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venerdì 30 settembre 2011

Ritratti stile Enrico Baj

Nella nostra scuola riteniamo importante raccontare ai bambini le vite degli artisti, dei poeti, degli scrittori, degli scienziati..., con lo stesso coinvolgimento e calore usati per raccontare una favola, una storia. 
E' però fondamentale narrare episodi veri delle loro vite, magari a partire dall'infanzia ed arricchendoli di aneddoti, mostrando anche fotografie.
Leggendo la biografia di Enrico Baj ho scoperto che amava frequentare un negozio dove vendevano carta da parati, bottoni, passamaneria, si recava lì e chiedeva se gli tenevano da parte tutti gli scarti, un po' come faccio io e le mie colleghe insegnanti, poi tornato a casa si metteva all'opera. 
Racconto ai bambini ciò che ho scoperto e poi ci divertiamo a creare come il nostro amico Enrico.


Questo lavoretto ha appassionato tantissimo i miei bimbi dell'anno scorso che si sono divertiti a decorare dei parallelepipedi di gommapiuma che ci erano stati portati a scuola da una mamma che lavorava in un poltronificio.
La festa della mamma era vicina e così abbiamo deciso di creare il suo ritratto da donarle.
Il materiale utilizzato è tutto di recupero, ed ognuno ha fatto da solo, l'intervento dell'insegnante è stato necessario solo per incollare alcune parti con la colla a caldo. 
Che ne dite? 
Lo stesso lavoretto potrebbe vedere ritratti i nonni,  o i papà, o addirittura tutta la famiglia. 


martedì 27 settembre 2011

"PEZZETTINO"


 "Pezzettino" di Leo Lionni
visto dallo sguardo dei bambini
In sezione troviamo un pacco colorato al centro del cerchio delle conversazioni. I bambini sono sorpresi, pochi minuti prima di andare in bagno non c'era. Chi l'avrà portato? Ogni bambino fa ipotesi, qualcuno ritiene che sia stato Babbo Natale, entrato da una finestra aperta, ma prontamente c'è chi risponde che Natale è già passato. Per altri siamo state noi insegnanti, ma facciamo notare che eravamo insieme a loro e che quindi non potevamo averlo messo noi. Ma allora chi è stato? La domanda pare non trovare risposta fino al momento dell'apertura del pacco. La scatola contiene tanti pezzetti di carta colorata, dei burattini  di cartoncino ed un libro. La classe esultante chiede di leggere il libro dimenticandosi di scoprire come il regalo fosse arrivato in sezione. Prendo il volume fra le mani e lo apro per iniziare la narrazione ma un imprevisto suscita nuovamente scompiglio ed emozione nei bambini: è caduta una lettera… subito i più lesti si alzano per raccoglierla e me la consegnano trepidanti: Cosa ci sarà scritto?

"Cari bambini, sono Pezzettino e oggi voglio raccontarvi la mia storia. La volete ascoltare? "
Ovviamente tutti rispondono con un fragoroso sì. Inizio la narrazione, i bambini sono in silenzio assoluto, rapiti dal racconto e dai buffi personaggi formati da tanti pezzetti colorati, tutti tranne uno, Pezzettino che si sente triste perché è diverso dagli altri: è di un solo colore e piccolino, sicuramente è un pezzo mancante di qualcuno, e così si mette alla ricerca della propria identità. La narrazione è sostenuta dall'utilizzo dei burattini raffiguranti i vari personaggi. Alla fine Pezzettino, consigliato da un grande saggio, va sull'isola di "Chi sono", che scopre essere deserta e rocciosa, e mentre cammina cade rompendosi in mille pezzi. I bambini rimangono allibiti ed anche rattristati nello scoprire le sorti del loro amico Pezzettino e nel vedere il suo burattino che viene strappato e gettato a terra… il silenzio si fa di ghiaccio ed è carico di emozioni contrastanti ma subito dopo si trasforma in urla di gioia perché scoprono che Pezzettino è felice perché ha scoperto che anche lui, come gli amici, è formato da tanti pezzetti ma di un solo colore, scopre chi è, che è importante e non è una parte insignificante di qualcuno e felice corre dai suoi amici a festeggiare. Accendo una musica allegra e festeggiamo anche noi con lui, ovviamente dopo aver incollato tutte le parti di Pezzettino. A conclusione della danza ci sediamo ed ad ogni bambino viene data la possibilità di scegliere un pezzetto di carta colorato da custodire a ricordo della storia. Come previsto la maggior parte sceglierà il colore arancione di Pezzettino.
Questo è stato l'incip di tutte le attività, "Pezzettino" ci ha guidati alla scoperta della nostra identità personale...

La storia ha offerto importanti spunti di discussione e confronto: 
Chi sono io?  
Sono un pezzettino o un tutto? 
Sono fatto da tanti pezzetti? 
Sono parte di qualcosa? Sono "uguale" o "diverso"? 


…lo specchio rimanda l'immagine di sé e offre al bambino la sua immagine…e lo sollecita a scoprire ciò che c'è dentro questa immagine!

L'autoritratto è un modo per iniziare questo cammino…abbiamo osservato alcuni ritratti di pittori famosi che hanno stimolato i bambini a osservare, disegnare e camuffare il loro volto.

Autoritratto ispirato a Picasso

Autoritratto ispirato a Modigliani

Autoritratto ispirato Van Gogh


Autoritratti ispirati a Enrico Baj

Stimolante e divertente è stato anche fare il ritratto di un amico seduto in posa per il bambino artista.



domenica 25 settembre 2011

"NON INSEGNATE AI BAMBINI"




I bambini  arrivano a scuola "già vestiti" di una propria identità, portano le loro acerbe esperienze ed i loro vissuti che li rendono unici, è come se avessero " l'intero albero genealogico" sulle spalle, vale a dire la cultura familiare, l'educazione che hanno iniziato a ricevere e con essa sono già evidenti i condizionamenti degli adulti che si prendono cura di loro, le ansie, le paure, le speranze...
Il compito di noi insegnanti? 

Cercare di fornire ai bambini tanti stimoli, liberi da condizionamenti; trasmettere l'amore per le cose belle; la passione per ciò che si fa, la gioia del fare e del fare assieme ad altri; ASCOLTARLI e star loro vicini guidando i loro passi ma non sostituendosi a loro, indicando la via ma lasciandoli liberi di scegliere in che modo percorrerla; dar loro amorevole sostegno e fiducia; consentirgli di sbagliare ed imparare dall'errore.
Per dirla con le parole di Gaber:

"Non insegnate ai bambini 
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente 
stategli sempre vicini 
date fiducia all'amore il resto è niente."


Ricordiamoci sempre che i bambini ci guardano, impariamo prima di tutto ad amarci e prenderci cura di noi, coltiviamo la nostra cultura, la nostra mente, solo così potremo essere un buon esempio per loro.
Questo è il mio modesto parere.