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domenica 22 giugno 2014

Recita di fine anno: "Il Mago di Oz"


MUSICA: "Big my secret" n° 2 da "Lezioni di piano" di Michael Nyman

VOCE: C'era una volta una bambina di nome Dorothy che viveva in una fattoria del Kansas con gli zii e il suo cagnolino Totò. Attorno alla fattoria tutto era grigio e triste proprio come il resto del Kansas.

SCENA: Entrano Dorothy e Totò

DOROTHY: "Si sta alzando il vento, sta arrivando una tempesta, presto Totò entriamo in casa!"

MUSICA: "La tempesta" di Beethoven e rumori creati dai bambini

VOCE: All'improvviso un ciclone sollevò la casa che cominciò a girare, girare, girare....

SCENA: Balletto uragano

VOCE: La casa dopo un lungo volo atterrò in un paese meraviglioso, dai colori splendenti. Dorothy trovò ad accoglierla una fata e degli strani ometti vestiti di blu.

SCENA: Entrano tre Succhialimoni e una fata. (oggetti: le scarpe della strega dell'est):

STREGA BUONA : "Grazie per aver ucciso la cattiva strega dell'est e aver liberato il nostro popolo dalla schiavitù!"

DOROTHY: "Io non ho ucciso proprio nessuno, deve esserci un errore!"

STREGA BUONA : "Ma la tua casa sì!"

SUCCHIALIMON1: "Guarda si vedono ancora le sue scarpe!

SUCCHIALIMON2:"  Eccole ora sono tue!"

DOROTHY: "Ma voi chi siete?"

STREGA BUONA :  "Io sono la strega buona del Nord."

SUCCHIALIMON3: "E noi siamo i Succhialimoni, gli abitanti di questo paese."

STREGA BUONA : "Cosa possiamo fare per te?"

DOROTHY: "Voglio tornare dai miei zii nel Kansas:"

STREGA BUONA : " Solo il Mago di Oz ti può aiutare!"

VOCE: Allora la strega buona le diede un bacio in fronte che l'avrebbe protetta dal male e le disse di seguire il sentiero dorato fino alla Città di Smeraldo.
SCENA: Dorothy cammina.

SPAVENTAPASSERI: "Ciao"

SCENA: Dorothy si guarda attorno.

DOROTHY: "Chi ha parlato?"

SPAVENTAPASSERI: "Sono io, mi aiuti a scendere?!"

SCENA: Dorothy aiuta lo spaventapasseri

SPAVENTAPASSERI: "Chi sei? Dove stai andando?"

DOROTHY: "Sono Dorothy e sto andando dal Mago di Oz per chiedergli di rimandarmi a casa"

SPAVENTAPASSERI: "Credi che a me potrà dare un cervello?"

DOROTHY: "Sì, vieni con me!"

SCENA: Incontro con l'Omino di Latta

OMINO di LATTA: "Aiuto, sono rimasto incastrato, per favore ungetemi le giunture"

SCENA: Dorothy e lo Spaventapasseri ungono l'Omino di Latta

OMINO di LATTA: "Grazie, era tantissimo tempo che ero qui bloccato! Ma voi chi siete?"

DOROTHY: "Sono Dorothy e sto andando dal Mago di Oz per chiedergli di rimandarmi a casa"

SPAVENTAPASSERI: "Io sono lo Spaventapasseri e sto andando con lei per chiedere al Mago di Oz un cervello"

OMINO di LATTA: "Io vorrei tanto avere un cuore! Posso venire con voi?"

DOROTHY e SPAVENTAPASSERI: "Certo!"

SCENA: Dorothy, lo Spaventapasseri e l'Omino di Latta incontrano il Leone

VOCE: All'improvviso risuonò nella foresta un tremendo ruggito e un attimo dopo un enorme leone, con un balzo, saltò in mezzo al sentiero giallo. Con un colpo di zampa fece cadere lo Spaventapasseri e poi l'Omino di Latta. Il piccolo Totò gli si avventò contro abbaiando, il Leone stava già per mangiarselo ma Dorothy si precipitò avanti e schiaffeggiò il Leone.

DOROTHY: "Vergognati, grande e grosso come sei te la prendi con un piccolo cagnolino, sei un codardo!"

LEONE: "Lo so, ma che ci posso fare?"

DOROTHY, SPAVENTAPASSERI, OMINO di LATTA: "Vieni con noi dal Mago di Oz, lui ti darà il coraggio!"

LEONE: "Davvero posso venire?"

VOCE: Dopo un lungo viaggio pieno di pericoli e ostacoli i nostri amici giunsero davanti alle porte della Città di Smeraldo, dove tutto era verde. Il guardiano della città fece indossare loro degli occhiali verdi e li accompagnò dal Mago.

SCENA: I protagonisti indossano gli occhiali verdi.
Balletto (bimbi di 3 e 4 anni)

MUSICA: "A secret burning" da Jardin clos di Wim Mertens

VOCE: Il Mago di Oz li riceve uno alla volta e si presenta ad ognuno di loro con sembianze diverse
SCENA: I protagonisti passano portando il disegno di come gli appare il Mago

VOCE: Il Mago di Oz chiede a tutti di superare una prova. Uccidere la cattiva Strega dell'Ovest, solo così vedranno esauditi i loro desideri. E così riprese il viaggio. Dorothy riuscì a sconfiggere la malvagia strega buttandole un secchio pieno d'acqua. La strega come per incanto infatti si sciolse e scomparve.

SCENA: Balletto dell'uccisione della Strega con goccie d'acqua che la circondano: 

MUSICA: Notte sul Montecalvo" di Modest Moussorgsky

VOCE: Dopo l'uccisione della strega i nostri amici ripresero il cammino per tornare dal Mago di Oz. Giunti alla città di Smeraldo scoprono che il Mago è un impostore. Questi prova comunque a realizzare i desideri di ognuno.

SCENA: Il mago esaudisce i desideri dello Spaventapasseri, dell'Omino di Latta e del Leone.

VOCE: Per aiutare Dorothy costruisce una mongolfiera con cui l'accompagnerà nel Kansas, ma una folata di vento fa decollare il pallone mentre Dorothy è ancora a terra.

MAGO di OZ: "Addio Dorothy, ora solo la Fata Glinda ti potrà aiutare, vai da lei nel Regno del Sud!"

VOCE: Dorothy viene consolata dai suoi amici. Proseguirono assieme il viaggio verso Sud e raggiunsero il Paese Rosso dove abitava Glinda.

GLINDA: "Cosa posso fare per te, piccola mia?

DOROTHY: "Vorrei tornare nel Kansas dai miei zii"

GLINDA: "Le tue scarpette d'argento sono magiche, batti tre volte i tacchi e sarai a casa"

DOROTHY: "Prima di andare voglio salutare i miei amici"

SCENA: Dorothy abbraccia e saluta i suoi amici, si avvicina a Totò e…

DOROTHY: "Portatemi a casa dalla zia Emma!"


SCENA: Dorothy batte tre volte i tacchi, volteggia nell'aria 

MUSICA: I bambini suonano triangoli e campanelli


domenica 8 giugno 2014

"Storia di una matita" di Michele d'Ignazio

Oggi voglio parlarvi di un libro divertente, a tratti esilarante ma anche con un contenuto di spessore che mi è capitato fra le mani grazie al web.Quando l'ho ricevuto l'ho letto tutto di un fiato perché in realtà parlava di me, parla di ognuno di noi, dei nostri sentimenti, dei nostri sogni e del coraggio che ogni giorno dobbiamo mettere per non rinunciare ad essere felici.

La storia è piaciuta a tal punto che
Lapo è entrato anche nei disegni liberi dei bimbi

Lapo è un giovane uomo che, partito da una località di campagna approda in una grande città all’inseguimento del proprio sogno di fare il disegnatore professionista. Giunto nella grande città Lapo si scontra con la difficoltà di fare strada nella professione di disegnatore. Il sogno di Lapo è però troppo grande e radicato  perché egli possa rinunciarvi così facilmente. Quindi, nonostante i continui rifiuti  Lapo persiste nel voler realizzare il suo sogno. Un giorno all’improvviso, tanto è forte il suo desiderio di diventare un disegnatore affermato, Lapo comincia a tramutarsi in una matita. Questo fatto gli farà affrontare una serie di peripezie e di avventure. Prima di tutto dovrà industriarsi a realizzare una serie di maschere rappresentanti la più vasta gamma di espressioni facciali; quelle stesse espressioni che Lapo, nella nuova veste di matita, non può più “sfoggiare”. Quindi Lapo si deve scontrare con l’ironia delle impiegate dell’anagrafe che, all’atto del rinnovo della carta d’identità, inseriscono, alla voce “segni particolari”: matita. La stessa mattina del rinnovo della carta d’identità Lapo involontariamente, mentre cammina per la strada lascia dei segni , anzi dei bellissimi disegni nel bel mezzo della piazza principale della grande città. La sua opera viene notata da un magnate, che lavora in un ufficio al centesimo piano di un grattacielo che ospita una delle principali emittenti nazionali. Costui fa rintracciare Lapo e lo incarica di realizzargli ogni giorno un disegno che egli possa ammirare al suo arrivo nel proprio ufficio e che gli riporti i ricordi della sua infanzia trascorsa  in campagna. A lungo andare Lapo si rende però conto che pur se ora la sua opera di disegnatore è ammirata da un vasto pubblico questo non porta nessun tipo di piacere e decide così di licenziarsi dal proprio lavoro. Questa decisione lo fa tornare al proprio stato normale di essere umano. Prima di abbandonare del tutto la propria professione Lapo decide di realizzare un’ultima opera e sceglie, come location le pareti del grattacielo della rete televisiva. 
Pensare di proporlo ai bimbi di scuola dell'infanzia di quattro-cinque anni è stata una sfida con me stessa, ma a me piacciono le sfide!
E così i bambini si sono innamorati del cane della vicina che abbaiava in continuazione (egregiamente interpretato da me) ma soprattutto di Lapo e del fatto che era diventato una matita.
Ci siamo divertiti così a giocare al gioco del "Se un giorno mi svegliassi e fossi diventato...(cane, scopa, spazzola, vento...) cosa farei? Come sarebbe la mia vita?"
Sono nate storie molto divertenti e surreali che ci hanno fatto ridere a crepapelle.
Per svolgere questa attività ho preparato un barattolo contenente tante fotografie di oggetti ed animali.
A turno ho chiamato un bambino alla volta che, sorteggiata una carta, cercava di mimarla e di far indovinare agli amici cosa fosse. Dopo questa prima fase di gioco ho inserito la domanda Come sarebbe la mia vita? E tutti i bimbi insieme cercavano di rispondere. Stimolandoli progressivamente ad immaginare più situazioni possibili sono nate le nostre storie.

Il libro ci ha anche offerto lo spunto per parlare e rappresentare graficamente le nostre emozioni. Ogni bambino si è messo alla prova osservandosi allo specchio e provando a ridisegnarsi con diverse espressioni e smorfie.

Abbiamo così costruito Lapo la matita e creato per lui tante facce diverse da tenere in borsa e mostrare nelle diverse situazioni.

Abbiamo realizzato anche un memory delle emozioni che ha aiutato i bambini ad interiorizzare il modo in cui rappresentare graficamente le varie espressioni del volto.

Che bello disegnare insieme a Lapo!
Grazie Michele per averci fatto conoscere il tuo libro!

sabato 7 giugno 2014

Dedica per la festa dei diplomi

Oggi vi voglio mostrare il bellissimo biglietto che la mia collega Sara ha realizzato per salutare i suoi "pesciolini" che abbiamo diplomato ieri sera.

Ne approfitto per ringraziarla nuovamente per avermi concesso di condividerlo con voi.

L'idea le è nata leggendo il libro "Saremo alberi" di Mauro L. Evangelista, edizioni Artebambini.










Con il piccolo pezzo di corda in dono i bimbi potranno realizzare il proprio albero!


Oltre ad essere un libro molto bello e denso di significato può essere da spunto anche per realizzare un laboratorio munariano, ma di questo vi parlerò la prossima volta!


giovedì 5 giugno 2014

Poesia per la festa dei diplomi: "IL TEMPO COI BAMBINI"

Oramai siamo giunti a fine anno e qualcuna di noi sicuramente saluterà i propri bambini e soprattutto le famiglie. 
Ho trovato una poesia che mi sembra bella da donare ai genitori, uno spunto su cui riflettere, che ci insegni a donare più tempo ai nostri bimbi!
Una poesia che parla anche di quanto siamo fortunate noi nel nostro lavoro.

IL TEMPO COI BAMBINI di Germana Bruno


Coi bimbi non s’invecchia, si cresce solamente.
È grande il mistero che dentro cela il tempo,
passano i giorni, gli anni, e a te sembra un momento.
Lo ripetiamo sempre e sempre ci stupisce
questa magia che, a volte, ci duole e ci intristisce.
Si dice che, se bello, il tempo scorra in fretta,
perché, se stiamo male, lo scorrere si aspetta
e lento più che mai procede il suo cammino,
ma fugge lesto assai se stai con un bambino.
Coi bimbi, per incanto, ogni attimo già vola
nel cuore è un minuto, nell’orologio un’ora,
ma se, per paradosso, percorri con la mente
ogni attimo trascorso, ti sembra sorprendente
veder che col pensiero diventano più lenti
tutti quei momenti più densi e divertenti.
Del tempo coi bambini hai strana percezione,
anche se dura un soffio è stato una lezione
e sai, infine, qual è la cosa sconvolgente?
Coi bimbi non s’invecchia, si cresce solamente.
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