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martedì 20 gennaio 2015

INVERNO E DIVERSITA'

Ho invitato i bambini a sedersi nell'angolo delle storie e ho creato un' atmosfera misteriosa e rilassata facendo penombra ed illuminando la stanza con una candela profumata accesa al centro del cerchio. Ho raccontato loro che quello era un cerchio magico e che grazie al silenzio e all'ascolto potevamo entrare nella storia. Ho invitato quindi tutti a chiudere gli occhi ed ho disegnato sui loro volti dei baffetti ed un nasino da coniglio. Ho anche fatto indossare a turno delle orecchie luminose poi ho iniziato il racconto:
Quella mattina, quando la leprottina bianca Patatai si svegliò, il bosco era ricoperto di neve. Felice per la novità uscì con due balzi dalla tana e cominciò a ruzzolare, saltellare e lanciare la neve, infine andò a cercare gli altri cuccioli del bosco per giocare con loro. Corse su verso la sorgente di Acquafredda. Mentre risaliva il torrente scorse la propria immagine riflessa su una lastra di ghiaccio… Una macchia color vinaccia le era spuntata intorno a un occhio e si estendeva su su, fino a metà dell'orecchio! Patatai si strofinò sulla neve fresca ma, per quanto facesse, la macchia era sempre lì. Piagnucolando e nascondendosi alla vista di alcuni amici che stavano arrivando, corse a chiudersi nella sua tana. Piangeva disperata e la mamma non riusciva proprio a consolarla. Patatai aveva paura di essere derisa dagli altri cuccioli. Gli amici invece ebbero un'idea per farla uscire a giocare. Iniziarono a schiacciare un po' di bacche e frutti di bosco e cominciarono a spargerne il succo sul naso, intorno agli occhi e alla bocca e persino sul dorso e le zampe. Sembrava che la piccola banda avesse indossato la maschera di Arlecchino! Dal fondo della sua tana, quando Patatai vide gli amici macchiati e colorati in quel modo, rimase molto sorpresa, ora non era più la sola ad avere una macchia! Uscì dalla tana e… tutti cominciarono a ridere, scherzare e fare capriole sulla neve. 
Ho accompagnato poi i bambini nella sala predisposta per la psicomotricità che avevo in precedenza trasformato in un paesaggio invernale ricoprendo il pavimento con teli di tessuto non tessuto, lenzuola, carta da pacchi, pelliccia, gommapiuma bianca, carta argentata, palline di polistirolo o carta velina… 
Utilizzando il cd allegato al libro ho invitato i bambini a fare come Patatai e giocare con la neve rotolandosi a terra, o lanciando le palline. Poi li ho invitiati  a strofinarsi la neve sul viso per rimuovere la macchia e poi a correre a rifugiarsi nella loro tana (sotto i teli e le lenzuola) per non farsi vedere dagli amici. Ho lasciato tempo ai bambini di vivere l'esperienza, poi li ho riportati al silenzio e li ho fatti sdraiare per riposare. Ho poi guidato loro, sempre rimanendo con gli occhi chiusi, a toccare i materiali su cui si erano sdraiati e a esprimere le sensazioni tattili provate.



Nei giorni seguenti ho proposto tante altre attività:

- Realizzato una tavola tattile con i materiali che i bimbi avevano toccato:



- Mostriamo ai bambini la pagina del libro in cui sono ritratti i vari cuccioli del bosco mentre schiacciano bacche e mirtilli per macchiarsi e facciamo notare loro che anche la neve è colorata e variopinta. Proponiamo quindi di giocare a creare delle macchie sulla neve, che nel nostro caso è rappresentata da un foglio bianco, utilizzando una tecnica nuova ma molto divertente: la marble art ovvero la pittura con le biglie.





Creiamo poi una piccola leprottina.



- Il contatto che i bambini hanno avuto fino a questo momento con la neve ed il ghiaccio è stato simbolico. Proponiamo quindi un'attività che permetta loro di sperimentare la sensazione del freddo e creare un quadro a ricordo di tutte le esperienze finora vissute: giochiamo con i cubetti di ghiaccio colorati con coloranti alimentari o succo di frutta. Invitiamo i bambini ad usarli come se fossero dei colori, facendoli scorrere su di un foglio per lasciare tracce variopinte del tutto casuali.




Utilizziamo anche i cubetti di ghiaccio colorati tritati per renderli, nella consistenza, più simili alla neve.



- Mettiamo ad asciugare i fogli così colorati ed invitiamo i bambini ad utilizzare i cubetti di ghiaccio colorati avanzati per realizzare una scultura di gruppo. Quando la scultura sarà terminata sorprendiamo i bambini gettando un po' di sale sul ghiaccio. Il processo di erosione scatenato dal sale scioglierà parte della scultura dandole una forma imprevista ed originale. 

Questa storia è stata anche lo sfondo integratore della festa di carnevale, ogni bimbo ha lasciato la macchia della propria mano sulla maglietta degli amici, proprio per simboleggiare l’amicizia e l’accettazione. Questa storia ci ha anche introdotti al tema dell’anno: l’intercultura.




sabato 26 luglio 2014

LA NOIA MANGIACOLORI di Maria Laura Mura

Eccomi qua ad inaugurare un nuovo spazio dedicato a voi, ai vostri libri, favole, poesie e racconti.
Questo racconto mi è stato inviato da Mura Maria Laura, ecco come si descrive:

"Sono laureata alla specialistica di Italianistica alla Facoltà di Lettere La Sapienza. Ho pubblicato alcune mie poesie in varie antologie poetiche. Mi piace leggere, animare la lettura e scavalcare il “confine” con le mie idee. Mi diletto a scrivere filastrocche e storie per bambini.  Nel Dicembre 2013 sono arrivata finalista al concorso letterario "RACCONTAMI ETOR", indetto a sostegno del progetto IBBY Italia per la costruzione di una biblioteca per bambini italiani e migranti sull'isola di Lampedusa."

Ed ecco la sua storia, che già alla prima lettura mi ha dato molti spunti:
C'era una volta in un paese lontano un cattivo sovrano che decise di far la guerra per noia.
A nulla valsero i consigli della regina e dell'intera corte, nella sua mente il nuovo svago si giocava con la morte.
Il castello che fino ad allora era stato incantato in pochi giorni divenne stregato. Donne e bambini cercarono rifugio in un bosco isolato, ma anche lì ogni sogno fu negato.
Non c'era più spazio per musica e danze, per lustrini e teatrini, c'era solo una profonda tristezza e tanta paura davanti a questa incertezza.
Il re, pentitosi della scelta, voleva indietreggiare, ma oramai era troppo tardi per cambiare.
Il re non dormiva più pensando a questa tragica situazione, e i brutti pensieri non lo abbandonavano neanche a colazione.
Una notte il bosco incantato venne incendiato e gli alberi e i fiori si unirono in un lamento acuendo così il suo tormento.
La Madre del bosco arrabbiata con il sovrano si mise a meditare, niente e nessuno l'avrebbe potuta fermare.
Tutto il bosco si era vestito di nero, non un colore o un po' di luce erano rimasti, così la soluzione non si fece aspettare: da quel giorno il regno con i suoi abitanti avrebbero perso il loro colore e tutto di nero sarebbe stato, persino il mare salato...
La Madre del bosco chiese al re: "Vuoi dunque salvare il tuo regno incantato?".
E il re rispose disperato: "Oh Madre del bosco, farei qualsiasi cosa per riparare. Direi di sì a ogni vostro volere, pur di non arrecarvi un dispiacere".
La Madre del bosco, che si chiamava Nerina, esplose in un ghigno furibondo facendo tremare tutto il mondo: "La guerra cesserà, i tuoi soldati salverò e dei tuoi colori mi nutrirò!".
Il re del tutto sollevato la ringraziò per niente preoccupato, non una sola parola aveva capito finché il volere di fata Nerina non fu esaudito.
Dopo un po' vide sua moglie tutta vestita di nero, con gli occhi e i capelli del color del carbone, che mettevan soggezione, il pallore delle gote era poi così evidente che il re capì solo allora il piano impertinente. "Dove sono finiti i suoi capelli color oro e i suoi occhi blu?" si domandava il sovrano, preoccupato per quell'aspetto per niente sano. Ma poi, la sua immagine lo fece irrigidire quando nello specchio non un solo colore vide comparire. Allora sollevò lo sguardo ai dipinti e alla tappezzeria, ogni colore era andato via.
Persino le sue colombe in cornacchie s'erano tramutate da quando le parole di Nerina s'erano avverate.
"Noooooooooooooooooooooooo!" urlò il re spaventato. A quel punto, il re corse alla finestra allarmato e sarebbe stato meglio se non si fosse mai affacciato: neri eran il cielo, le piante, l'acqua e gli animali, di quel regno dove tutti eran uguali.
Nessuna differenza c'era tra i corvi e le colombe, ed eran guai seri davanti ai gatti neri: nessuno più osava attraversare se un gatto vedeva passare.
Il paese era allarmato: dopo la pioggia non c'era più l'arcobaleno e non esisteva più il cielo sereno. E se il panettiere vendeva solo pane nero e torte e dolciumi che sembravan bruciati, la massaia si disperava di fronte al nero dei panni appena lavati. Anche il latte e la neve erano nati all'imbrunire, in quel paese dove la vita sembrava morire. Tutti i colori erano stati anneriti e non c'erano fogli bianchi su cui scarabocchiare né matite colorate da temperare. Non ci fu più nessun vincitore dinnanzi a una scacchiera e a delle pedine d'un sol colore. L'intero regno era caduto nello sconforto, nessuno li poteva aiutare: il castello era infatti difficile da trovare.
La regina poi si arrabbiò molto quando capì che sua figlia non si sarebbe potuta sposare perché non c'era nessun abito bianco da farle indossare.
Il re decise di convocare il mago di corte, ma quest'ultimo gli confermò la triste sorte: "Sire, non ho una pozione da darvi, perché han tutte lo stesso colore e non v'è un libro nel regno che abbia ancora le parole... La storia del vostro regno non si potrà tramandare se le pagine dei libri non si potranno più smacchiare".
A queste parole il re impallidì e per poco non svenì.
"E ora che dirò alla regina quando chiederà dei versi e delle lodi che le furon dedicati dai poeti dei regni fatati?".
"Una sola cosa le potrete dire: che per voi non c'è avvenire. Dai posteri verrete dimenticati e i vostri ritratti verranno bruciati. Se poi il vostro nome verrà tramandato per tracotanza e guerra verrete ricordato".
Il sovrano iniziò a urlare e il mago dal regno fece cacciare. Tornato a castello, fece per raccontare l'episodio alla regina quando gli venne incontro la principessina:
"O padre adorato, non sapete quanto vi ho cercato. Un servo m'ha rivelato un fatto che fino a oggi avevo dato per scontato".
"Dimmi pure, bambina bella, che cos'è che t'ha svelato quell'essere snaturato?".
"Egli dice che non ci sarà più nessun principe da aspettare perché l'azzurro del suo manto non si potrà più ammirare. Potrei così entrare in confusione e scegliere un principe dal manto marrone".
Il re inizialmente apparve preoccupato ma dopo aver meditato esplose in un boato: "Quell'insolente d'un servo verrà bandito, perché ciò che ha detto è inaudito. Son certo, poi, che il principe azzurro da te si farà trovare perché a nessun colore è dato separare".
Nerina dal canto suo sapeva dello scompiglio che aveva creato e soddisfatta osservava quel re così disperato.
Il re infatti sembrava non capire quale male scalfire. Se solo nel suo cuore avesse guardato, subito lo avrebbe scovato.
La responsabile di questo scompiglio era stata la sua noia che per molti uomini s'era rivelata come un boia.
"Solo quando il re avrà capito, il mio compito sarà finito. Se poi il re non dovesse vedere la realtà, il suo regno scomparirà con la sua cecità".
La regina che da sempre era stata più sapiente in cuor suo avvertì il male imminente. Doveva dire al suo consorte come fare per combattere la triste sorte. Ma il re non era facile da trovare poiché nella biblioteca del regno s'era messo a rovistare: non un libro né un'iscrizione sembravano poterlo riguardare, da quando l'inchiostro s'era fatto graduare: per il re anche questo fluido colorato faceva parte di un esercito stregato e mosso da tale convinzione decise di entrare in azione.
"Farò la guerra a Nerina dalla sera alla mattina. La fata e il suo esercito s'arrenderanno e il mio nome con il mio potere nei libri di storia rientreranno".
E mentre il re meditava, nel regno la gente mormorava. "Il re ha perso la ragione" diceva il macellaio al calzolaio, che vedendo il doganiere chiedeva un suo parere. Quest'ultimo era rimasto senza mestiere da quando le frontiere s'eran fatte tutte nere. C'era poi l'abitudinario che s'aggirava solitario: "Come fare per superare questo cambiamento?" si ripeteva con tormento.
Se poi al mattino un bambino chiedeva: "Mamma, mi porto l'ombrello?" quella guardando in alto rispondeva "il cielo non è bello".
E fu così che se l'ombrellaio s'arricchì il tappezziere di colpo s'impoverì. Il regno del monocolore contava un sol sostenitore: un vecchio paggio che tutti credevan esaurito perché aveva sempre confuso il viola con il grigio. Ma di tutto questo il re non si preoccupava perché della superbia si era impadronito e il senno aveva smarrito. Il sovrano ritenendo d'aver complice la sua consorte tornò subito a corte. Ma la sua regina, fortemente arrabbiata, davanti alla convinzione del marito si fece una risata.
"O marito scellerato, in che guaio ci hai cacciato? Non c'è un esercito stregato ma solo un paese disorientato. I sudditi vorrebbero il tuo conforto ma tu sei come morto, preso come sei da quest'affare del nome da salvare, mentre il tuo regno rischia di capitolare. Ora pensa a cosa c'è da ricordare e cosa da dimenticare... ".
A quelle parole il re fu folgorato: niente del suo regno valeva la pena essere tramandato, se non la saggezza della regina e la dolcezza della sua bambina.
Ecco così che fata Nerina, accortasi del cambiamento, affidò i colori a un soffio di vento.
Quel giorno d'allora in poi venne celebrato perché tutto il regno s'era rianimato. Ma se oggi il nome del re andrete a cercare niente potrete trovare. Si narra infatti che il sovrano rinsavito avesse il suo nome da tutti i libri bandito.
Ora vi propongo elenco sintetico delle attività che potrete proporre in classe:
- Realizzazione di un graffito:
Date ad ogni bambino un cartoncino bianco con la consegna di colorarlo a macchie o a righe utilizzando i colori a cera e cercando di non lasciare nessuno spazio bianco fra un colore e l'altro.
Terminata la coloritura del foglio invitiamo i bambini a coprirlo interamente con della tempera nera e lasciamo asciugare il tutto.
La magia è pronta per essere scoperta: diamo ad ogni bambino uno stecchino di legno, un ago senza punta o un pennino ed invitiamolo a disegnare sulla tempera, grattandola via,  il regno della storia letta.
Vedrete i volti stupiti dei bambini quando noteranno il riemergere dei colori dal proprio foglio nero!
- Creare una città tutta nera:
Invitate i bambini ad assemblare insieme tante scatole di pasta, cereali, medicine... rotoli di cartone precedentemente colorate con un misto di colla vinilica e colore nero. Una volta che hanno realizzato una città che a loro piace mettiamola al centro del pavimento su di un telo di plastica e coloriamola spruzzandola con tempere diluite messe dentro a degli spruzzini o schizzando il colore liquido attraverso l'uso di pennelli, cucchiai... direttamente sulla nostra città.
- Realizzare un teatrino per le ombre cinesi:
tagliamo il fondo di una scatola da scarpe lasciando una cornice di circa 2 centimetri, applichiamo sulla fessura un foglio di carta velina bianca e il teatrino è pronto.
Con del cartoncino nero o dei fogli acetati colorati creiamo la città ed i vari personaggi, sagomandoli, ritagliandoli e creando una impugnatura con un bastoncino di legno in modo da manipolarli con facilità.
Per raccontare la storia basterà illuminare l'interno della scatola con una torcia puntata verso il foglio di carta velina su cui muoveremo i nostri burattini.


- Osservare un'opera d'arte: 
Insieme ai bambini osserviamo "Guernica" di Pablo Picasso, discutiamo delle emozioni che ci suscita e poi invitiamo i bambini a rappresentare la guerra utilizzando solo pennarelli neri e grigi e chiedendo di fare solo i contorni nei loro disegni e di non colorarli.
Terminata la fase di realizzazione del disegno facciamolo colorare dando ai bambini un pennello intinto nell'acqua: passando sul disegno fatto con i pennarelli scioglierà il colore dando un effetto simile ad un acquerello.
Facciamo scegliere un titolo per la loro opera, creiamo una cornice con del cartoncino nero ed esponiamola.
- Acque colorate:
Reperiamo delle bottigliette di plastica trasparente e bianca, mettiamo al loro interno poco colore a tempera, aggiungiamo l'acqua e misceliamo: abbiamo così ottenuto tante bottiglie con acqua di diversi colori.
Diamo inizio alla guerra fra i colori, versiamo in un recipiente un po' d'acqua di una bottiglia colorata e un po' da quella nera e... i bambini si accorgeranno che il nero "mangia gli altri colori"
Potete anche giocare a creare i colori secondari mescolando acqua gialla e blu... e così via!


- Realizzazione di un collage materico con materiali neri:
Ogni bambino realizzerà la sua città su cartoncino nero incollando solo materiali neri o grigi scuri, carte lucide od opache, lisce o ruvide, stoffe, bottoni, liquirizie, feltrini, pizzi...
- Gioco della città oscura:
Bendiamo un bambino ed invitiamolo ad eseguire un percorso motorio semplice con l'aiuto di un amico che lo guida con la voce o posizionandosi dietro di lui e mettendo le sue mani sulle spalle.

Queste sono alcune idee, che ne dite?

giovedì 15 novembre 2012

E per finire...

Prometto che è l'ultimo post su Piccolo Giallo e Piccolo blu, ma manca la parte più importante perché ha visto tutte le classi coinvolte in quattro laboratori di intersezione.
Ve li presento:
1) "Dentro la storia"
In una stanza abbiamo video-proiettato le sequenze della storia permettendo ai bambini di entrarvi dentro, di toccarla e vedersela sul proprio corpo, sulle mani, o riflessa sul viso dei compagni.


2) "Caccia ai colori"
I bimbi dovevano andare alla ricerca di materiali gialli, blu e verdi e metterli nel cerchio giusto.


3) "Muoviamoci con Piccolo Blu e Piccolo Giallo"
Abbiamo allestito dei percorsi motori colorati e che ricordassero i giochi che facevano Piccolo Blu e Piccolo Giallo insieme.


4) "Vietato non toccare"
E' stato preparato tanto materiale blu e giallo e diviso per tipologia in tante scatole.
Formato un trenino, i bambini sono entrati in una stanza semi-buia dove è stato disegnato loro un occhio sul palmo della mano "per guardare con le mani e provare a chiudere gli occhietti". Come consegna è stato dato un sacchettino vuoto che potevano riempire con i materiali che davano loro sensazioni piacevoli o che prediligevano. Al suono di una campanella il trenino si muoveva e al secondo suono si fermava, in questo modo i bambini hanno potuto toccare tutti i materiali a loro disposizione senza dover aspettare troppo.  

C'è chi chiude gli occhi e prova a toccare  con le mani o con il viso i vari materiali,
chi è più diffidente e resta ad occhi aperti 

Ognuno ha raccolto un po' dei materiali preferiti,
ha raccontato agli amici le sensazioni provate e ...

...ha realizzato una tavola tattile personale da conservare a ricordo dell'esperienza

A conclusione della bellissima giornata ci ritroviamo in sezione e...


giochiamo a vedere il mondo attraverso gli occhi dei nostri Piccolo Blu e Piccolo Giallo!!!

domenica 11 novembre 2012

Alla maniera di Mirò

Proseguendo con le attività legate al libro di Lionni "Piccolo Giallo e Piccolo Blu" ho pensato di far osservare ai bambini "L'oro nell'azzurro" di Mirò, un quadro dove i colori protagonisti sono il blu ed il giallo.
In seguito ho chiesto loro di descrivere cosa vedevano, senza giudicare, commentare o fare osservazioni su quello che dicevano, ma lasciandoli liberi di esprimere il loro mondo interiori, il loro immaginario...
Ecco cosa hanno  detto:
Secondo voi che cosa voleva raccontarci Mirò con questo quadro, che cosa vi sembra di vedere ritratto?
"La mia mamma; Piccolo Giallo e Piccolo Blu stanno giocando a pallone; un ippopotamo; un pesciolino; i coccodrilli; una giraffa grande; un gattino; un elefante; un topo; un fiore; sono dei colori; a me sembra un topolino giallo; il nonno Gianni; un drago; una mano della dada; un dinosauro; un cacciatore; un leone; il mio babbo".
Abbiamo poi giocato ad associare ai colori delle sensazioni che ci suscitavano:
Giallo = sole caldo = morbido, soffice
Blu = notte fresca = ruvido
Nero = buio e paura = duro
ed abbiamo realizzato la versione tattile del quadro.
Naturalmente, essendo bambini di tre anni, il materiale l'ho preparato io, ma poi ho lasciato ad ognuno la libertà di utilizzarlo, ed ecco il risultato finale.






Abbiamo anche giocato a trasformarci in veri e propri pittori come Mirò.





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giovedì 1 novembre 2012

Di nuovo qui

Eccomi qua, dopo tante settimane di silenzio, completamente assorbita dal lavoro sono tornata a mostrarvi le nostre attività del primo periodo di scuola.
Dunque, dove eravamo rimasti? Ah, sì alla storia di Piccolo Blu e Piccolo Giallo e ai vari modi di raccontarla.
Ne ho provati davvero tanti, ma me ne sono inventato un altro:
La passeggiata dentro al libro.

In salone, nel giorno dell'attività motoria,  ho preparato un percorso a terra con le fotocopie a colori delle pagine del libro (quelle che avevo già narrato ai bimbi) e le ho disposte  in modo che la storia fosse ordinata e si delineasse un sentiero da seguire.

Ho messo un sottofondo musicale, "la musica verde" come l'hanno chiamata i bimbi ("Birds for the mind" di Wim Mertens) e li ho guidati nella stanza invitandoli a camminare dentro la storia, guidati dal filo verde (il colore che daremo all'amicizia), a conclusione della passeggiata un quadro di Mirò ("L'oro nell'azzurro") e della carta trasparente gialla e blu; tutti spunti per altre attività.


Ecco i bimbi in passeggiata, dentro alla storia, ne ripercorrono le pagine e danno voce alle loro emozioni, sensazioni e ricordi: "Qui dada Piccolo blu è birichino, la mamma gli aveva detto no, non uscire"




Alla fine del percorso un gomitolo verde, un quadro e tanti Piccoli Blu e Piccoli Giallo con cui giocare a creare il colore verde.


Quando i bimbi sovrappongo le carte colorate esclamano sorpresi:  "Dada, è successa una magia!"


Poi ci siamo seduti in cerchio e con il gomitolo verde ci siamo divertiti a lanciarlo ai nostri nuovi amici creando così una ragnatela che ci legava tutti: la ragnatela dell'amicizia. 
"Gli amici hanno un filo che lega i loro cuoricini" ha detto un bimbo sorprendendomi piacevolmente.


Nei giorni seguenti abbiamo giocato a trasformarci in Piccolo Blu e Piccolo Giallo che si abbracciano, i bimbi hanno potuto così entrare in contatto fra loro ed iniziare ad instaurare le prime amicizie. Le mani gialle o blu di ogni bimbo hanno incontrato quelle di un compagno diventando verdi (gli amici finiscono per assomigliarsi, ognuno dona all'altro qualcosa di sé).


Riuniti in cerchio attorno al cartellone dove avevamo stampato le nostre mani abbiamo ricostruito la ragnatela  dell'amicizia, in modo da avere sempre visibile il legame che ora ci unisce tutti.


Ed ecco tutto il nostro lavoro dei primi giorni di scuola esposto per mamma e papà


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martedì 25 settembre 2012

Lavori in corso: Piccolo Blu e Piccolo Giallo"

Eccomi qua, questo primo periodo scolastico è stato molto intenso, tante cose da predisporre, genitori da incontrare, documenti da redarre... ma ora mi e vi dedico un po' di tempo.

Gli inserimenti stanno andando molto bene, solo una bimba fatica a voler restare senza i genitori... rispetterò i suoi tempi e presto ce la faremo.

Ieri ho deciso finalmente di narrare la storia che, con le colleghe, abbiamo deciso di utilizzare per introdurre il tema della diversità: "Piccolo Blu e Piccolo Giallo". Abbiamo pensato di utilizzare questa storia perché è di facile comprensione anche per i bimbi più piccoli di due e tre anni... per i più grandi poi ci saranno altri racconti.

Uga la tartaruga, il personaggio mediatore che ho utilizzato per questo primo periodo, ci ha fatto arrivare un pacco con il libro e la pasta di sale colorata  e così inizio il racconto, a braccio, senza seguire il testo e adattandolo alle mie esigenze... i bambini sono ammutoliti e seguono con interesse curiosi di sapere come andrà a finire... ovviamente non racconto tutto, li lascio in sospeso perché sono tante le attività che voglio proporre su questa prima parte.

Con pasta di sale

e colori creo la storia davanti ai bambini catturando la loro attenzione

Dopo il racconto li lascio liberi di giocare, sperimentare e mescolare la pasta blu e gialla.

I bambini manipolando e mescolando gli impasti sperimentano la nascita di un nuovo colore: il verde, con entusiasmo mostrano la loro magia, si divertono e si rassicurano trovando un modo piacevole di occupare il tempo lontani dai genitori; imparano a dosare la loro forza, a progettare e inventare personaggi, oggetti; a drammatizzare la storia o le loro storie personali ...

Con orgoglio e un sorriso soddisfatto M. mi dice: "Dada, ho fatto un aereo, guarda!"

Il verde è proprio il colore che abbiamo dato all'amicizia e presto vedrete come lo utilizzeremo.

sabato 8 settembre 2012

"Piccolo Blu e Piccolo Giallo": Come raccontare il libro.

Ci sono infinite possibilità per raccontare questa storia e probabilmente le utilizzate anche voi, ma consentitemi ugualmente di illustrarvi le mie.
Se utilizzo il libro per il periodo dell'inserimento non lo racconto tutto, ma solo fino alla parte in cui si abbracciano e diventano di un solo colore: verde, il colore che diamo all'amicizia.
Come prima cosa solitamente faccio trovare ai bimbi un pacco regalo con dentro il libro e il materiale che utilizzerò per raccontarlo. L'effetto sorpresa serve per creare il silenzio e catturare l'attenzione di tutti, poi racconto.

Primo modo: Nella scatola abbiamo trovato del pongo o pasta di sale con cui, mentre racconto, realizzo Piccolo Giallo e Piccolo Blu e la loro famiglia, quando i due amici si abbracciano unisco l'impasto e creo il colore verde: i bambini rimangono a bocca aperta. Dopo la narrazione ovviamente giochiamo tutti insieme con la pasta modellabile e ci divertiamo a fare miscugli.

Secondo modo: Preparo dei fogli su cui con la tempera, in tempo reale, disegno i personaggi e narro la storia. Per comodità nella sequenza dei fogli disegno in precedenza gli sfondi. Poi lascio i bambini  liberi di giocare con le tempere e sperimentare.

Terzo modo: Racconto utilizzando un teatrino per ombre cinesi e dei burattini di plastica trasparente gialla e blu, illuminati da una torcia, l'effetto magico è assicurato quando sovrappongo Piccolo Giallo e Piccolo Blu.
(In realtà a volte ho utilizzato un lenzuolo ed una lampada, a voi ingegnarvi). Anche in questo caso ogni bambino avrà a disposizione dei burattini di plastica trasparente con cui poter giocare.

Quarto modo: Fotocopio a colori le pagine del libro, e le appendo narrando la storia, una per volta, con le mollette ad un filo del bucato che ho predisposto per l'occasione.

In questo caso i bambini stessi hanno voluto, in un secondo momento,
realizzare i disegni del libro per poi giocare a mescolare la storia e a ricomporla.
Presto racconterò il libro ai miei bimbi di tre anni, ma questa volta come lo farò? Se avete idee nuove...

mercoledì 29 agosto 2012

"Piccolo Blu e Piccolo Giallo" di Leo Lionni: una storia per l'inserimento

Il primo giorno di scuola non è lo stesso per ciascun bambino, per i più piccoli, coinvolge le sfere più profonde dell'emotività e dell'affettività: è un evento atteso e temuto allo stesso tempo, carico di aspettative, ma anche di paure per il distacco dalla famiglia e per il trovarsi in una comunità con persone e regole spesso sconosciute. Diventa quindi importante accogliere i  bambini facendo vivere loro esperienze piacevoli e stimolanti per condurli alla scoperta della scuola e dei suoi spazi e per aiutarli a stabilire relazioni positive con adulti e coetanei in modo che si sentano coinvolti e desiderosi di ritornare a scuola il giorno dopo.
I bambini sono stati quindi accolti da un clima giocoso ispirato al gusto della novità, della sorpresa e dell'avventura. A tale scopo le attività iniziali si sono basate su canti, filastrocche e conversazione per presentarsi ai compagni e  imparare i nomi; giochi esplorativi con  varietà di materiali (sabbia, farina, acqua, pasta di sale, pongo, e così via) per manipolare, appiccicare, appallottolare, travasare, modificare solo per il piacere del fare.

La storia di "Piccolo Blu e Piccolo Giallo" ben si presta ad essere lo sfondo integratore del primo periodo scolastico, questo perché offre diversi stimoli che divertono molto i bambini.

Qui troverete la storia: http://www.youtube.com/watch?v=g92dvxJCEFo


lunedì 30 gennaio 2012

Colori caldi e colori freddi

Prima di andare al lavoro vi lascio velocemente questi spunti di lavoro.
Ecco alcuni lavori realizzati alcuni anni fa utilizzando i colori caldi (rosso, rosa, giallo, arancione) o i colori freddi (verde, viola, azzurro). 
Va detto che alcune tinte possono essere calde o fredde in base alla predominanza dei colori che lo costituiscono (ad esempio un viola dove predomina il rosso è caldo, se predomina il blu è freddo e così per le altre tinte).
Con i bambini mi diverto a giocare e scoprire quali emozioni suscitano in loro i vari colori e solitamente riescono presto ad associare i colori del sole al caldo ed alla gioia, quelli del ghiaccio e della notte al freddo ed alla tristezza e se ci pensate bene non sbagliano.
Questo lavoro è stato realizzato con carta stagnola e colla e poi dipinto ad acquerelli. La carta argentata rende al meglio la sensazione di freddo e gelo e a nulla vale la presenza del giallo e del marrone.
Ogni bambino ha realizzato un disegno utilizzando i colori che preferiva, poi  li abbiamo assemblati dando vita ad un paesaggio invernale. Qui colori caldi e freddi si mescolano creando un certo equilibrio.

In questo collage è evidente la predominanza dei colori freddi , anche il verde ed il rosso lo sono e il disegno è "graffiante"