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martedì 13 settembre 2011

Accoglienza dei più grandi

Copertina del libro di "Guizzino" realizzato da ogni bambino.
E' stata realizzata con pittura, collage ed origami
Lo scorso anno, partendo dalla necessità di "ri-trovare" l'identità del gruppo classe, di riprendere confidenza con gli amici, con gli spazi della scuola in parte cambiati e di accogliere nuovi compagni ed insegnanti, ho accolto la mia classe di "mezzani" con la storia di "Guizzino" di Leo Lionni.
Ho fatto trovare la sezione decorata con tanti pesciolini rossi ed uno solo nero ed ho aspettato le domande dei bambini, poi ho raccontato loro la storia.
GUIZZINO
In un angolo lontano del mare viveva una famiglia di pesciolini tutti rossi. Solo uno era nero come una cozza. Nuotava più veloce di tutti gli altri. Si chiamava Guizzino. Un brutto giorno un grosso tonno, feroce e molto affamato, apparve fra le onde. In un solo boccone ingoiò tutti i pesciolini rossi. Solo Guizzino riuscì a fuggire. Nuotò lontano. Era spaventato e si sentì solo e molto triste. Ma il mare era pieno di sorprese e a poco a poco nuotando fra una meraviglia e l'altra Guizzino tornò ad essere felice. Vide una medusa piena dei colori dell'arcobaleno, pesci misteriosi che sembravano tirati da fili invisibili, e anemoni di mare che ondeggiavano come palme al vento. Ed ecco che all'ombra degli scogli e delle alghe scoprì una famiglia di pesciolini rossi proprio come quelli del suo branco. "Andiamo a nuotare nel sole e a vedere il mondo" disse felice. "Non si può - risposero i pesciolini - i grandi tonni ci mangerebbero". "Ma non si può vivere così nella paura, - disse Guizzino - bisogna pur inventare qualcosa". E Guizzino pensò a lungo. E improvvisamente disse: "Ho trovato: noi nuoteremo tutti insieme come il più grande pesce del mare". E spiegò come dovevano nuotare tutti insieme vicini, ognuno al suo posto. E quando ebbero imparato a nuotare vicini, disse: "Io sono l'occhio". E nuotarono nel grande freddo del mattino e nel sole del mezzogiorno, ma uniti riuscirono a cacciare il grande pesce. 

Dopo l'ascolto ci siamo divertiti a drammatizzarla e poi ci siamo divertiti a fare giochi di fiducia, di contatto, a massaggiarci, ad abbracciarci, ad andare in esplorazione dell'ambiente circostante.

Perché il bambino possa "entrare" profondamente nelle storie narrate e comprenderle a fondo, occorre che queste siano vissute in modo significativo: rivivere la storia attraverso il corpo e il movimento permette, oltre che una migliore comprensione, la scoperta di un modo diverso di conoscere e comunicare che porta a sviluppare ed affinare il movimento, a sentire e conoscere il proprio corpo, a provare sensazioni ed emozioni, ad incontrare l'altro.

Accanto al linguaggio corporeo naturalmente si sono affiancati quello verbale, grafico, musicale, manipolativo, teatrale… questo per aiutare il bambino ad interagire attivamente con l'esperienza e ad esplorarne i diversi aspetti codificando il messaggio nelle sue varie forme.


La storia di Guizzino ci ha permesso di parlare anche di noi e delle nostre emozioni…

 in ogni pagina la storia è stata rivissuta in prima persona,
ogni bambino ha raccontato le proprie avventure,
emozioni di gioia ma anche di tristezza, sorpresa e paura.

Importante è stato anche mettere a confronto gli eventi
ed i personaggi della storia con il vissuto di ogni bambino


Per interiorizzare al meglio la storia, la classe è stata divisa in gruppi che,
in completa autonomia, ha realizzato le varie sequenze del racconto.
Un grande tonno mangia tutti gli amici di Guizzino

Guizzino, rimasto solo, osserva le meraviglie del mare, in cerca di nuovi amici


Guizzino, con i nuovi amici, sconfigge la paura e formando un grande pesce allontana tutti i pericoli.
Ogni bambino ha realizzato un pesciolino rosso che lo rappresentasse e poi lo ha appiccicato nel cartellone del mare realizzato tutti insieme e così si è venuto a formare un  enorme pesce, simbolo del gruppo di amici della nostra sezione. Ai bambini è passato molto semplicemente il messaggio che tutti insieme è meglio!


Ognuno ha realizzato il suo piccolo angolo di mare
in cui si sente sicuro insieme agli amici.


Plastico realizzato dai bambini con materiale di recupero e conchiglie e sabbia raccolti durante l'estate.
Come si può notare abbiamo rappresentato gli elementi dell'aria (gabbiani, nuvole fatte con sacchetti gonfiati e contenenti carta colorata); dell' acqua a livello superficiale e sommerso.

L'isola... 

...le barchette, il faro e le balene
Trovi altro qui
Dopo queste attività ci siamo divertiti a giocare con l'acqua, ma questa è un'altra storia...

martedì 6 settembre 2011

Attività per l'inserimento

Il primo ingresso a scuola è sempre difficile e denso di emozioni contrastanti, sia per i bambini che per i genitori, compito di noi insegnanti è quello di guidarli gradualmente in questo cammino di crescita.
Chi insegna  nella scuola dell'infanzia sa benissimo che i primi giorni di scuola sono i più importanti e difficili: bisogna saper conquistare la fiducia dei genitori; far capir loro che si possono fidare di noi, che i bimbi sono in buone mani e che teniamo al loro benessere; dobbiamo in poco tempo cercare di gettare le basi di "un'alleanza educativa" basata sul rispetto, la sincerità, la stima e la fiducia reciproca, tutto questo mentre si cerca di rendere  accattivante la scuola per i bambini in modo che accettino il distacco dai genitori.
In questi anni di insegnamento ho sperimentato un metodo molto efficace e che nella maggior parte dei casi dà risultati immediati: i bimbi rimangono a scuola senza piangere già dopo i primi 2-3 giorni.
Ecco come si svolge "il mio inserimento":
A giugno tutto il personale della scuola incontra le famiglie, durante l'assemblea ogni insegnante si presenta, viene letto il regolamento e si proietta un filmato di presentazione della scuola dove i genitori possono anche vedere i bambini che svolgono le attività e le routine. Durante tale incontro si prendono già accordi per i colloqui individuali conoscitivi e per la festa di inizio anno.
A settembre tutte le insegnanti organizzano una festa per i più piccoli, solitamente il giorno prima dell'inizio e in tale occasione si cerca di coinvolgere genitori e bambini in una prima attività.
Appena arrivati ho consegnato a tutti, adulti e bambini, una collana con il simbolo della sezione e la scritta di benvenuto (a distanza di due anni alcuni genitori mi hanno confidato che i loro figli la conservano gelosamente vicino al proprio letto) poi abbiamo dato inizio al "laboratorio". 
Ecco che cosa ho fatto un paio di anni fa con le mie "tartarughe".



Ho costruito un trenino e tante sagome di bambino.
Durante la festa ho invitato i genitori a creare il ritratto del proprio bimbo,
insieme ai loro figli, mettendo a disposizione tanto materiale di recupero.

Il trenino è stato poi appeso in sezione ad altezza di bambino.


Questa attività ha coinvolto tantissimo i genitori ed ha permesso ai bambini di trascorrere un primo momento piacevole insieme a mamma e papà familiarizzando così con un nuovo ambiente.
Nei giorni successivi  i bimbi sono andati più di una volta ad osservare il trenino che è diventato come una sorta di oggetto transizionale fra casa e scuola.
A conclusione della festa è arrivato uno scrigno del tesoro che conteneva una sorpresa per il giorno dopo... e così tutti i giorni, per il primo mese di scuola, ho tenuto vivo l'interesse della classe e soprattutto il desiderio di venire a scuola  per scoprire cosa conteneva la "scatola magica".

giovedì 1 settembre 2011

"Quadri SENSIbili": il gusto

L'Arcimboldi è l'artista usato per questa fase di stimolo sensoriale. 
Si può assaggiare un quadro? 
Noi abbiamo dimostrato che è possibilissimo ed è anche buono! Ho portato dei libri sull'Arcimboldi ed abbiamo visto assieme alcune sue opere, il modo in cui compone diversi oggetti per crearne uno nuovo, le tematiche seguite, e siamo arrivati alle "Stagioni", in particolare all'"Estate", che rappresenta un ritratto umano composto con la frutta. 
Ho chiesto quali erano i loro frutti preferiti, per farli entrare in contatto con il dipinto, ho chiesto se avrebbero voluto mangiare alcuni dei frutti che vedevano, ed ho quindi proposto di creare un quadro che si potesse mangiare, ma che fosse davvero un quadro anche da vedere. 








Così abbiamo creato il nostro dipinto da mangiare: prima abbiamo tagliato la frutta a pezzetti poi abbiamo stabilito quale frutta era adatta per i capelli, per la bocca, il naso, e così via; quindi, su una base, i bambini hanno disposto i vari elementi, fino a formare un volto sorridente. Così abbiamo mangiato una fetta dell'"Estate" dell'Arcimboldi, fatta da noi. 




FINE "Quadri sensibili"
L'inizio lo trovi qui