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giovedì 24 novembre 2011

"UN BAMBINO DI NOME GIOTTO": percorso Avvento

Osservando le scene della Natività di Giotto è nato nei bambini il desiderio di crearsi un presepio personale, da mettere sotto l'albero di Natale e così lo abbiamo realizzato con creta e con i colori fatti da noi.


Per creare questo presepio abbiamo impiegato le quattro settimane d'avvento. 
Per prima cosa abbiamo raccontato ai bambini la parabola del seminatore in modo da fargli capire che come nella terra buona crescono le piante così avviene per i nostri cuori, che debbono prepararsi ad accogliere Gesù. E così ad ogni bambino è stato richiesto di impegnarsi ad essere più gentili e buoni in modo da preparare il terreno che doveva accogliere la capanna del presepio, per aiutarli ad interiorizzare meglio il percorso abbiamo preparato insieme un vassoio con del terriccio e per ogni azione buona i bimbi hanno voluto mettere un sassolino dorato.

La seconda settimana d'avvento ho raccontato la parabola del Buon Samaritano ed abbiamo chiesto ai bambini "di essere il bastone di chi ne ha più bisogno", di chi è povero e non ha nulla.
Ognuno ha portato a scuola un giocattolo che non usava più, ma non rotto, e lo abbiamo donato alla Caritas per i bimbi poveri.

I bambini, in cambio del loro gesto, hanno ricevuto
in dono un cuoricino di cartoncino rosso

simbolo dell'esperienza abbiamo piantato i pali di sostegno della capanna, realizzati con i bastoncini per gli spiedini e gli stuzzicadenti fissati insieme con palline di pongo.

La terza settimana ho raccontato la storia di San Martino ed invitato i bambini a condividere le loro cose come il Santo aveva fatto con il suo mantello.
A simbolo dell'esperienza abbiamo messo la tenda rossa sulla capanna.

La quarta settimana finalmente il racconto, attraverso i brani del Vangelo, della nascita di Gesù e l'arrivo nel presepio delle statuette di Gesù, Giuseppe e Maria.
Tutta l'esperienza si è conclusa con la recita natalizia ispirata a Giotto e ai brani evangelici.
Che ne dite?

"UN BAMBINO DI NOME GIOTTO": attività

La narrazione di "Un bambino di nome Giotto" è stata accompagnata dalle bellissime immagini del libro videoproiettate e da alcune musiche di Nyman.

L'esperienza della narrazione attraverso le immagini videoproiettate
ha dato l'idea di creare  dei fotomontaggi  da donare ai genitori 
Al termine del racconto i bambini hanno potuto letteralmente entrare dentro la storia, toccare le immagini e vivere su di loro l'esperienza del colore degli affreschi della Cappella degli Scrovegni.
L'attività ha suggestionato in maniera evidente i bimbi che si sono facilmente immedesimati in Giotto, ed hanno sentito forte il desiderio di diventare dei pittori come lui.
La storia è servita anche come spunto per parlare coi bambini dei loro desideri e sogni e per aiutarli a capire che c'è un tempo d'attesa paziente per ogni cosa, anche per il Natale.
E così , come Giotto, abbiamo provato a disegnare sui sassi e sulla sabbia, ma l'acqua portava via i disegni...



domenica 20 novembre 2011

"UN BAMBINO DI NOME GIOTTO": la storia


Qualche anno fa ho utilizzato questo libro,edito da Arka ed illustrato in modo originale ed esemplare, per prepararci al Natale, offre infatti molti spunti di lavoro da cui partire per avvicinare i bambini a questo grande pittore ed ai suoi affreschi della Cappella degli Scrovegni riguardanti l'Annunciazione, la Visitazione e la Natività.




Qui di seguito potrete leggere la storia, ma io vi consiglio di munirvi del libro, e presto pubblicherò qualche idea per lavorarci con la vostra classe, un po' di pazienza, ma sto preparando la recita di Natale con i miei bimbi e fra una prova e l'altra devo dedicarmi alle revisioni del copione, ma prima o poi vi racconterò anche di questo in modo più preciso.

Ogni mattina il piccolo Giotto porta al pascolo il gregge di suo padre. Cammina distratto, pensando a un desiderio che vorrebbe tanto realizzare. Un desiderio che, per ora, non può rivelare a nessuno. Al pascolo, invece di sorvegliare il gregge, Giotto passa il tempo a disegnare. Traccia figure di pecore, alberi e uccelli su tutto ciò che trova: sulle pietre chiare con un pezzo di carbonella, su quelle scure con un pezzo di gesso e sulla sabbia con un bastoncino. Sono così belle che spesso i viandanti si fermano per ammirarle. "Peccato che basti un colpo di vento o un po' di pioggia per cancellarle", si rammarica il pastorello. Disegna finché sente in lontananza le campane suonare al vespro. Allora si affretta a radunare le pecore per riportarle all'ovile. Messer Bondone, suo padre, ogni sera aspetta il suo ritorno. E conta le pecore, non si fida. "Ha sempre la testa fra le nuvole!", dice del suo bambino. Infatti questa sera si arrabbia.