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domenica 31 agosto 2014

BANS E CANZONCINE PER BAMBINI

Quante volte noi insegnanti si sono sentite chiedere dai genitori i testi delle canzoncine preferite dei loro bimbi?
Quante volte ne abbiamo sentite di carine ma poi ce le siamo dimenticate?
Come si cantava quella canzoncina?
Quali erano i gesti?
E le parole?

Si parlava proprio di questo con alcune insegnanti conosciute su fb ed ecco nascere un'idea:

Perché non creiamo un archivio delle canzoni che facciamo a scuola?

E siccome l'unione fa la forza ognuna di noi ha dato il suo contributo: chi scrivendo i testi, chi creando playlist, chi segnalando nuove canzoni e chi creando dei video.

Qui nel blog troverete i testi delle canzoni che canto con i miei bimbi e i video per capire come si cantano ed interpretano.

Basta pigiare sulla scritta QUI e troverete tante canzoni

Abbiamo anche creato delle playlist su youtube dove salviamo i video di bans e canzoncine:

Pigia qui per la playlist di DADA PASTICCIONA

Pigia qui per la playlist di COCCOLE COLORI

Immagine tratta dal web

UN AUSTRIACO FELICE

Un austriaco felice
sulla cima del monte
quando vede un cuculo
lui lo imita così:
jo la li
jollala li alli olla la cucù,
jollala li alli olla la cucù,
jollala li alli olla la cucù,
jollala li alli oh.

Un austriaco felice
sulla cima del monte
quando vede un'aquila
lui la imita così:
jo la li
jollala li alli olla la vuum,
jollala li alli olla la vuum,
jollala li alli olla la vuum,
jollala li alli oh.

Un austriaco felice
sulla cima del monte
quando vede una valanga
lui la imita così:
jo la li
jollala li alli olla la cucù, scium,
jollala li alli olla la cucù, scium,
jollala li alli olla la cucù, scium,
jollala li alli oh.

Un austriaco felice
sulla cima del monte
quando vede una ragazza
lui la imita così:
jo la li
jollala li alli olla la cucù, "baci",
jollala li alli olla la cucù, "baci",
jollala li alli olla la cucù, "baci",
jollala li alli oh.

Un austriaco felice
sulla cima del monte
quando vede un orso
lui la imita così:
jo la li
jollala li alli olla la cucù, "grr",
jollala li alli olla la cucù, "grr",
jollala li alli olla la cucù, "grr",
jollala li alli oh.

Premi qui per ascoltare la canzone

Immagine tratta dal web

Inaugura una nuova sezione, quella dei bans che cantiamo a scuola con i bambini.
Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.

I TRE CINESI

Siamo tre cinesi con il contrabbasso
Stiamo sotto il ponte ad aspettare
I carabinieri per vedere passare
Oh oh oh oh rocky, rocky
Oh oh oh oh rocky, rocky

Si continua a cantare cambiando vocale 
Si canta scandendo il ritmo battendo le mani 2 volte sulle ginocchia e una volta insieme ma per due tempi

Premi qui per ascoltare una versione simile della canzone

immagine tratta dal web
Inaugura una nuova sezione, quella dei bans che cantiamo a scuola con i bambini.
Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.

LA MACCHINA DEL CAPO

La macchina del capo
Ha un buco in una gomma
La macchina del capo
Ha un buco in una gomma
La macchina del capo
Ha un buco in una gomma
Ripariamola col chewingum

La brum del capo 
Ha un buco in una gomma
La  brum  del capo
Ha un buco in una gomma
La  brum del capo
Ha un buco in una gomma
Ripariamola col chewingum

La brum del mmm
Ha un buco in una gomma
La  brum  del mmm
Ha un buco in una gomma
La  brum del mmm
Ha un buco in una gomma
Ripariamola col chewingum

La brum del mmm
Ha un pss in una gomma
La  brum  del mmm
Ha un pss in una gomma
La  brum del mmm
Ha un pss in una gomma
Ripariamola col chewingum

La brum del mmm
Ha un pss in una mmm
La  brum  del mmm
Ha un pss in una mmm
La  brum del mmm
Ha un pss in una mmm
Ripariamola col chewingum

La brum del mmm
Ha un pss in una mmm
La  brum  del mmm
Ha un pss in una mmm
La  brum del mmm
Ha un pss in una mmm
Ripariamola col gnam gnam gnam

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.cosepercrescere.it/disegno-di-un-bambino-in-un-auto-decappottabile/

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Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.

LA CASETTA NEL BOSCO

Versione 1:
Là nel bosco una casetta
Un leprotto guarda e aspetta
Un cerbiatto corre in fretta
Bussa al suo porton
Leprottin per carità
Un cacciator mi vuol sparar
Solo tu mi puoi aiutar
Dammi una man

Versione 2:
C'è nel bosco una casetta
lo scoiattolo alla finestra
vien di corsa un leprottino
bussa al suo porton
aiuto aiuto per carità
c'è un cacciator che mi vuol sparar
vieni vieni leprottino
dammi la tua mano

(si continua facendola a gesti con parole mute)

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.colorare.it/casetta-per-bambini.htm

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Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.


ISSA, ISSA, ISSA LA VELA

Imprigionato in un angolino
era rimasto un rosso pesciolino,
che per dispetto da casa era scappato,
perché la mamma lo aveva brontolato.
E issa, issa, issa la vela,
gira, gira, gira il timone,
butta, butta, butta la rete,
tira, tira, tirala su.
Frigge l'olio già nel pentolino,
il pescatore afferra il pesciolino:
"Sei troppo piccolo, c'é poco da mangiare"
lo guarda bene e lo ributta in mare. Splash!
E issa, issa, issa la vela,
gira, gira, gira il timone,
butta, butta, butta la rete,
tira, tira, tirala su.
Questa è la storia del rosso pesciolino,
che torna a casa felice dalla mamma,
lo sgrida un pò e poi gli dà un bacino,
e lo addormenta con una ninna nanna.
E issa issa issa la vela,
gira gira gira il timone,
butta butta butta la rete,
tira tiralo su.

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.disegnidacolorareonline.com/disegni-da-stampare/pesciolino-da-colorare
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ATTENTI BAMBINI

Attenti bambini a posto le braccia
spinta in avanti in alto si va!
facciamo una catena dietro la schiena
battiamo le mani con gioia ed amor
facciamo un ponticello          
suoniamo la trombetta
se passa il trenino insieme salutiam,
Ciak ciak ciak fa la pioggerella
ciak ciak ciak come è fresca e bella
chi ha l'ombrello lo apre già
o che felicità
Drin drin drin fa il campanellino
Drin drin drin ma com'è carino
Se lo senti lì per lì
Drin drin drin fa il campanellin
Smak smak smak sono tre bacetti
smak smak smak altri tre bacetti
tre alla mamma e tre al papà
oh che felicità!!!

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.cifaong.it/wp-content/uploads/2013/04/Bambini.jpg
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LA MUCCA DA LATTE

C'era una mucca da latte dolon dolon
essa ha due corna perfette dolon dolon
ma vedessi com'è bella
con la sua campanella
dolon dolon dolon dolon

Quando la vedo in un prato dolon dolon
dopo che un fior ha mangiatodolon dolon
vi confesso il mio peccato
mi son proprio innamorato
dolon dolon dolon dolon

Quando farò testamento dolon dolon
le lascerò un monumento dolon dolon
tutta panna e cioccolata
con la campana di marmellata
dolon dolon dolon dolon

Qui trovi come si canta

http://www.scuolissima.com/2013/02/immagini-di-mucca-da-colorare.html

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sabato 30 agosto 2014

LE STREGHE

E le streghe ballano
La danza per i maghi
Fanno un filtro magico
per spaventare i draghi
 RIT
 Gira gira il mestolo
Tira su il coperchio
 Fuoco fuoco notte e dì
Le streghe fan così
 Ih ih ih ih ih ih ih
Due code di rospo
Ed una di serpente
Quatro pipistrelli
E un ragno senza un dente
RIT.
Svuotano i barili
Bevendo a più non posso
Quando si ubriacano
Finiscono nel fosso
RIT.

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.disegnidacolorareonline.com/disegni-da-stampare/streghe-di-halloween-da-colorare


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GLI INDIANI

Gli indiani, al centro della terra
si svegliano, con tutta la tribù
Aiabù aiabù
Ieh ieh ieh
Iuppy yaya ie (2)

Gli indiani, al centro della terra
si lavano, con tutta la tribù
Aiabù aiabù
Ieh ieh ieh
Iuppy yaya ie (2)

Gli indiani, al centro della terra
si vestono, con tutta la tribù
Aiabù aiabù
Ieh ieh ieh
Iuppy yaya ie (2)

Gli indiani, al centro della terra
mangiano, con tutta la tribù
Aiabù aiabù
Ieh ieh ieh
Iuppy yaya ie (2)
Gli indiani al centro della terra
Ballano con tutta la tribù
Aiabù aiabù
Ieh ieh ieh
Iuppy yaya ie (2)

Gli indiani, al centro della terra
cantano, con tutta la tribù
Aiabù aiabù
Ieh ieh ieh
Iuppy yaya ie (2)

Gli indiani, al centro della terra
dormono, con tutta la tribù
Aiabù aiabù
Ieh ieh ieh
Iuppy yaya ie (2)


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IL BECCO DELL'ANATRA

Chi ha mangiato
Il becco dell'anatra
Sono stato io io io (2 v)
Becco mio, becco, tuo.
Becco su becco fa battibecco.
Vieni con me a mangiare l'anatra,
vieni con me trallalallalà.

Chi ha mangiato
Il collo dell'anatra
Sono stato io io io (2 v)
Becco mio, becco, tuo.
Becco su becco fa battibecco.
Vieni con me a mangiare l'anatra,
vieni con me trallalallalà.

Chi ha mangiato
Il becco dell'anatra
Sono stato io io io (2 v)
Becco mio, becco, tuo.
Becco su becco fa battibecco.
Vieni con me a mangiare l'anatra,
vieni con me trallalallalà.
Chi ha mangiato
Il petto dell'anatra
Sono stato io io io (2 v)
Becco mio, becco, tuo.
Becco su becco fa battibecco.
Vieni con me a mangiare l'anatra,
vieni con me trallalallalà.

Chi ha mangiato
Il sedere dell'anatra
Sono stato io io io (2 v)
Becco mio, becco, tuo.
Becco su becco fa battibecco.
Vieni con me a mangiare l'anatra,
vieni con me trallalallalà.

Premi qui per ascoltare la canzone oppure qui per una versione diversa

Immagine tratta dal web

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L'ANATROCCOLO

L'anatroccolo occolo occolo
Sul viottolo ottolo ottolo
Ben contento ento ento
Ben contento se ne va
qua qua qua qua

va al lago ago ago
e si becca ecca ecca
e si becca i pesciolin
lin lin lin lin

Poi ritorna orna orna
pieno zeppo eppo eppo
e si sdraia aia aia
e si sdraia nel giardin
din din din din

drinn sveglia!

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.gotyourhandsfull.com/duck-coloring-pages/duck-coloring-pages-free/
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IL GRILLO JOE

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
Sale sul muro e suona il tamburo
Tum tum tum tum tum tum tum (2 v)

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
Sale sui tetti e suona i legnetti
tin tin tin tin tin tin tin (2 v)

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
va in giardino e suona il violino
zin zin zin zin zin (2 v)

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
Va su una sbarra suona la chitarra
blem blem blem blem blem (2 v)

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
Sale una scaletta e suona la trombetta
pe pe pe pe pe (2 v)

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
siede su un sasso suona il contrabbasso
blum blum blum blum blum (2 v)

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
Saluta i gatti e suona i piatti
ciaf ciaf cia ciaf ciaf ciaf ciaf (2 v)

Il grillo Joe
è un furbacchione
canta e balla
trallallallala
dalla veranda saluta la banda
(Tutti gli strumenti assieme)

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.coloradisegni.it/insetti/grillo-sente-la-musica-001.html
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LA DANZA DEL SERPENTE

Questa è la danza del serpente
Che viene giù dal monte
Per ritrovare la sua coda
Che ha perduto un dì
Ma dimmi un po'
Sei proprio tu
Quel pezzettin del mio codin

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.9coloringpages.com/wp-content/uploads/2014/05/Printable-Snake-Coloring-Pages.jpg
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Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
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venerdì 29 agosto 2014

I gesti dell'accoglienza: a scuola con la "Favola dei caldomorbidi" di Steiner

Come ogni settembre arriva il momento di riabbracciare i nostri bimbi o di accoglierne di nuovi... per questo siamo sempre alla ricerca di storie od attività che facciano sentire i bimbi sereni, che ci aiutino a creare un clima disteso e allo stesso tempo stimolante.
Oggi voglio proporvi questa favola che parla di gesti, di sguardi, di affettuosità, di rapporti interpersonali ma anche del contrario, di cosa succederebbe se la gente non comunicasse più le proprie emozioni. La favola dei caldomorbidi è una metafora del bisogno umano di contatto e riconoscimento, scritta nel 1969 da Claude Steiner ed è un utile strumento per facilitare l'alfabetizzazione sulle emozioni e sulla comunicazione, consentendo ai bambini di avvicinarsi l'un l'altro e di prendersi cura del compagno.
Qui vi riporto la favola nella versione originale ma vi consiglio di acquistare la versione pubblicata dall'editore Artebambini, è molto più corta ed illustrata magnificamente.

C’era una volta un luogo, molto, molto, molto tempo fa, dove vivevano delle persone felici. Fra queste persone felici ve n’erano due che avevano per nome Luca e Vera. Luca e Vera vivevano con i loro due figli Elisa e Marco.



Per poter comprendere quanto erano felici dobbiamo spiegare come erano solite andare le cose in quel tempo e in quel luogo.
Vedete, in quei giorni felici, quando un bimbo nasceva trovava nella sua culla, posto vicino a dove appoggiava il suo pancino, un piccolo, soffice e caldo sacchetto morbido. E quando il bambino infilava la sua manina nel sacchetto, poteva sempre estrarne un… “caldomorbido”.
I caldomorbidi in quel tempo erano molto diffusi e richiesti perché in qualunque momento una persona ne sentisse il bisogno poteva prenderne uno e subito si sentiva calda e morbida a lungo.
Se per qualche motivo la gente non avesse preso con una certa regolarità dei caldomorbidi, avrebbe corso il rischio di sviluppare dentro una strana e rara malattia. Era una malattia che partiva dalla spina dorsale e che lentamente portava la persona ad incurvarsi, ad appassire e poi a morirne.
In quei giorni era molto facile avere dei caldomorbidi e si incontrava sempre qualcuno che ne chiedeva e qualcuno che ne dava volentieri. Quando uno, cercando nel suo sacchetto, tirava fuori un caldomorbido, questo aveva la dimensione di un piccolo pugno di bambina ed un colore caldo e tenero. E subito, vedendo la luce del giorno, questo sorrideva e sbocciava in un grande e vellutato caldomorbido.
E quando veniva posto sulla spalla di una persona, o sulla testa, o sul petto, e veniva accarezzato, piano piano si scioglieva, entrava nella pelle, e permetteva subito alla persona di sentirsi bene e a lungo.
La gente in quel tempo si frequentava molto e si scambiava reciprocamente caldomorbidi. Naturalmente erano sempre gratis ed averne a sufficienza non era mai un problema.
Come dicevamo poc’anzi, con tutta questa abbondanza di caldomorbidi, in questo paese tutti erano felici e contenti, caldi e morbidi, la maggior parte del tempo.



Ma, un brutto giorno, una strega cattiva che viveva da quelle parti si arrabbiò, perché, essendo così tutti felici e contenti, nessuno comprava le sue pozioni e i suoi unguenti.
A questo punto la strega, che era molto intelligente, studiò un piano diabolico.
In una bella mattina di primavera, mentre Vera giocava serena in un prato coi bambini, avvicinò Luca e gli sussurrò all'orecchio:
“Guarda Luca, guarda Vera come sta sprecando tutti i caldomorbidi che ha, dandoli a Elisa. Sai, se Elisa se li prende tutti, può darsi che a lungo andare non ne rimanga più nessuno per te”.
Luca rimase a lungo soprappensiero. Poi si voltò verso la strega e disse:
"Intendi dire che può darsi che non troveremo più un caldomorbido nel nostro sacchetto tutte le volte che lo cercheremo?".
E la strega rispose: "No, assolutamente no. Quando saranno finiti, saranno finiti. E non ne avrai assolutamente più".
Detto questo volò via sghignazzando fra sé.
Luca fu molto colpito da quanto aveva detto la strega e da quel momento cominciò ad osservare e a ricordare tutti i momenti in cui Vera dava caldomorbidi a qualcun altro.
Da quel momento cominciò ad essere timoroso e turbato perché gli piacevano i caldomorbidi di Vera e non voleva proprio rimanere senza. E pensava pure che Vera non facesse una cosa buona dando tutti quei caldomorbidi ai bambini e alle altre persone.
Cosi cominciò ad intristirsi tutte le volte che vedeva Vera dare un caldomorbido a qualcun altro. E poiché Vera gli voleva molto bene, essa smise dì dare così spesso caldomorbidi agli altri, riservandoli invece per lui.
I bambini, vedendo questo, cominciarono naturalmente a pensare che fosse una cattiva cosa dar via caldomorbidi a chiunque ed in qualsiasi momento venissero richiesti o si desiderasse farlo e, piano piano, senza quasi nemmeno accorgersene, diventarono sempre più timorosi di perdere qualcosa.
Così anch'essi divennero più esigenti. Tennero d'occhio i loro genitori e quando vedevano che uno di loro dava un caldomorbido all'altro anche loro impararono ad intristirsi. E così anche i loro genitori se ne davano sempre di meno e di nascosto perché così pensavano che non li avrebbero fatti soffrire.
Sappiamo bene come sono contagiosi i timori. Infatti, ben presto queste paure si sparsero in tutto il paese e sempre meno ci si scambiava caldomorbidi.
Nonostante ciò le persone potevano comunque sempre trovare un caldomorbido nel loro sacchetto tutte le volte che lo cercavano, ma essi cominciarono a cercare sempre meno, diventando intanto sempre più avari.



Presto la gente cominciò a sentire mancanza di caldomorbidi e iniziò così a sentire meno caldo e meno morbido. Poi qualcuno di loro cominciò ad incurvarsi e ad appassire e talvolta la gente persino moriva. Quella malattia, dovuta alla mancanza dì caldomorbidi, che prima della venuta della strega era molto rara, ora colpiva sempre più spesso.
E sempre più la gente andava ora dalla strega per comprare pozioni e unguenti, ma, nonostante ciò, non aveva l'aria di star meglio.
Orbene, la situazione stava diventando di giorno in giorno più seria. A pensarci bene la strega cattiva in realtà non desiderava che la gente morisse (infatti pare che i morti non comprino balsami e pozioni), così cominciò a studiare un nuovo piano. Fece distribuire gratuitamente a ciascuno un sacchetto in tutto simile al sacchetto dei caldomorbidi eccetto che per il fatto che questo era freddo mentre l'altro era caldo. Dentro il sacchetto della strega infatti c'erano i “freddoruvidi”. Questi freddoruvidi non facevano sentire la gente calda e morbida ma la facevano sentire fredda e ruvida. Comunque fosse, i freddoruvidi un effetto ce l’avevano: impedivano infatti che la schiena della gente si incurvasse più di tanto e, anche se sgradevoli, servivano a tenere in vita le persone che abitavano in questo luogo che una volta era stato felice.
Così tutte le volte che qualcuno diceva: "Desidero un caldomorbido", la gente che era arrabbiata e spaventata per il loro rarefarsi, rispondeva: "Non ti posso dare un caldomorbido, gradisci però un freddoruvido?".
E a volte capitava anche che due persone che passeggiavano insieme pensavano che avrebbero potuto scambiarsi dei caldomorbidi, ma una o l'altra delle due, aspettando che fosse l'altra ad offrirglielo, finiva poi per cambiare idea, ed essi finivano per scambiarsi dei freddoruvidi.
Stando così le cose ormai sempre meno gente moriva di quella malattia, ma un sacco di persone erano sempre infelici e sentivano molto freddo e molto ruvido.
E' inutile dire che questo fu un periodo d'oro per gli affari della strega.
La situazione si complicava ogni giorno di più. I caldomorbidi che una volta erano disponibili come l'aria divennero una cosa di grosso valore e questo fece sì che la gente fosse disposta ad ogni sorta di cose pur di averne. In certi casi i caldomorbidi venivano estorti con un po' d'inganno, in altri con un po' di violenza e quando questo avveniva succedeva una cosa strana, che non sorridevano più e s'illuminavano poco a poco e di un colore amaro.
Prima che la strega facesse la sua apparizione la gente usava stare in gruppi di tre o di quattro o anche di cinque persone senza minimamente preoccuparsi di chi fosse a dare i caldomorbidi. Dopo la venuta della strega la gente cominciò a tenere per sé tutti i propri caldomorbidi, e a darli al massimo ad un'altra persona. Qualche volta succedeva che quelli che davano a persone esterne dei caldomorbidi si sentivano in colpa perché pensavano che il proprio partner molto probabilmente ne sarebbe stato dispiaciuto e geloso. E quelli che non avevano trovato un partner sufficientemente generoso andavano a comprare i loro caldomorbidi e questo gli costava molte ore di lavoro per racimolare il denaro.
Un'altra cosa sorprendente ancora succedeva. Alcune persone prendevano i freddoruvidi, che si trovavano facilmente e gratuitamente, li camuffavano ad arte con un apparenza piacevole e morbida e li spacciavano per caldomorbidi. Questi caldomorbidi contraffatti venivano chiamati caldomorbidi di plastica e finirono per procurare guai maggiori.
Per esempio, quando due persone si volevano scambiare reciprocamente dei caldomorbidi pensavano, è ovvio, che si sarebbero sentiti bene, ma in realtà succedeva che nulla cambiava e continuavano a sentirsi come prima e forse anche un pochino peggio. Ma poiché pensavano in buona fede di essersi scambiati dei caldomorbidi genuini, rimanevano molto confusi e disorientati, non comprendendo che il loro freddo e le loro sensazioni sgradevoli erano in realtà il risultato del fatto che si erano scambiati caldomorbidi di plastica.
Così la situazione peggiorava di giorno in giorno.
I caldomorbidi erano sempre più rari e, a volte, anche guardati con sospetto, perché si confondevano con quelli di plastica, contraffatti. I freddoruvidi erano abbondanti e sgradevoli e tutti pareva volessero regalarli agli altri. C'era molta tristezza, paura e diffidenza e tutto questo era iniziato con la venuta della strega, che aveva convinto le persone che a forza di scambiarsi caldomorbidi un giorno non lontano avrebbero potuto cercare nel proprio sacchetto caldo e scoprire che erano finiti.



Passò ancora del tempo ed un giorno una graziosa e florida donna nata sotto il segno dell'Acquario giunse in quel paese sfortunato portando il suo sorriso limpido e caldo.
Essa non aveva mai sentito parlare della strega cattiva e non nutriva alcun timore che i suoi caldomorbidi finissero. Li dava liberamente anche quando non erano chiesti. Molti la disapprovavano perché pensavano che fosse sconveniente che i bambini vedessero queste cose e temevano dei guasti nella loro educazione
Ma essa piacque molto ai bambini, tanto che la circondavano in ogni momento. Ed anche loro cominciarono a provare gusto nel dare agli altri caldomorbidi quando gliene veniva voglia. I benpensanti corsero ben presto ai ripari facendo approvare una legge per proteggere i bambini da un uso spregiudicato di caldomorbidi. Per questa legge era un crimine punibile dare caldomorbidi ad altri che non alla persona per cui si aveva avuta la licenza. E per maggiore garanzia queste licenze di darsi caldomorbidi si potevano avere per una sola persona e spesso duravano tutta la vita.
Molti bambini comunque fecero finta di non conoscere la legge e in barba a questa continuarono a dare ad altri caldomorbidi quando ne avevano voglia o quando qualcuno glieli chiedeva. E poiché c'erano molti, molti bambini... così tanti forse quanto i benpensanti... cominciò ad apparire chiaro che la cosa era molto difficile da contenere.
A questo punto sarebbe interessante sapere come andò a finire. 


Il finale inventato da noi prevede che la strega, perdonata dai bambini per le sue malefatte, capisce il valore dei caldomorbidi e inventa una pozione per cancellare dalla memoria di tutte le persone le parole cattive e ritornare ad essere tutti buoni, gentili, affettuosi...

Riuscì la forza della legge e dell'ordine a fermare i bambini? Oppure furono invece i benpensanti a scendere a patti? E Luca e Vera, ricordando i giorni felici dove non c'era limite di caldomorbidi, ricominciarono a donarli ancora liberamente?
La ribellione serpeggiava ovunque nel paese e probabilmente toccò anche il luogo dove vivete. Se voi volete, ed io sono sicuro che voi vogliate, potete unirvi a loro a dare e chiedere caldomorbidi, e in questo modo diventare autonomi e sani senza più il rischio che la vostra spina dorsale si ripieghi soffrendo e possa appassire.
(Claude Steiner 1969)

Per i più piccoli: sarebbe bello dare ai genitori la consegna di leggere la storia ai propri bimbi, durante l'estate.
Noi solitamente invitiamo le famiglie ad una assemblea conoscitiva, a giugno e in questa occasione si potrebbe leggere assieme la storia, dandone una copia ad ogni famiglia. Si potrebbe così introdurre il discorso di come noi insegnanti curiamo il momento dell'inserimento e ci si potrebbe confrontare sulle emozioni e le paure, per arrivare a settembre preparati e fiduciosi.
In questa occasione i genitori potrebbero anche costruire, per i propri figli, dei sacchetti per contenere i caldomorbidi utilizzando del feltro colorato. Ognuno potrà personalizzare e decorare il proprio sacchetto con vari materiali di recupero, rendendoli un dono speciale per i propri bimbi.
Durante l'estate i genitori, insieme ai bimbi leggeranno la storia e riempiranno il sacchetto di stoffa con oggetti caldomorbidi.
Il primo giorno di scuola i bambini arriveranno con la loro borsina di caldomorbidi, che utilizzeranno come oggetto transizionale, al suo interno sicuramente ci sarà anche il pupazzo preferito.
In sezione troveranno il libro della favola, nascosto dentro ad uno scatolone pieno di batuffoli di cotone e gomitoli di lana. Leggeremo parte della storia e poi insieme ai genitori realizzeranno un pon pon di lana o di batuffoli di cotone, incollandoli insieme.  Metteremo questo caldomorbido insieme agli altri, nella borsina di ogni bimbo e inizieremo a giocare a scambiarci gesti caldi e morbidi: carezze, baci, abbracci, sorrisi, sguardi... Ogni bimbo mostrerà il contenuto del proprio sacchetto ed aiutato dai genitori utilizzerà i caldomorbidi per fare conoscenza con gli altri bimbi e con l'insegnante.

I più grandi invece verranno accolti dall'insegnante che farà trovare loro la storia e tanti materiali caldi e morbidi. Ad ogni bambino verrà dato un sacchetto di carta, che colorerà e decorerà in autonomia e dentro cui riporrà i propri caldomorbidi.
L'insegnante preparerà anche tutto il materiale per realizzare dei pon pon, che verranno aggiunti nel sacchetto.



Lasciando il filo di chiusura dei pon pon lungo, realizzeremo una collana per scambiarci gesti caldi e morbidi.


Incarichiamo ogni bambino di realizzare una collana di benvenuto da donare ai bimbi nuovi, di cui faranno anche i tutor, aiutandoli ad inserirsi giocando con loro e coinvolgendoli nei vari angoli predisposti (manipolativo, pittorico, delle costruzioni...).

Un'altra attività molto bella per aiutare i bambini a rilassarsi, comunicare le proprie emozioni e condividere gesti di amicizia con gli amici è quella di portare a scuola una copertina, un cuscino e i propri pupazzi e creare una stanza "caldomordida" con luci soffuse e musica dolce in sottofondo.



Dividendo i bambini in gruppi si potranno disegnare le principali sequenze della storia, in modo da stimolare i bambini a lavorare insieme, concordarsi, parlarsi...


In circle-time:

- con i piccoli si parlerà dei gesti caldi e morbidi che ci rendono felici e di quelli freddi e ruvidi che ci rendono tristi. Verbalizzeremo e introdurremo pian piano le regole per stare bene assieme.
Potremo fotografare i bambini in vari atteggiamenti (ci possono aiutare anche i tutor) e realizzare il cartellone dei gesti caldo morbidi e quello dei gesti freddo ruvidi. Potremmo fare la cornice di ogni cartellone con materiali che ci ricordano le varie sensazioni.
Cartellone dei gesti caldomorbidi: cornice con lana, ovatta, pelliccia... fotografie di bambini mentre ascoltano una storia, giocano bene con i compagni, aiutano a riordinare, fanno la pace, si accarezzano...
Cartellone dei gesti freddo ruvidi: foto di bambini mentre si bisticciano un gioco, si picchiano, non mettono a posto, non ascoltano...

- con i più grandi: si parlerà delle loro emozioni, di situazioni in cui si sono sentiti bene o male, si cercherà gradualmente di proporre esperienze ed attività che stimolino i bambini a riconoscere le proprie emozioni e i propri sentimenti, provando poi a ad esprimerle attraverso il linguaggio del corpo e l'attività grafica e la verbalizzazione (per esempio utilizzando i giochi linguistici di Rodari come la creazione di racconti con un finale diverso).

Si potrà giocare ad andare alla ricerca di
parole fredde: ferro, neve, ghiaccio, vento, acqua, frigorifero, nebbia, notte, strega, paura ...
parole calde: pupazzo, sole, fuoco, cuscino, vestito, sabbia, pantaloni, luce, Africa, felicità, caldomorbido...

Si potrà anche giocare a disegnare le varie espressioni del viso, giocando a guardarsi allo specchio o a farsi fare un ritratto da un amico.


Per chi avesse voglia vi continuare nella lettura vi riporto alcune frasi dei bambini:

"Le persone donano i Caldomorbidi agli altri. Un Caldomorbido è una cosa morbida, è un fiore, una carezza…"
"Si scambiavano l'amore, un caldo morbido è l'amore"
"La gente si regalava i caldo morbidi e stava bene. Nel mio cuore ho le parole belle per gli amici. E' un caldo morbido quando do' alla mamma e al babbo un bacino"
"Regalarsi i caldo morbidi vuol dire volersi bene."
"I caldo morbidi sono caldi e molto soffici, è l'amore. Io li do' alla mamma, al babbo, alla sorellina e al fratellone."
Che cosa sono i "caldomorbidi"? 
Che cosa rappresentano, cosa vuol dire darne uno ad una persona?
Amarsi; baci; abbracciatone; coccole; carezze; Gesù; darsi la mano; andare in giro insieme; consolare gli amici quando piangono; dire ti voglio bene;leggere le storie; le coccole quando uno ha freddo; raccogliere i fiori alla mamma; aiutare gli amici; quando uno arriva a scuola deve baciare e abbracciare e salutare gli amici e le maestre; fare un disegno;La stritolata (abbraccio forte forte), dire alla mamma e al papà che gli voglio bene; leggere un libro con mamma, papà e fratellino; fare un regalo agli amici; fare i tuffi insieme; quando la mamma ci viene a prendere abbracciarla; non fare i capricci e i birichini; non dare i pizzicotti; ascoltare; Aiutare; essere educati; non fare la lotta, vivere insieme in pace.
Che cos'è la pace?
La pace è serenità; è il silenzio; è l'amore.
Che cos'è l'amore?
E' dare i baci; volersi bene; abbracciarsi; i caldo morbidi.
Avete detto che la strega era cattiva. Che cos'è la cattiveria?
Non ascoltare la gente; dare le botte, i pugni, i calci, i morsi e fare la lotta; dire le bugie.
Che cosa succede quando uno dice le bugie ad un'altra persona, che cosa gli sta dicendo?
Che non gli vuole bene; lo ferisce.
Nella storia tutti diventano tristi. Che cos'è la tristezza?
Che ti viene da piangere; che nessuno ti coccola; il cuore si sente grigio; quando va via il babbo, la mamma, qualcuno a cui vuoi bene.
La fata riporta l'allegria. Che cos'è l'allegria?
Essere felici; abbracciare; giocare; fare i disegni; ballare; ridere; scherzare; leggere le storie; cantare; è una sorpresa



giovedì 28 agosto 2014

IL COWBOY ARTURO

Là nella foresta
lassù sul monte Nero
c'era un cowboy che si chiamava Piero.
E la sua cavalla
dormiva nella stalla,
mentre lui beveva allegramente il the.
Il cowboy Arturo
pian pian scavalcò il muro
e la sua cavalla gli rubò: oibò!
Ma l'indiano bello
col chiodo nel cervello,
prese la cavalla e gliela riportò.

Premi qui per ascoltare la canzone

http://freecoloringpagesite.com/coloring-pics/cowboy-coloring-2.jpg
Inaugura una nuova sezione, quella dei bans che cantiamo a scuola con i bambini.
Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.

IL MERLO HA PERSO IL BECCO

Il merlo ha perso il becco
come farà a beccar?
Il merlo ha perso il becco
come farà a beccar?
Il merlo ha perso il becco,
povero merlo mio, come farà a beccar?

Il merlo ha perso i denti
come farà a mangiar?
Il merlo ha perso i denti
come farà a mangiar?
Il merlo ha perso i denti,
povero merlo mio, come farà a mangiar?

Il merlo ha perso la lingua
come farà a cantar?
Il merlo ha perso la lingua
come farà a cantar?
Il merlo ha perso la lingua,
povero merlo mio, come farà a cantar?

Il merlo ha perso il naso
come farà a nasar?
Il merlo ha perso il naso
come farà a nasar?
Il merlo ha perso il naso,
povero merlo mio, come farà a nasar?

Il merlo ha perso gli occhi
come farà a veder?
Il merlo ha perso gli occhi
come farà a veder?
Il merlo ha perso gli occhi,
povero merlo mio, come farà a veder?

Il merlo ha perso le orecchie
come farà a sentir?
Il merlo ha perso le orecchie
come farà a sentir?
Il merlo ha perso le orecchie,
povero merlo mio, come farà a sentir?

Il merlo ha perso un'ala
come farà a volar?
Il merlo ha perso un'ala
come farà a volar?
Il merlo ha perso un'ala,
povero merlo mio, come farà a volar?

Il merlo ha perso un'altr'ala
come farà a volar?
Il merlo ha perso un'altr'ala
come farà a volar?
Il merlo ha perso un'altr'ala,
povero merlo mio, come farà a volar?

Il merlo ha perso una zampa
come farà a saltar?
Il merlo ha perso una zampa
come farà a saltar?
Il merlo ha perso una zampa,
povero merlo mio, come farà a saltar?

Il merlo ha perso la coda
come farà a covar?
Il merlo ha perso la coda
come farà a covar?
Il merlo ha perso la coda,
povero merlo mio, come farà a covar?

Povero merlo, povero merlo, povero merlo mio!!

Premi qui per ascoltare la canzone

http://www.pianetamamma.it/foto_gallery/disegni-da-colorare/animali/uccelli/merlo.html
Inaugura una nuova sezione, quella dei bans che cantiamo a scuola con i bambini.
Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.

LA CANZONE DELLA FELICITA'

Se sei triste,
ti manca l'allegria,
caccia fuori la malinconia,
vieni con me,
ti insegnerò
la canzone della felicità!
Bo bom bo bom
Batti le ali,
muovi le antenne,
dammi le tue zampine
vola di qua e vola di la...
è la canzone della felicità!
Bo  bom bo bom

Premi qui per ascoltare la canzone

http://disegnidacolorare.it/cartoni-animati-e-film/trilli/trilli-da-colorare/
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Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.

C'ERA UN COCOMERO

C'era un cocomero tondo, tondo
Che voleva essere il più bello del mondo
E tutti quanti voleva superare
Così un bel giorno si mise a mangiare
GNAM GNAM si mise a mangiare
…GLU GLU si mise a bere
SCI SCI si mise a sciare
HOP HOP si mise a saltare
LA LA si mise a cantare
NUOT NUOT si mise a nuotare
RONF RONF si mise a dormire
UCCIU' ECCIU' si mise a starnutire
BOOM BOOM si mise a scoppiare
CIAO CIAO si mise a salutare
CCC CCC si mise a tossire
TOC TOC si mise a bussare

premi qui per ascoltare la canzone

Immagine tratta dal web
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mercoledì 27 agosto 2014

CHI VUOL VENIR CON ME A BALLARE?

Chi vuol venir con me a ballare e o
non è difficile imparare e o.
Giro intorno, fai un salto,
batti un piede, batti l'altro...
...e se questo tu farai
a ballare imparerai,
poro poro poro poro e o.
Chi vuol venir con me a ballare e o
non è difficile imparare e o.
Gira intorno, fai un salto,
batti un piede, batti l'altro;
fai le braccia da gallina,
mani ai fianchi scrollatina...
...e se questo tu farai
a ballare imparerai,
poro poro poro poro e o.
Chi vuol venir con me a ballare e o
non è difficile imparare e o.
Gira intorno, fai un salto,
batti un piede, batti l'altro;
fai le braccia da gallina,
mani ai fianchi scrollatina;
giù la spalla su il ginocchio,
fai un salto da ranocchio...
...e se questo tu farai
a ballare imparerai,
poro poro poro poro e o.
Chi vuol venir con me a ballare e o
non è difficile imparare e o.
Gira intorno, fai un salto,
batti un piede, batti l'altro;
fai le braccia da gallina,
mani ai fianchi scrollatina;
giù la spalla su il ginocchio,
fai un salto da ranocchio;
mani a terra, giù il sedere,
fai veder le mani nere...
...e se questo tu farai
a ballare imparerai,
poro poro poro poro e o.

Qui puoi ascoltare la canzone

http://www.rosalbacorallo.it/ballare2.jpg
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MARIA ISABEL

La playa estava deserta
In alto calienta il sol
Suonando la mia ghitarra
Bailla bailla Maria Isabel

RIT. Porgo il mio sombrero con rispetto
Vamos alla playa calienta il sol  (2)
Poro poro porom poroimpom   ccc

Qui puoi ascoltare la canzone

http://www.clipartbest.com/clipart-McLxGXnca
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DANZA DEL BOOGIE BOOGIE

Mano avanti...
Mano indietro...
Mano a zigo zago...
Mano su e giù...
Balliamo il boogie boogie...
col dito sulla testa...
scambiamoci di posto...
io e te, tu e me...

Piede avanti...
Piede indietro...
Piede a zigo zago...
Piede su e giù...
Balliamo il boogie boogie...
col dito sulla testa...
scambiamoci di posto...
io e te, tu e me...

Testa avanti...
Testa indietro...
Testa a zigo zago...
Testa su e giù...
Balliamo il boogie boogie...
col dito sulla testa...
scambiamoci di posto...
io e te, tu e me...

Spalle avanti...
Spalle indietro...
Spalle a zigo zago...
Spalle su e giù...
Balliamo il boogie boogie...
col dito sulla testa...
scambiamoci di posto...
io e te, tu e me...

Qui puoi ascoltare la canzone

http://www.comune.modena.it/decentramento/circoscrizione-3/news-ed-eventi-circ3/eventi%20circoscrizione%203/tutti-in-pista-con-il-boogie-woogie/image/image_view_fullscreen
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LA BALENA PASQUALINA

La balena la balena Pasqualina,
sa che l'acqua sa che l'acqua le fa male
quando arriva il temporale
lei si tuffa lei si tuffa in fondo al mar (SPLASH)

Due topini due topini innamorati
vanno a fare vanno a fare la serenata
alla bella addormentata
che si è presa che si è presa il raffreddor (ECCIU')

Tre formiche tre formiche in bicicletta
fanno a gara fanno a gara col diretto
ma una pulce per dispetto
il diretto il diretto rovesciò ( EEEH SPAAAAM!)

Qui trovi come si canta

http://www.disegnidacolorareonline.com/disegni-da-stampare/la-piccola-balena-da-colorare
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lunedì 25 agosto 2014

Settembre, si ritorna a scuola, cosa fare i primi giorni?

Quante volte abbiamo pensato a quali attività proporre i primi giorni di scuola?
Quanti libri abbiamo sfogliato per cercare una storia che si adattasse ad accogliere i bambini, sia quelli nuovi che quelli che già frequentavano?
Come riuscire a far sentire tutti importanti, ognuno per le sue peculiarità?

Fortunatamente l'idea arriva sempre e un libro fatto apposta per te è sempre già stato scritto e ci incappi per caso, ci lavori e vedi che i bambini se ne innamorano.

Oggi voglio parlarvi proprio di questo incontro magico... avvenuto "Nel paese delle Pulcette" (Beatrice Alemagna,  ed Phaidon, 2009)
Il paese delle pulcette è un vecchio materasso in fondo al giardino. Le pulcette ci abitano da tanti anni, ogni pulcetta nel suo buchino. Oggi è il compleanno della pulcetta cicciottella, sarà la prima volta che si incontrano. Finalmente suonano alla porta, la pulcetta corre ad aprire ma la aspetta una brutta sorpresa, le ospiti non sono bianche e cicciottelle come lei. Fissando una pulcetta davanti a lei le chiede con voce contrariata "E tu perché sei così magretta?" La pulcetta magra non sa cosa rispondere, guarda la sua vicina e le chiede: "E tu perché sei gialla come una banana?" Inizia così un giro di domande fra le pulcette: "Perché hai gli occhi così grandi?" "Perché hai le gambe così lunghe?" "Perché sei variopinta come un pappagallo?" Ogni pulcetta giunge alla stessa conclusione: "non possiamo farci niente, non si può scegliere, si nasce come si nasce, uno diverso dall'altro. Decidono allora insieme di dare inizio alla festa!
Ho accolto i bambini in classe allestendo un piccolo spettacolo. Ho pensato infatti che per i bimbi di tre anni la narrazione più efficacie sarebbe stata quella attraverso l'uso di semplici burattini costruiti da me.
Io li ho realizzati con ritagli di stoffe, bottoni, perle... con ciò che ho trovato in casa, proprio per rimanere in tema con le illustrazioni del libro. Voi potete anche semplicemente fotocopiare le immagini e poi ritaglarle e fissarle su un bastoncino.
Per creare la casa delle pulcette è bastata una vecchia coperta e tutto ha avuto inizio.


Per fissare le Pulcette alla loro casa-materasso è bastato applicare sui burattini e sulla coperta dei pezzi di velcro.
Al termine della narrazione ovviamente ho dovuto raccontare nuovamente la storia e ancora e ancora.
Alla fine ho lasciato i burattini a disposizione dei bimbi così da poterci giocare in modo libero ed autonomo e per provare, a loro volta, a raccontare la storia.


Le pulcette hanno ispirato tantissimi giochi per aiutare i bambini a conoscersi meglio, ovviamente in base all'età scegliete quelli che preferite:

- "Pulcetta come sei?": A turno ogni bambino, aiutato da una pulcetta burattino, ha provato a presentarsi agli amici dicendo il proprio nome, l'età, descrivendosi fisicamente, dicendo le sue preferenze riguardo a giochi, giocattoli, cibi, storie, descrivendo il proprio carattere...

- "Differenti ma speciali": Ho steso la coperta/materasso sul pavimento, ho inventato una piccola filastrocca per aiutare la pulcetta cicciottella ad invitare i bambini alla sua festa. I bambini dovevano ascoltare ed entrare nella casa della pulcetta cicciottella solo se possedevano le caratteristiche richieste.
Differenti o uguali
siamo amici speciali.
Alla festa invito ad entrare
A chi piace ... ballare,cantare, suonare, la cioccolata mangiare, le scarpe da ginnastica indossare, le storie ascoltare, disegnare…)
 - "Pulcetta dove sei?": Bendiamo a turno un bambino ed invitiamolo a cercare dove sono nascosti i compagni ascoltando solo il suono della loro voce.

"Pulcetta chi sei?": un bambino dovrà indovinare il nome del compagno nascosto sotto la coperta/materasso guardando solo una sua zampetta o una sua manina, se non ci riesce facciamo ascoltare la voce.

- "Festa al buio": Bendiamo un bambino ed invitiamo a riconoscere i compagni solo attraverso il tatto. Anche in questo caso possiamo aiutarlo, laddove sia in difficoltà, facendo ascoltare la risata, o la voce, o un urlo...

- "Il ballo delle pulcette": Ci siamo scatenati in danze sfrenate immaginando come potevano muoversi le varie pulcette e cioè la cicciotella, la magretta, quella con gli occhi grandi, quella tutta gialla, quella variopinta e quella con le gambe lunghe.
Abbiamo poi inventato tante altre pulcette: quella con le ali, quella con le gambe corte, quella sottosopra...

- "Il gran concerto delle pulcette": Abbiamo associato ad ogni pulcetta uno strumento musicale e poi cantanto la canzone "Questo è un bel concerto" al posto di dire "primo strumento il pianoforte" dicevamo "pulcetta cicciotella suona"

Dopo aver più volte giocato possiamo finalmente sederci per confrontarci su quanto capito, vissuto e provato. Possiamo chiedere:

Perché la pulcetta cicciotella rimane sorpresa quando apre la porta?
Come sono le altre pulcette?
Essere diversi secondo te può farti sentire male? Perché?
Cosa capiscono alla fine le pulcette?
Se giochi insieme ad un amico che sa fare cose diverse dalle tue è meglio o peggio?
Cosa hai capito della storia?
Ti è mai capitato di sentirti diverso dagli altri? Perché?
Secondo te è meglio essere tutti uguali o diversi? Perché?
Ma tu ti senti uguale o diverso dagli amici?

Dopo aver parlato e discusso ampiamente abbiamo dato inizio a tante attività, ecco le più significative:

- Una pulcetta per la nanna: Ho ritagliato da un vecchio lenzuolo due sagome per ogni bambino e le ho cucite lasciando un buco per poterle imbottire di ovatta.
Visto che i colori per stoffa sono molto costosi abbiamo deciso di utilizzare la carta velina.
Ogni bimbo ha posizionato sulla propria pulcetta tanti ritagli colorati di carta velina...


...poi ha coperto il tutto con un fazzoletto di carta bagnato e lasciato asciugare.


Con dei timbri, ha aggiunto particolari e poi disegnato il volto.
Ha riempito la sagoma con dell'ovatta, poi io ho cucito le antennine e la pulcetta è pronta per iniziare a dormire a scuola!
Per chi lo desiderava abbiamo messo alcune gocce di essenze naturali e profumato la pulcetta.



E' stato un modo per invogliare i bimbi a restare a scuola per la nanna e fare tutti insieme un bel pigiama party con storie e coccole a luci soffuse. E la routine del riposo quotidiano è stata introdotta in modo dolce, festoso e assumendo un valore fortemente affettivo.
Ecco le pulcette che ci aspettano per la nanna! Ogni bambino le prendeva prima della nanna per poi riporle al momento del risveglio.


- Il cartellone delle presenze:
Ogni bambino ha scelto e decorato una propria pulcetta di stoffa, l'abbiamo attaccata su di un cartoncino ed applicato anche del velcro adesivo. Per realizzare i palloncini della festa abbiamo utilizzato dei timbri di riciclo, i presselli per i barattoli di conserve.
Ed ecco i nostri segnalini!




Per il cartellone ci siamo ispirati alle opere di Piet Mondrian. Abbiamo preso un cartone bianco, ci siamo seduti in cerchio intorno ad esso. Ho messo su un lato, ben distanziate fra di loro, delle gocce di colore a tempera nero diluito ed invitato i bambini a sollevare in verticale il cartone, così per tutti e quattro i lati. Abbiamo ottenuto una griglia che una volta asciutta abbiamo colorato. Ogni bambino ha scelto il suo spazio da colorare e il colore preferito.
Applicando l'altra parte del velcro i bambini ogni mattina hanno potuto mettere la loro pulcetta a scuola!


Con i bambini più grandi la mia collega Sara invece l'ha realizzato così:


- Le case variopinte delle pulcette: Con i bambini più grandi si è giocato a costruire tante case bidimensionali ma anche tridimensionali per le pulcette ispirandosi alle opere di Mondrian. Per realizzare quelle tridimensionali è stato sufficiente piegare un cartoncino in quattro costruendo un parallelepipedo. Poi i bambini hanno disegnato delle linee (almeno due parallele) ed io le ho incise e ripiegate in dentro o in fuori. Infine i bambini hanno colorato le sporgenze o le parti rientranti che preferivano.


Buon inizio scuola a tutti!!!
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