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giovedì 27 ottobre 2011

Alberi non convenzionali

Bruno Munari fornisce molti spunti per stimolare nei bambini la creatività in modo da allontanarli da disegni ed elaborati stereotipati ma poco originali. 

disegno di un albero all'inizio del progetto
Il libro "Disegnare un albero" fornisce tanti disegni di alberi contorti, originali, dalle forme più svariate che possono essere da stimolo per iniziare con i bambini una "caccia all'albero strano" e la stagione autunnale è forse la migliore per vederne al meglio la struttura, l'intreccio dei rami. E così, muniti di macchina fotografica, siamo usciti in giardino ed abbiamo fotografato tanti alberi, poi abbiamo stampato le fotografie su fogli grandi per poter osservare che gli alberi hanno tanti rami che si intrecciano fra loro. 


La fotografia è stata stampata in bianco e nero e poi ingrandita
per poter mettere in evidenza l'intreccio dei rami
Aiutata dall’arte ho cercato di stimolare ulteriormente la rappresentazione dell’intreccio dei rami utilizzando i quadri di Pollock e Mondrian.




Dopo aver visionato le immagini ho proposto ai bambini di trasferirci in palestra e di provare a muoversi liberamente, a lasciarsi andare ascoltando una musica a volte dolce, a volte più ritmata e a lasciare traccia dei loro gesti su di un foglio attraverso colature di colore per creare atmosfere cromatiche suggerite dalla stagione stessa. Dopo un iniziale disorientamento i bambini si sono lasciati trascinare dai movimenti liberi delle loro braccia e dalla danza intorno al foglio ed hanno creato il loro “magico groviglio” scoprendo così che alcuni colori mescolandosi ne formavano altri: i colori secondari…

Danziamo e creiamo un magico groviglio di colori
A fine giornata ogni bambino ha potuto portarsi a casa
un pezzo dell'opera realizzata con i compagni
Un'altra parte del dipinto ha fatto da sfondo al nostro bosco
realizzato con alberi costruiti alla maniera di nonno Bruno
Sempre seguendo gli insegnamenti di nonno Bruno abbiamo tagliato un foglio,
che ci aveva regalato, ed abbiamo realizzato un albero decorandolo con quello che più ci piaceva
Schema utilizzato per creare l'albero sopra citato
A conclusione del percorso ho voluto verificare quanto i bambini avessero conservato dell'esperienza e quanto il loro modo di disegnare gli alberi fosse cambiato.


Che ne dite? Troverete altro qui

giovedì 20 ottobre 2011

Il colore, il gesto, il suono nella stagione autunnale


Questa esperienza didattica è stata pensata per stimolare in tutti i bambini la voglia di sperimentare e vivere le mutazioni climatiche e cromatiche tipiche della stagione autunnale in modo inusuale.
In un primo momento ci siamo riuniti nel cerchio delle conversazioni dando inizio a un brainstorming sull'argomento autunno, questo anche per verificare cosa i bambini avessero conservato delle attività degli anni precedenti.
Successivamente si è pensato di organizzare un'uscita per raccogliere foglie, bacche, ghiande, rametti, materiali che sono stati messi poi a disposizione dei bambini per osservarli, classificarli in base a vari criteri, stamparli, studiarne la forma. 





 Il nostro percorso è poi proseguito in palestra dove i bambini, bendati e a piedi nudi, accompagnati dal brano musicale "Leaves", hanno ripercorso l'esperienza vissuta al parco immergendosi negli elementi raccolti e cercando in seguito di compilare una sorta di vocabolario tattile dell'esperienza. 
Nonostante i bambini avessero già partecipato a laboratori tattili, non è stato facile per loro tradurre in parole le sensazioni e le immagini che l'esperienza ha loro evocato.  
Dal diario dell'insegnante
Sentivo le foglie morbide, le ghiande dure
Era un po' duro e un po' morbido
Era bello, mi facevano il solletico
Erano secche e facevano rumore
Le foglie erano tutte marroni

Per "esercitare" la creatività dei bambini, si è pensato di utilizzare spesso giochi di finzione in palestra per poi far esprimere loro cosa avevano immaginato… e così ci siamo trasformati in foglie che volavano al vento, in piccoli animali che facevano provviste e costruivano le loro tane per il letargo, nel vento che muoveva le foglie, in alberi…tutte queste attività sempre avvalendoci del supporto dei brani sull'autunno tratti da "Le stagioni" di Vivaldi.


Gli animaletti del bosco costruiscono le loro tane

Tutti insieme formiamo un grande albero. “Dada, però mancano le radici!”
Giochiamo a fare il vento che muove le foglie. 
In questa attività per educare anche l’orecchio al mutare della musica ne abbiamo usata una lenta e una veloce… 
i bambini hanno saputo coordinarsi al ritmo della musica.

Osservando i disegni dei bambini ho constatato che il loro modo di rappresentare gli alberi era molto semplice e poco particolareggiato, stereotipato; per stimolarli ad arricchire le loro rappresentazioni ho deciso di ritornare al parco per osservare meglio e da vicino gli alberi, le radici, gli intrecci dei rami, la consistenza della corteccia…






Abbiamo osservato gli alberi in ogni loro aspetto, abbiamo potuto vedere come erano fuori, ma anche dentro, li abbiamo osservati da sotto ma anche arrampicandoci sopra di loro e poi abbiamo cercato un posto comodo per provare a copiarli dal vero.
I primi disegni dopo questa esperienza risultavano già diversi e più particolareggiati e quindi ho provato a continuare fornendo informazioni indirette su come rappresentare un albero e in questo mi è venuto in aiuto Bruno Munari con il suo libro "Disegnare un albero".
Continua qui

lunedì 17 ottobre 2011

"GUIZZINO" e la paura


La storia di Guizzino ci ha permesso di parlare ed affrontare in modo insolito le nostre paure.
DAL DIARIO DELL'INSEGNANTE…
Bambini, voi di cosa avete paura?
Del lupo, dei mostri perché faccio sempre dei sogni e poi vado dalla mamma o dalla nonna.
Dei mostri perché di notte sento dei rumori e ho paura che vengano da me. Del lupo.
Dei fantasmi, sono come il vento che vola bianco, quando li sogno mi spavento.
Gli orsi del bosco perché sono cattivi.
La tigre l'ho vista in un circo dentro la gabbia. Mi fa paura il ruggito.
Quando io la notte facevo dei brutti sogni. Se non mi riaddormento vado dalla mia mamma.
Dei mostri degli abissi, sono tantissimi e mi fanno paura, li ho visti al cinema.

Ognuno ha espresso a parole e poi ha disegnato ciò che lo spaventava, i disegni sono stati poi chiusi dentro una busta nera


...e a turno schiacciati e calpestati da ogni bambino.
Così come Guizzino insieme ai pesci rossi ha affrontato il mare aperto anche noi, uniti, abbiamo affrontato le nostre paure scacciandole simbolicamente circondati e rassicurati dalla presenza e dal sostegno degli amici.