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lunedì 13 ottobre 2014

Una pianta in un bicchiere

L’interesse dimostrato dai bambini nella manipolazione di diversi tipi di semi (di cui ho parlato qui) è stato tale da non poter essere trascurato ma è stato anzi lo stimolo per avvicinarli alla scienza o meglio allo “spirito scientifico” inteso come capacità di porsi problemi, di dare risposte a domande chiaramente formulate e di saper imparare dagli errori commessi.
Ogni bambino è artefice del proprio processo di apprendimento, impara a lavorare in gruppo, a collaborare per un fine comune, a superare le proprie insicurezze poiché l’errore non viene vissuto con accezione negativa ma come spunto per costruire nuovi saperi.
Svolgendo attività di interesse biologico come ad esempio la semina o la coltivazione di piante che uniscono alla valenza scientifica un particolare carattere motivante, i bambini hanno la possibilità di soddisfare i loro bisogni esplorativi e conoscitivi. 
Attraverso l’osservazione dei piccoli e costanti  cambiamenti che subiscono le piante, e andando a controllare ogni giorno come questi avvengono si consolida nel bambino l’idea del tempo che passa, rafforzando la capacità di seguire con pazienza un processo. 
Un altro obiettivo che come insegnanti ci eravamo poste, era quello di far intuire ai bambini che le piante per vivere hanno bisogno di alcuni  elementi fondamentali che sono: l’aria, la luce e l’acqua.
A tale scopo si è pensato di dare avvio a un laboratorio di semina al chiuso in modo tale da stimolare i bambini ad osservare, registrare, ipotizzare per poi verificare sul campo le affermazioni fatte, questo anche per verificare quanto l’esperienza di giardinaggio e coltivazione di verdure dell’anno precedente avesse messo radici e cosa a distanza di tempo i bambini avessero conservato nella loro memoria.
La domanda stimolo, la situazione problematica da cui si è partiti è stata questa:
Bambini, mi è successo un guaio, avevo una pianta ma si è seccata, sapete dirmi perché? Che cosa ho dimenticato di fare? Cosa serve a una pianta per crescere?”
Queste sono state le risposte dei bambini:
Ø      Gli hai messo troppa acqua
Ø      Non gli hai messo l’acqua
Ø      Fuori è inverno, si è seccata dal freddo
Ø      Ma l’aria serve per vivere, avevi aperto la finestra per fare venire l’aria?
Ø      Le piante crescono nella terra
Ø      Ma non puoi metterle fuori perché è freddo
Ø      Serve il caldo
Ø      Al buio la pianta ha paura, c’era la luce?

 Abbiamo così deciso di verificare che cosa fosse mancato alla mia pianta.
Prima di tutto abbiamo seminato dei semi di fagioli e lenticchie ed abbiamo aspettato la loro crescita registrandola su di un cartellone ed accudendo i semini quotidianamente. 
Trascorse due settimane ci siamo ritrovati nell'angolo conversazione ad osservare il calendario della crescita ponendoci delle domande del tipo: “Che cosa è successo?”, “Quali semi sono cresciuti prima”, “Dopo quanti giorni?”
In seguito abbiamo scelto fra le piante cresciute quelle che ci sembravano simili e le abbiamo utilizzate per verificare le ipotesi dei bambini. 


E così abbiamo messo due piante su di un tavolo alla luce, una veniva regolarmente innaffiata, l’altra è stata lasciata senza acqua; allo stesso modo abbiamo tenuto due piante al buio, una con acqua e l’altra no. 
Alla fine dell’esperimento si è rilevato che la crescita di una pianta avviene solo in presenza di acqua, e che in assenza di luce essa cresce ugualmente anche se la crescita è meno rigogliosa e il colore della pianta non è verde ma giallino\bianco. 
Perciò l’acqua risulta essere un fattore indispensabile alla crescita e la luce un fattore indispensabile alla crescita rigogliosa.
Restava da verificare che cosa succedeva ad una pianta in assenza di aria e così abbiamo cercato di verificarlo: la pianta è morta.

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