadere le foglie
I bimbi scoiattolo vanno in cerca di un posto dove costruire la loro tana
Ecco le loro tane, qualcuno raccoglie castagne, rametti, foglie e ghiande
da portare dentro la tana per stare più caldo e per avere un po' di provviste
per il freddo inverno.
Arriva il vento e tutti si chiudono al calduccio dentro le loro tane.
Ora i bimbi provano a trasformarsi nel vento e a far volare le foglie,
sempre a tempo di musica, muovendo il telo forte o piano
a seconda del ritmo ascoltato.
  
Dire che l'attività ha coinvolto molto i bambini è poco, si sono proprio divertiti ed hanno riportato a casa l'esperienza.
A qualcuno è sembrato così strano di poter giocare in questo modo dentro la scuola tanto da raccontarlo così: "Mamma oggi all'asilo ho combinato un disastro enorme, terribile!!!"



domenica 18 novembre 2012

RECITA DI NATALE " Un bambino di nome Giotto".


Viste le molte richieste eccovi finalmente accontentati!


MUSICA di sottofondo: "Lezioni di piano"

NARRATORE: Ogni mattina il piccolo Giotto porta al pascolo il gregge di suo padre. Un giorno camminava distratto pensando a un desiderio che avrebbe voluto tanto realizzare.
Al pascolo, invece di sorvegliare ii gregge, Giotto passa il tempo a disegnare su tutto ciò che trova sulle pietre chiare, sulle pietre scure, sulla sabbia ...peccato che basti la pioggia o il vento a portarli via...
Disegna finché sente in lontananza le campane suonare, allora si affretta a radunare le pecore
GIOTTO: Su presto, venite! (RADUNA LE PECORE, UNA SCAPPA)
NARRATORE: Messer Bondone suo padre, ogni sera aspetta il suo ritorno e conta le pecore.
MESSER BONDONE: (CONTA LE PECORE) Ne manca una! Proprio oggi che non possO andare a cercarla. C'è festa grande in paese. Tu però non verrai: rimarrai a casa in punizione.
NARRATORE: Giotto non è triste per la punizione, ma per aver perso un agnellino.
All'improvviso sente delle voci; curioso si affaccia alla finestra. Vede tanta gente in processione e
riamane incantato da un bellissimo dipinto.
(PROCESSIONE CON ICONA)
GIOTTO: Chi l'avrà disegnata? e come ha fatto?
NARRATORE: E' così forte la sua curiosità che disobbedisce al padre, esce di casa e segue il pittore del
quadro, Cimabue, nella sua bottega.
GIOTTO: (BATTE SULLA SPALLA DI CIMABUE) Signor Cimabue?
CIMABUE: Entra, non aver paura!
NARRATORE: Giotto svela a Cimabue il suo desiderio più grande
GIOTTO: Io sono solo un pastorello ma vorrei diventare un pittore.
NARRATORE: Allora Cimabue gli svela i suoi segreti per fare i colori.
CIMABUE: Prendi delle polveri colorate, mettile in un mortaio con un pò d'acqua e un tuorlo
d'uovo. Così nè la pioggia né il vento potrà portare via i tuoi disegni.
NARRATORE: Il pittore Cimabue gli regala un pò delle sue polveri colorate.
Il giorno dopo al pascolo il piccolo Giotto dipinge con tanta foga che si dimentica di cercare l'agnellino smarrito. (GIOTTO DIPINGE UNA PECORA SU DI UN SASSO). Comincia a imbrunire e Giotto si accorge di aver fatto tardi.
GIOTTO: Questa sera il babbo si arrabbierà di nuovo!
MESSER BONDONE: Ora andrò a cercare quel birichino! Giotto, Giotto!
NARRATORE: Giotto ha paura di essere sgridato e si nasconde. Ma poi sente altri passi, un'altra voce e suo padre che esclama. (VEDE LA PECORA DIPINTA)
MESSER BONDONE (RIVOLTO A CIMABUE CHE E' CON LUI): E' incredibile! L'agnellino è qui. E sembra riconoscere sua madre nel vostro dipinto sulla roccia!
CIMABUE: Purtroppo non l'ho fatto io. Ma riconosco i colori che ho dato ieri a un pastorello. Se è vostro figlio, vorrei parlavi di lui.
NARRATORE: Quella sera Cimabue chiese ai genitori del piccolo Giotto di far andare il figlio a Firenze
nella sua bottega.
CIMABUE: Vi prego lasciatelo venire in bottega da me
MAMMA: Ma è ancora così piccolo!
MESSER BONDONE: E deve badare alle pecore!
CIMABUE: Ma i suoi disegni sono bellissimi e con me potrà imparare tante cose!
MESSER BONDONE: Però ha ragione sua madre, è ancora troppo piccolo, ha solo 8 anni!
MAMMA: Ve lo manderemo quando sarà un pò più grandicello e sono sicura che diventerà bravissimo
NARRATORE: Quando diventò grande, Giotto partì per Firenze e divenne così un grande pittore, famoso in
molti paesi.
Così Giotto ci ha raccontato con i suoi affreschi il Santo Natale...

SI CHIUDE IL SIPARIO

BALLETTO   ANGELI   3   ANNI

NARRATORE: Nel sesto mese l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città chiamata Nazareth da una fanciulla promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe. La fanciulla si chiamava Maria. Entrando da lei disse:
ARCANGELO GABRIELE: Ave o Maria, il Signore è con te.
NARRATORE: A queste parole ella rimase turbata e si sentì confusa domandandosi che senso avesse quel
saluto. L'angelo la rassicurò:
ARCANGELO GABRIELE: Non aver paura, Maria. Tu diventerai madre di un figlio e lo chiamerai Gesù
NARRATORE: Allora Maria disse all'angelo
MARIA: Com'è possibile? Non ho marito!
NARRATORE: Le rispose l'angelo
ARCANGELO GABRIELE: Tutto è possibile per il nostro Signore: il tuo bambino sarà il Figlio di Dio
NARRATORE: Allora Maria disse
MARIA : Eccomi sono la serva del Signore, Dio faccia di me ciò che vuole.

INCONTRO FRA MARIA E ELISABETTA

NARRATORE: In quei giorni Maria si mise in viaggio e raggiunse sua cugina Elisabetta
(SI SALUTANO ABBRACCIANDOSI) Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria il bambino le sussultò nel grembo, Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò:
ELISABETTA : Benedetta tu sei fra le donne e benedetto ìl bimbo che porti in grembo!
Come mai vieni a trovarmi? Appena mi hai salutato il mio bambino mi ha dato un calcetto (SI METTE UNA MANO SULLA PANCIA)
NARRATORE: Allora Maria cantò.

CANTO DEL "MAGNIFICAT "

(ENTRANO MARIA E GIUSEPPE)

NARRATORE: In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento per contare la popolazione del suo regno, andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe andò a farsi registrare a Betlemme insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
(MIMARE I 2 IN VIAGGIO)
I due sposi giunsero a Betlemme quando ormai era sera e Giuseppe si affrettò cercare un posto per
trascorrere la notte
GIUSEPPE: Andiamo a cercare un posto per dormire stanotte!

(DAVANTI ALLA LOCANDA)
GIUSEPPE: Volete darci un alloggio?
LOCANDIERE 1: Mi dispiace ma è tutto pieno, andate a cercare da un'altra parte
GIUSEPPE: Per carità! Un letto per noi, mia moglie sta per avere un bambino!
LOCANDIERE 2: Dovevate arrivare prima!
LOCANDIERE 3: Certo quella giovane donna che aspetta un bambino ha già sofferto tante
freddo. Riusciremo sicuramente a trovarle un posticino. Venite
LOCANDIERE 2: Questa è la stalla, ma una volta pulita sarà comodissima.
SI SISTEMANO PER LA NATIVITÀ' (MARIA SI "TOGLIE" LA PANCIA)
NARRATORE: In un silenzio carico di mistero nacque Gesù, il Salvatore. Maria avvolse il suo bambino in fasce e lo depose nella mangiatoia.

CANTO: Tu scendi dalle stelle
O
CANTO: "Dormi bel bambino"

SCENA DEI PASTORI

NARRATORE: Intorno a Betlemme alcuni pastori passavano la notte facendo la guardia al gregge.
PASTORE 1: Sentite? Dei rumori! Io ho un pò paura!
PASTORE 2: E' tutto buio, non c'è neppure la luna!
PASTORE 3: Ma guardate come sono belle le stelle!

BALLETTO Angeli   4 ANNI

NARRATORE: Alcuni angeli del Signore si presentarono davanti a loro e dissero:
ANGELO 1: Non temete vi portiamo una lieta notizia: stanotte è nato Gesù, il Salvatore!
ANGELO 2: Andate, seguite la stella e lo troverete in una mangiatoia avvolto in fasce

(ENTRA IN SCENA UNA BIMBA VESTITA DA STELLA COMETA)

ANGELI IN CORO: Gloria a Dio nell'alto dei cicli e pace a tutti gli uomini che ama!
PASTORE 4: Sbrighiamoci, andiamo a vedere!
PASTORE 5: Si, e portiamo i nostri doni!

LA STELLA COMETA GUIDA I PASTORI ALLA CAPANNA

SCENA DEI MAGI

NARRATORE: Frattanto nel lontano oriente 3 uomini saggi avevano osservato per tanti giorni la stella che lasciava nel ciclo una lunga scia. Capirono che era un segno speciale e così si misero in cammino, una regale carovana che seguendo la scia della stella, attraversò deserti e valli fino ad arrivare a Gerusalemme.

CANTO: "I bambini di Betlemme"

I RE MAGI ARRIVANO DA ERODE SEGUENDO LA COMETA
RE MAGI:   Dov'è il re dei Giudei appena nato?
NARRATORE: Erode non era misericordioso e la cattiveria gli riempiva il cuore. La parola re lo fece arrabbiare ma disse
ERODE: E' a Betlemme che dovete cercare il bambino: appena lo troverete tornate da me che voglio andare anch'io ad adorarlo
STELLA COMETA: Ora li guiderò con la mia luce fino alla grotta
NARRATORE: Raggiunta Betlemme la stella si fermò sulla casa in cui Giuseppe e Maria accudivano al loro bambino Gesù. I Magi gli offrirono i doni.
RE MAGIO 1: Io ti porto il prezioso oro, segno della tua regalità.
RE MAGIO 2:io ti porto l'incenso, segno della tua divinità.
RE MAGIO 3: io ti porto la mirra, segno della tua umanità.

NARRATORE: Avvertiti in sogno da un angelo del Signore che disse loro di non tornare da Erode perché voleva uccidere Gesù, i Re Magi ritornarono nella loro terra d'oriente. (SCENA MIMATA)

IN MEZZO ALLA SCENA MARIA E GIUSEPPE E GESÙ' CRESCIUTO

NARRATORE: Anche Giuseppe fu avvertito in sogno da un angelo e portò la sua famiglia in Egitto: Gesù cresceva, mentre Giuseppe faceva il suo lavoro di falegname e Maria lo curava con un amore speciale, quello che tutte le mamme hanno per i loro bambini.

CANTO  "Caro Gesù ti scrivo"

giovedì 15 novembre 2012

E per finire...

Prometto che è l'ultimo post su Piccolo Giallo e Piccolo blu, ma manca la parte più importante perché ha visto tutte le classi coinvolte in quattro laboratori di intersezione.
Ve li presento:
1) "Dentro la storia"
In una stanza abbiamo video-proiettato le sequenze della storia permettendo ai bambini di entrarvi dentro, di toccarla e vedersela sul proprio corpo, sulle mani, o riflessa sul viso dei compagni.


2) "Caccia ai colori"
I bimbi dovevano andare alla ricerca di materiali gialli, blu e verdi e metterli nel cerchio giusto.


3) "Muoviamoci con Piccolo Blu e Piccolo Giallo"
Abbiamo allestito dei percorsi motori colorati e che ricordassero i giochi che facevano Piccolo Blu e Piccolo Giallo insieme.


4) "Vietato non toccare"
E' stato preparato tanto materiale blu e giallo e diviso per tipologia in tante scatole.
Formato un trenino, i bambini sono entrati in una stanza semi-buia dove è stato disegnato loro un occhio sul palmo della mano "per guardare con le mani e provare a chiudere gli occhietti". Come consegna è stato dato un sacchettino vuoto che potevano riempire con i materiali che davano loro sensazioni piacevoli o che prediligevano. Al suono di una campanella il trenino si muoveva e al secondo suono si fermava, in questo modo i bambini hanno potuto toccare tutti i materiali a loro disposizione senza dover aspettare troppo.  

C'è chi chiude gli occhi e prova a toccare  con le mani o con il viso i vari materiali,
chi è più diffidente e resta ad occhi aperti 

Ognuno ha raccolto un po' dei materiali preferiti,
ha raccontato agli amici le sensazioni provate e ...

...ha realizzato una tavola tattile personale da conservare a ricordo dell'esperienza

A conclusione della bellissima giornata ci ritroviamo in sezione e...


giochiamo a vedere il mondo attraverso gli occhi dei nostri Piccolo Blu e Piccolo Giallo!!!

domenica 11 novembre 2012

Alla maniera di Mirò

Proseguendo con le attività legate al libro di Lionni "Piccolo Giallo e Piccolo Blu" ho pensato di far osservare ai bambini "L'oro nell'azzurro" di Mirò, un quadro dove i colori protagonisti sono il blu ed il giallo.
In seguito ho chiesto loro di descrivere cosa vedevano, senza giudicare, commentare o fare osservazioni su quello che dicevano, ma lasciandoli liberi di esprimere il loro mondo interiori, il loro immaginario...
Ecco cosa hanno  detto:
Secondo voi che cosa voleva raccontarci Mirò con questo quadro, che cosa vi sembra di vedere ritratto?
"La mia mamma; Piccolo Giallo e Piccolo Blu stanno giocando a pallone; un ippopotamo; un pesciolino; i coccodrilli; una giraffa grande; un gattino; un elefante; un topo; un fiore; sono dei colori; a me sembra un topolino giallo; il nonno Gianni; un drago; una mano della dada; un dinosauro; un cacciatore; un leone; il mio babbo".
Abbiamo poi giocato ad associare ai colori delle sensazioni che ci suscitavano:
Giallo = sole caldo = morbido, soffice
Blu = notte fresca = ruvido
Nero = buio e paura = duro
ed abbiamo realizzato la versione tattile del quadro.
Naturalmente, essendo bambini di tre anni, il materiale l'ho preparato io, ma poi ho lasciato ad ognuno la libertà di utilizzarlo, ed ecco il risultato finale.






Abbiamo anche giocato a trasformarci in veri e propri pittori come Mirò.





Continua qui

giovedì 1 novembre 2012

Di nuovo qui

Eccomi qua, dopo tante settimane di silenzio, completamente assorbita dal lavoro sono tornata a mostrarvi le nostre attività del primo periodo di scuola.
Dunque, dove eravamo rimasti? Ah, sì alla storia di Piccolo Blu e Piccolo Giallo e ai vari modi di raccontarla.
Ne ho provati davvero tanti, ma me ne sono inventato un altro:
La passeggiata dentro al libro.

In salone, nel giorno dell'attività motoria,  ho preparato un percorso a terra con le fotocopie a colori delle pagine del libro (quelle che avevo già narrato ai bimbi) e le ho disposte  in modo che la storia fosse ordinata e si delineasse un sentiero da seguire.

Ho messo un sottofondo musicale, "la musica verde" come l'hanno chiamata i bimbi ("Birds for the mind" di Wim Mertens) e li ho guidati nella stanza invitandoli a camminare dentro la storia, guidati dal filo verde (il colore che daremo all'amicizia), a conclusione della passeggiata un quadro di Mirò ("L'oro nell'azzurro") e della carta trasparente gialla e blu; tutti spunti per altre attività.


Ecco i bimbi in passeggiata, dentro alla storia, ne ripercorrono le pagine e danno voce alle loro emozioni, sensazioni e ricordi: "Qui dada Piccolo blu è birichino, la mamma gli aveva detto no, non uscire"




Alla fine del percorso un gomitolo verde, un quadro e tanti Piccoli Blu e Piccoli Giallo con cui giocare a creare il colore verde.


Quando i bimbi sovrappongo le carte colorate esclamano sorpresi:  "Dada, è successa una magia!"


Poi ci siamo seduti in cerchio e con il gomitolo verde ci siamo divertiti a lanciarlo ai nostri nuovi amici creando così una ragnatela che ci legava tutti: la ragnatela dell'amicizia. 
"Gli amici hanno un filo che lega i loro cuoricini" ha detto un bimbo sorprendendomi piacevolmente.


Nei giorni seguenti abbiamo giocato a trasformarci in Piccolo Blu e Piccolo Giallo che si abbracciano, i bimbi hanno potuto così entrare in contatto fra loro ed iniziare ad instaurare le prime amicizie. Le mani gialle o blu di ogni bimbo hanno incontrato quelle di un compagno diventando verdi (gli amici finiscono per assomigliarsi, ognuno dona all'altro qualcosa di sé).


Riuniti in cerchio attorno al cartellone dove avevamo stampato le nostre mani abbiamo ricostruito la ragnatela  dell'amicizia, in modo da avere sempre visibile il legame che ora ci unisce tutti.


Ed ecco tutto il nostro lavoro dei primi giorni di scuola esposto per mamma e papà


Continua qui

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