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martedì 16 settembre 2014

Dal gesto, al segno, al codice scritto: la straordinaria storia della scrittura. Seconda Parte: la scrittura attraverso i secoli e i continenti.

Visto l'interesse manifestato dai bambini si è proseguito il percorso ed abbiamo scoperto che da una scrittura tattile si è passati ad una simbolica per poi approdare ad una alfabetica di più facile interpretazione ed utilizzo. Abbiamo osservato vari tipi di scrittura ed abbiamo notato che è stata la materia a determinare in larga misura gli strumenti necessari per la scrittura, che può essere incisa, graffiata, scolpita, o dipinta ed anche il processo dello scrivere: il modo in cui si sviluppano i segni, la direzione della scrittura. Tutta l'esperienza è stata vissuta dai bambini in prima persona, operando direttamente sui diversi materiali ed utilizzando gli strumenti più disparati.

La scrittura cuneiforme: Questo tipo di scrittura è nata in Mesopotamia nel IV millenio a.C.
E' molto simile ai nostri rebus, nasce in forma ideografica per documentare i raccolti e i possedimenti. I segni che la compongono sono circa 800, allineati da sinistra a destra. Lo scrivano imprimeva i segni su tavolette di argilla, con una canna appuntita e poi lasciava che si asciugassero al sole.



Ogni bambino ha realizzato una tavoletta di argilla su cui ha inciso, con uno stecchino di legno, il proprio "inventario di possedimenti". E' stato bello osservare come ognuno ha rappresentato i vari oggetti!



I geroglifici: Questo tipo di scrittura è nato intorno al 3100 a.C. in Egitto. I geroglifici sono disegni che rappresentano le lettere dell'alfabeto. Gli egiziani li utilizzavano, incidendo la pietra, nei monumenti dedicati ai faraoni defunti per raccontarne le loro gesta. per i documenti invece utilizzavano i papiri: fogli ottenuti proprio dallo stelo del papiro.

Ho portato a scuola libri sull'Egitto, un papiro con i geroglifici, esempi di questa straordinaria scrittura e la pianta vera di papiro. I bambini hanno esplorato liberamente i materiali, poi ho raccontato loro come ottenevano il supporto su cui scrivevano. Abbiamo tagliato lo stelo del papiro, messo a seccare al sole e poi lo abbiamo intrecciato creando il nostro papiro su cui scrivere! Abbiamo notato la difficoltà a creare un piccolo foglio, abbiamo visto che doveva essere messo a pressare e che ci voleva tanto tempo e così abbiamo utilizzato una carta che poteva assomigliare al papiro. Ogni bambino ha comunque conservato il suo pezzetto realizzato con tanta fatica!


Ho fornito ad ogni bambino l'immagine dell'alfabeto egizio comparato con il nostro, chi sapeva già scrivere il proprio nome ha così provato a farlo come facevano nell'antico Egitto!


Gli Inca e i quipu: Perù nel XV secolo. Un quipu è composto da alcune cordicelle di molti colori con diversi nodi su ciascuna di esse. Potrebbero sembrare elementi decorativi invece ogni quipu ha un significato, a volte racconta anche una storia. I nodi infatti equivalgono alle nostre parole scritte. A volte i quipu venivano usati come dei veri e propri pallottolieri.

Abbiamo giocato ad intrecciare, annodare e creare il nostro nome utilizzando fili colorati e nodi.

Gli etruschi: Italia - Etruria e Lazio, VIII secolo a.C.
L'alfabeto etrusco è composto da 26 segni. Iscrizioni in etrusco sono state ritrovate su stele, lamine bronzee e d'oro. Una caratteristica della lingua, di per sé molto misteriosa in quanto gli archeologi non ne hanno decifrato tutti i segni, è che è continua cioè senza spazi tra le parole




I bambini, dopo aver osservato immagini di scritture etrusche, hanno inciso il loro nome su lamine di bronzo. Ognuno ha dato libero sfogo alla propria creatività, inventando segni e simboli.



I romani: Italia, Roma: 675 a.C. circa
Si pensa che l'alfabeto latino sia un'evoluzione di quello etrusco. I romani usavano la cera d'api, naturale o colorata, per realizzare tavolette rettangolari sulle quali, con uno stilo, incidevano le lettere. Le lettere dell'alfabeto venivano usate anche per rappresentare i numeri.

Su una tavoletta di legno abbiamo steso del pongo (la cera era difficile da reperire in grandi quantità), abbiamo creato una superficie liscia su cui scrivere. 


Una volta terminato il lavoro i bambini potevano cancellare tutto semplicemente spatolando la tavoletta o passandoci sopra con la mano. Anche in questo caso hanno provato a scrivere il loro nome. Ho anche mostrato loro i numeri romani, che in realtà sono lettere in modo che si potessero divertire a scrivere e contare in modo diverso gli oggetti della sezione.


Ideogrammi cinesi: continente asiatico, II millennio a.C.
La scrittura cinese è la più antica scrittura conosciuta, ancora in uso, giunta fino a noi. Gli esempi più antichi, incisi su ossa o gusci di tartaruga, risalgono a più di un millennio prima di Cristo. All'inizio i caratteri erano "pittogrammi" cioè rappresentazioni figurate: uomini, fiumi, alberi, orizzonte, case, animali.... Col tempo questi pittogrammi si sono trasformati in "ideogrammi" cioè in segni che esprimono idee e concetti astratti: l'idea del bene, dell'amore o dell'amicizia. I cinesi  hanno inventato la carta ricavandola da stracci di canapa e cotone, su di essa scrivono con inchiostro e pennelli di varie dimensioni. Inizialmente scrivevano su canne di bambù sezionate e per questo la scrittura era verticale.

Ogni bambino ha ricevuto un cartoncino su cui avevo in precedenza incollato il loro nome in ideogrammi ed un pezzo di stoffa. Utilizzando pennelli ed inchiostro hanno potuto scrivere il loro nome sulla stoffa, provando la difficoltà di sperimentare una scrittura così difficile ed articolata, dove molti segni si assomigliavano.
Abbiamo anche provato a scrivere in verticale, come facevano nell'antica cina, utilizzando come supporto della carta di riso.


Scrittura araba: penisola arabica: VI secolo a.C.
L'alfabeto arabo si compone di 29 segni. L'arabo si scrive e si legge da destra verso sinistra e, in origine, era una lingua consonantica, che non trascriveva quindi le vocali; più tardi esse saranno indicate da punti sopra o sotto le consonanti. Gli antichi scribi usavano, per scrivere, una canna appuntita. Le lettere si presentano fluide, legate l' una all' altra da un filetto che lo scrivente può prolungare a suo piacimento. Grafologicamente questo permette un' espressione continua e "libera" della propria energia, senza stacchi che interrompano il fluire dell' azione. E' una scrittura altamente sinuosa che ricorda i segni lasciati sulla sabbia dalle creature del deserto (non potrebbe essere diversamente) e che somiglia graficamente ad un orizzonte formato da dune incessantemente scolpite dal vento.

I bambini hanno imitato la scrittura araba invertendo il modo di scrivere e sperimentando che la posizione della mano doveva cambiare per non sporcarsi e far sbavare il colore.



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4 commenti:

  1. Silvia, forse non hai letto il primo post, questo lavoro l'ho fatto alla scuola dell'infanzia, tutto quello che pubblico è per questa fascia di età e sono le esperienze che vivo con i miri bimbi!

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  2. interessante percorso per avvicinare i bimbi alla scrittura e creare curiosità.. alla fine è quello il nostro compito!! l'anno scorso con i miei bimbi ci siamo appassionati a scoprire le diverse forme del comunicare.. hanno esplorato e sperimentato le diverse forme espressive fino a sfociare nelle prime forme di scrittura..ne erano entusiasti!!

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    1. Infatti l'intento è proprio questo ed i bambini l'hanno recepito con entusiasmo

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