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lunedì 29 settembre 2014

QUATTRO PIRATI

Quattro pirati sul mar dei Sargassi
Sopra una zattera fatta di assi
Vanno remando dicono loro
Alla ricerca di un grande tesoro
Però
Uno è alto uno basso e uno zoppo
Ed il quarto ha una benda sull'occhio
Vanno remando dicono loro
Alla ricerca di un grande tesoro

Si prosegue mangiandosi una parola e facendo solo i gesti

Premi qui per ascoltare la canzone oppure qui per una versione diversa

http://www.boorp.com/disegni_da_colorare/disegno_caillou_dee_dee_pirati_da_colorare.php
Inaugura una nuova sezione, quella dei bans che cantiamo a scuola con i bambini.
Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.



UCCI UCCI

Fai un saltino ino ino
Non far cadere ere ere
Il tuo vicino ino ino
Vai verso destra estra estra
Muovi la testa esta esta
Fai un sorridetto etto etto
Muovi il culetto etto etto
Vai a sinistra istra istra
Asta la vista ista ista
Fai l'aereoplano piano piano
E adesso cantiamo
Noi siamo giocherelloni
Veniam da lontano
Se tu vuoi imparare
Ci devi imitare
Si fa così

http://www.midisegni.it/disegni/fiabe/lutin.gif
Inaugura una nuova sezione, quella dei bans che cantiamo a scuola con i bambini.
Vi riporto il testo e, qualora lo riesca a trovare un link per sentirne la versione cantata.
Ad ogni canzone verrà allegata un'immagine per realizzare la scatola o il cartellone delle canzoni.
Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.



CINQUE SCIMMIETTE

Cinque sul ramo a dondolare
Signor coccodrillo non ci puoi acchiappare
Ed ecco il coccodrillo con la sua andatura lenta
Fa finta di niente e gnam una l'addenta

Quattro scimmiette...
Tre scimmiette...
Due scimmiette...
Una scimmiette...

Nessuna scimmietta sul ramo sta a squittire
Ed ecco il coccodrillo che deve digerire
BURP!

Questa era una filastrocca che ho trasformato in canzone. 
Va cantata come quella degli elefanti che si dondolavano.
Cinque bambini si tengono per mano dondolando, arriva il bambino coccodrillo che passeggia e con le mani che simulano una grande bocca mangia una scimmietta. 
Quando ha mangiato tutte le scimmiette si sdraia a terra e fa un ruttino.

Premi qui per ascoltare la melodia con cui va cantata

http://printncolor.coolphotos.in/color/smiling-hanging-monkey-coloring-page-monkey-coloring-pages.html
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Ogni mattina, a turno, i bimbi verranno invitati a scegliere o sorteggiare una figura che pian pianino impareranno ad associare ad una canzone.



LE DITA DELLA MANO

Dov'è il pollice (2)
Eccolo qua (2)
Come va stamane
Molto bene grazie
Scappo via
Vengo anch'io

Dov'è l'indice...

Dov'è il medio...

Dov'è l'anulare...

Dov'è il mignolo...

Dov'è il pugno...

Dov'è la mano...


Premi qui per ascoltare la canzone

http://wchaverri.files.wordpress.com/2010/04/mano-2.jpg
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LA MUCCA TIBETANA

La mucca tibetana
Coi suoi occhioni blu
Si atteggia da gran dama
e fa dubi dubi dubi dubidi dubidi dubidibà
e quando scende al ruscelletto
lava i suoi occhioni blu
e fa dubi dubi dubi dubidi dubidi dubidibà
e quando viene sera
chiude i suoi occhioni blu
e fa dubi dubi dubi dubidi dubidi dubidibà

Si canta nuovamente sostituendo la mucca con il bue

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http://www.disegnidacolorareonline.com/disegni-da-stampare/mucca-animali-fattoria-da-colorare

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LA FAMIGLIA DEGLI SQUALI

Parapappapa parapa (4 v.)
Petit squalò
Maman squalò
Papà squalò
Ahm! Senza l'altra mano

Parapappapa parapa (4 v.)
Petit squalò
Maman squalò
Papà squalò
Ahm! Senza un piede

Parapappapa parapa (4 v.)
Petit squalò
Maman squalò
Papà squalò
Ahm! Senza l'altro piede

Parapappapa parapa (4 v.)
Petit squalò
Maman squalò
Papà squalò
Ahm! Senza la pancia

Parapappapa parapa (4 v.)
Petit squalò
Maman squalò
Papà squalò
Ahm! Senza la lingua


http://www.disegnidacoloraregratis.it/ricerca/dettagli.php?id=16752#
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IL PAGLIACCIO BUFFO

Nel circo dei colori
in un posto assai lontano
c'è Manù il pagliaccio
che porta l'allegria
regalerà canzoni e
giochi vecchi e nuovi
insieme a Caramella
la pagliaccina blu!
1-2-3 (battito di mani)
Rit:
Era un pagliaccio buffo
con un gran nasone
che correva sempre di qua e di la
saltava come un grillo
sapeva fare tutto...
aveva gli scarponi
con un bel fiocco blu!
Faceva tanti salti
e anche le capriole
quando Caramella
disse canto anch'io
lui prese la chitarra
si mise in mezzo ai bimbi
insieme a Caramella
falice lui cantò!
Rit:
Era un pagliaccio buffo
con un gran nasone
che correva sempre di qua e di la
saltava come un grillo
sapeva fare tutto...
aveva gli scarponi
con un bel fiocco blu!

http://www.midisegni.it/disegni/circo.shtml
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venerdì 19 settembre 2014

Dal gesto, al segno, al codice scritto: la straordinaria storia della scrittura. Terza Parte: dagli amanuensi al computer

Attraverso il nostro viaggio alla scoperta delle origine della scrittura abbiamo scoperto che l'evoluzione tecnologica ha contribuito alla diffusione sempre più crescente della scrittura. Si è passati da supporti come la pietra, le foglie, le cortecce, il legno, le ossa, il bronzo, l'avorio… ad altri trattati appositamente per accogliere la scrittura: l'argilla, il papiro, la pergamena e la carta. 
La carta negli ultimi secoli ha rappresentato il supporto più utilizzato vincendo la  concorrenza su quelli utilizzati nei tempi precedenti. La carta è divenuta il supporto per eccellenza per la scrittura (almeno nel mondo occidentale), quindi i progressi che si sono evidenziati successivamente sono sul modo di imprimere i simboli tramite pigmenti ed inchiostri. L'uomo ha inventato strumenti sempre più sofisticati e comodi per scrivere velocemente. 
Fino a quando la scrittura è rimasta una attività completamente manuale si sono utilizzati pennelli,  cannucce e pennini; poi, con l'avvento dei caratteri tipografici si è potuto produrre numerose copie dello scritto in maniera automatica senza ricorrere alla scrittura manuale. 
Questo ha rappresentato un punto di svolta nella storia della scrittura rendendo accessibile a tutti la possibilità di possedere libri ed accedere a conoscenze che fino a quel momento erano. 
A questo punto l'evoluzione tecnologica della scrittura su carta si divide in diversi rami; quello della scrittura manuale tradizionale (pennino, stilografica, penna a sfera), quella della scrittura semi-automatica (l'evoluzione delle macchine da scrivere) e quello della scrittura completamente automatica (la videoscrittura).

Con i bambini abbiamo sperimentato vari modi di scrivere e riscrivere il proprio nome.

IL MIO NOME SCRITTO CON VARI STRUMENTI:

GLI AMANUENSI: nel Medioevo (V- XV secolo) i monaci amanuensi scrivevano su pergamene nelle biblioteche dei conventi, decorando anche le pagine con miniature preziose e coloratissime. 

Ho invitato i bambini a scrivere un intero foglio con il loro nome, utilizzando il pennino e l'inchiostro e poi a decorare la pagina con disegni.

PENNA D'OCA V secolo d.C.



STAMPA DI CARATTERI MOBILI XV secolo, Germania

Ogni bambino ha composto il proprio nome su di un pezzo di pongo, incastrando delle letterine ricavate da un gioco in scatola che avevamo in classe. Hanno poi colorato le lettere utilizzando un rullo di gommapiuma imbevuto nell'inchiostro. hanno appoggiato un foglio sopra e premuto con attenzione ed ecco che hanno potuto stampare più volte il loro nome senza alcuna fatica!


PENNINO Intorno al  1691



STILOGRAFICA 1800 circa;


MACCHINA DA SCRIVERE 1714 Inghilterra



BIRO 1937, Argentina

COMPUTER Anni 70, Usa.

L'intero materiale prodotto durante il progetto è stato messo dentro una scatola decorata dai bambini con lettere, numeri fatti da loro e\o ritagliati da riviste.
Ho aggiunto un blocco a quadretti grandi ed una penna con la scritta:

"Hai viaggiato alla scoperta della scrittura nei vari paesi del mondo, hai capito quanto è importante saper scrivere... porta questo piccolo dono il primo giorno di scuola ed inizia il tuo viaggio alla scoperta delle lettere e delle parole insieme alla tua nuova maestra! Buon viaggio e buon divertimento!"
Fine

martedì 16 settembre 2014

Dal gesto, al segno, al codice scritto: la straordinaria storia della scrittura. Seconda Parte: la scrittura attraverso i secoli e i continenti.

Visto l'interesse manifestato dai bambini si è proseguito il percorso ed abbiamo scoperto che da una scrittura tattile si è passati ad una simbolica per poi approdare ad una alfabetica di più facile interpretazione ed utilizzo. Abbiamo osservato vari tipi di scrittura ed abbiamo notato che è stata la materia a determinare in larga misura gli strumenti necessari per la scrittura, che può essere incisa, graffiata, scolpita, o dipinta ed anche il processo dello scrivere: il modo in cui si sviluppano i segni, la direzione della scrittura. Tutta l'esperienza è stata vissuta dai bambini in prima persona, operando direttamente sui diversi materiali ed utilizzando gli strumenti più disparati.

La scrittura cuneiforme: Questo tipo di scrittura è nata in Mesopotamia nel IV millenio a.C.
E' molto simile ai nostri rebus, nasce in forma ideografica per documentare i raccolti e i possedimenti. I segni che la compongono sono circa 800, allineati da sinistra a destra. Lo scrivano imprimeva i segni su tavolette di argilla, con una canna appuntita e poi lasciava che si asciugassero al sole.



Ogni bambino ha realizzato una tavoletta di argilla su cui ha inciso, con uno stecchino di legno, il proprio "inventario di possedimenti". E' stato bello osservare come ognuno ha rappresentato i vari oggetti!



I geroglifici: Questo tipo di scrittura è nato intorno al 3100 a.C. in Egitto. I geroglifici sono disegni che rappresentano le lettere dell'alfabeto. Gli egiziani li utilizzavano, incidendo la pietra, nei monumenti dedicati ai faraoni defunti per raccontarne le loro gesta. per i documenti invece utilizzavano i papiri: fogli ottenuti proprio dallo stelo del papiro.

Ho portato a scuola libri sull'Egitto, un papiro con i geroglifici, esempi di questa straordinaria scrittura e la pianta vera di papiro. I bambini hanno esplorato liberamente i materiali, poi ho raccontato loro come ottenevano il supporto su cui scrivevano. Abbiamo tagliato lo stelo del papiro, messo a seccare al sole e poi lo abbiamo intrecciato creando il nostro papiro su cui scrivere! Abbiamo notato la difficoltà a creare un piccolo foglio, abbiamo visto che doveva essere messo a pressare e che ci voleva tanto tempo e così abbiamo utilizzato una carta che poteva assomigliare al papiro. Ogni bambino ha comunque conservato il suo pezzetto realizzato con tanta fatica!


Ho fornito ad ogni bambino l'immagine dell'alfabeto egizio comparato con il nostro, chi sapeva già scrivere il proprio nome ha così provato a farlo come facevano nell'antico Egitto!


Gli Inca e i quipu: Perù nel XV secolo. Un quipu è composto da alcune cordicelle di molti colori con diversi nodi su ciascuna di esse. Potrebbero sembrare elementi decorativi invece ogni quipu ha un significato, a volte racconta anche una storia. I nodi infatti equivalgono alle nostre parole scritte. A volte i quipu venivano usati come dei veri e propri pallottolieri.

Abbiamo giocato ad intrecciare, annodare e creare il nostro nome utilizzando fili colorati e nodi.

Gli etruschi: Italia - Etruria e Lazio, VIII secolo a.C.
L'alfabeto etrusco è composto da 26 segni. Iscrizioni in etrusco sono state ritrovate su stele, lamine bronzee e d'oro. Una caratteristica della lingua, di per sé molto misteriosa in quanto gli archeologi non ne hanno decifrato tutti i segni, è che è continua cioè senza spazi tra le parole




I bambini, dopo aver osservato immagini di scritture etrusche, hanno inciso il loro nome su lamine di bronzo. Ognuno ha dato libero sfogo alla propria creatività, inventando segni e simboli.



I romani: Italia, Roma: 675 a.C. circa
Si pensa che l'alfabeto latino sia un'evoluzione di quello etrusco. I romani usavano la cera d'api, naturale o colorata, per realizzare tavolette rettangolari sulle quali, con uno stilo, incidevano le lettere. Le lettere dell'alfabeto venivano usate anche per rappresentare i numeri.

Su una tavoletta di legno abbiamo steso del pongo (la cera era difficile da reperire in grandi quantità), abbiamo creato una superficie liscia su cui scrivere. 


Una volta terminato il lavoro i bambini potevano cancellare tutto semplicemente spatolando la tavoletta o passandoci sopra con la mano. Anche in questo caso hanno provato a scrivere il loro nome. Ho anche mostrato loro i numeri romani, che in realtà sono lettere in modo che si potessero divertire a scrivere e contare in modo diverso gli oggetti della sezione.


Ideogrammi cinesi: continente asiatico, II millennio a.C.
La scrittura cinese è la più antica scrittura conosciuta, ancora in uso, giunta fino a noi. Gli esempi più antichi, incisi su ossa o gusci di tartaruga, risalgono a più di un millennio prima di Cristo. All'inizio i caratteri erano "pittogrammi" cioè rappresentazioni figurate: uomini, fiumi, alberi, orizzonte, case, animali.... Col tempo questi pittogrammi si sono trasformati in "ideogrammi" cioè in segni che esprimono idee e concetti astratti: l'idea del bene, dell'amore o dell'amicizia. I cinesi  hanno inventato la carta ricavandola da stracci di canapa e cotone, su di essa scrivono con inchiostro e pennelli di varie dimensioni. Inizialmente scrivevano su canne di bambù sezionate e per questo la scrittura era verticale.

Ogni bambino ha ricevuto un cartoncino su cui avevo in precedenza incollato il loro nome in ideogrammi ed un pezzo di stoffa. Utilizzando pennelli ed inchiostro hanno potuto scrivere il loro nome sulla stoffa, provando la difficoltà di sperimentare una scrittura così difficile ed articolata, dove molti segni si assomigliavano.
Abbiamo anche provato a scrivere in verticale, come facevano nell'antica cina, utilizzando come supporto della carta di riso.


Scrittura araba: penisola arabica: VI secolo a.C.
L'alfabeto arabo si compone di 29 segni. L'arabo si scrive e si legge da destra verso sinistra e, in origine, era una lingua consonantica, che non trascriveva quindi le vocali; più tardi esse saranno indicate da punti sopra o sotto le consonanti. Gli antichi scribi usavano, per scrivere, una canna appuntita. Le lettere si presentano fluide, legate l' una all' altra da un filetto che lo scrivente può prolungare a suo piacimento. Grafologicamente questo permette un' espressione continua e "libera" della propria energia, senza stacchi che interrompano il fluire dell' azione. E' una scrittura altamente sinuosa che ricorda i segni lasciati sulla sabbia dalle creature del deserto (non potrebbe essere diversamente) e che somiglia graficamente ad un orizzonte formato da dune incessantemente scolpite dal vento.

I bambini hanno imitato la scrittura araba invertendo il modo di scrivere e sperimentando che la posizione della mano doveva cambiare per non sporcarsi e far sbavare il colore.



Continua qui

giovedì 11 settembre 2014

Dal gesto, al segno, al codice scritto: la straordinaria storia della scrittura. Prima parte: i graffiti e la prescrittura.

Oggi voglio parlarvi di un percorso fatto nove anni fa, quando ancora l'idea del blog non era nemmeno in fase embrionale. Questo per dirvi che mi dispiace non avere abbastanza foto da mostrarvi ed aiutarmi a spiegare tutte le attività svolte e quanto sia stato l'interesse dei bambini coinvolti.
Ma bando alle chiacchiere ed iniziamo.

Con l'attuazione del progetto" Dal gesto, al segno, al codice scritto: la straordinaria storia della scrittura"  si sono coinvolti i bambini in attività operative stimolando la loro fantasia, la loro inventiva, il loro talento creativo, proponendosi l'obiettivo di suscitare in loro l'interesse per il codice scritto.
Ma come?
Con il fare e con il gioco: giocare con gli alfabeti per aiutare i bambini a capire che cos'è un alfabeto, com'è fatto, qual è la sua struttura e la sua utilità.
Siamo partiti in questo nostro viaggio alla scoperta delle lettere aiutati dai nostri amici della scuola primaria e dalla loro insegnante, che abbiamo incontrato una volta a settimana per circa due mesi. Questa attività ha permesso ai bambini di conoscere la loro futura insegnante e di prendere confidenza con lei, con nuovi spazi ma soprattutto comprendere che avrebbero continuato ad imparare le cose divertendosi.

Primo incontro: Riuniti in salone abbiamo ascoltato la maestra Federica raccontarci di aver trovato, in soffitta, un vecchio libro dove si narravano le avventure di un bambino vissuto tanti anni fa, al tempo dei Mammut.
Abbiamo parlato di come ci immaginavamo fosse la vita a quei tempi e di come, secondo loro le persone comunicavano.
Abbiamo così giocato a presentarci utilizzando solo i gesti, o solo dei versi.
In questo i bambini piccoli sono stati molto aiutati dalla presenza dei più grandi che si sono affiancati a loro incoraggiandoli.
Dall'incontro è nato il desiderio di costruire una macchina del tempo e così ci siamo messi all'opera con il materiale che avevamo a disposizione.
Ad ogni incontro la macchina del tempo veniva montata, e solo passandoci attraverso potevamo iniziare l'attività.


Secondo incontro: Insieme abbiamo conosciuto Pokonaso (da "Le avventure di Pokonaso" editrice i piccoli), un bambino della preistoria, che ci ha spiegato come comunicavano quando ancora non esisteva la scrittura.
Abbiamo così giocato a parlarci nuovamente con i versi ed i gesti, ma abbiamo introdotto anche delle varianti:
- Con i suoni prodotti dal nostro corpo, con bastoncini, sassi, conchiglie...
- Con i  disegni: per questa attività abbiamo preparato coperchi di scatole da scarpe con dentro sabbia asciutta e bagnata su cui si poteva disegnare usando dei rametti; ma anche terre colorate e pennelli fatti con rametti e peli di mammut (in realtà erano setole della scopa).


Terzo incontro: Ho portato delle immagini di dipinti rupestri ed insieme ai bambini abbiamo iniziato a decorare la nostra grotta, preparata per l'occasione appendendo dei fogli di carta da pacchi marroni alle pareti del salone.


Abbiamo realizzato "dipinti rupestri" eseguiti con i "loro strumenti" naturali: il dito e la mano immersi in argilla, terre colorate sabbia, per poi lasciare impronte e tracce.


Già da queste prime esperienze è nata l'esigenza di ogni bambino di poter riconoscere il proprio elaborato in mezzo a quello degli altri e poiché non esisteva ancora la scrittura ognuno si è inventato un simbolo che lo identificasse.
Quarto incontro: abbiamo realizzato, sempre con i nostri amici più grandi, i dipinti parietali: su un cartoncino grigio ogni bambino ha realizzato il proprio animale con terre colorate impastate con acqua o tuorlo d'uovo.


Quinto incontro: abbiamo fatto dei finti graffiti: abbiamo colorato un foglio con i colori a cera, lo abbiamo dipinto di nero o grigio scuro e poi inciso con un bastoncino di legno.


Sesto incontro: abbiamo realizzato dei fossili: abbiamo lavorato la creta realizzando una mattonella su cui abbiamo poi premuto sassi, rametti, conchiglie, pigne che hanno lasciato le loro impronte. Abbiamo poi creato con la creta un bordo alla mattonella, fatto un impasto di gesso e acqua che abbiamo colato sulla mattonella. Dopo dieci minuti (quando comunque il gesso si è indurito) abbiamo tolto la creta ed ecco la nostra roccia-fossile!


Settimo incontro: Abbiamo eseguito danze propiziatorie e riti di caccia così come Pokonaso ci aveva insegnato. Poi abbiamo osservato le fotografie di alcune grotte del Borneo dove sono state scoperte delle impronta di mani in negativo, ottenute cioè appoggiando le mani sulla roccia e spruzzando su di esse (probabilmente con la bocca) del colore o del sangue di animale. Su ciascuna mano abbiamo osservato che era inciso un simbolo. I simboli erano ricorrenti ed hanno indotto gli studiosi a pensare che fosse una sorta di alfabeto con cui i cacciatori si passavano le informazioni sui territori di caccia.
Abbiamo così creato le nostre mani, il colore lo abbiamo però spruzzato usando degli spazzolini da denti. Ogni mano è poi stata personalizzata dai bambini con simboli.



Ottavo incontro: ogni bambino ha disegnato un pezzo della storia di Pokonaso aiutato dal suo tutor. Abbiamo poi realizzato un cartellone che la maestra Federica ha fatto ritrovare ai bambini il loro primo giorno di scuola.


Nono incontro: i bambini hanno voluto preparare un dono per la maestra e i ragazzi di quinta, un addobbo per la classe, firmato da ognuno ovviamente con la propria impronta!


La consegna del cartellone è stato anche un momento per potersi sedere ai banchi e rimanere un po' di tempo soli con la maestra mentre i ragazzi di quindi sono ritornati a vivere un'ora alla scuola dell'infanzia insieme a me!

Decimo incontro: Abbiamo iniziato ad imparare insieme la canzone "Un milione di anni fa" che abbiamo poi cantato la sera dei diplomi salutando i bambini della materna e della primaria insieme, un momento veramente emozionante che ha concluso degnamente questo percorso.

MA

Visto l'interesse manifestato dai bambini si è proseguito il percorso alla scoperta della storia della scrittura attraverso i secoli.

venerdì 5 settembre 2014

STENDI I PANNI

Stendi i panni
Stendi i panni
Bo bo bo bom (2)
Asciuga il sole li asciuga (2)
Bau bau bau bau bau bau Fido (2)
Chi la vuole la bella verdura (2)
Non lo so

Si ricanta usando solo la vocale a poi e, i, o, u

Premi qui per ascoltare la canzone

Immagine tratta dal web

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GUENDALINA AMORE MIO

Girando per le strade
intorno al polo qua qua
tra gli argini del Nilo e del mar Nero qua qua
il papero Augusto un dì trovò qua qua
la papera che il cuore suo stregò.
Le piume ed un tailler di raso nero qua qua
e gli occhi grandi e azzurri come il cielo qua qua
i riccioli alla Merilyn Monroe
uno sguardo ed Augusto s'incendiò

Guendalina amore mio
senza di te qua qua mio dio
la vita mia che senso ha qua qua qua qua qua.

Passarono tre anni entusiasmanti qua qua
Parigi, Londra e il golfo degli amanti qua qua
giravano il mondo senza meta qua qua
si divertivano e facevano la dieta.
Ma una mattina triste di settembre qua qua
Augusto si svegliò un po' stranamente qua qua
sul tavolo un biglietto lui trovò qua qua
in Australia con un tacchino lei scappò!

Guendalina amore mio
senza di te qua qua mio dio
la vita mia che senso ha qua qua qua qua qua.
Ma il giorno dopo Augusto volò via qua qua
Andò in Australia con la ferrovia qua qua
A Melbourne Guendalina ritrovò qua qua
Uno sguardo e l'amor ricominciò.

Guendalina amore mio
senza di te qua qua mio dio
la vita mia che senso ha qua qua qua qua qua

Questa canzone viene imitata dai bambini travestiti come i vari personaggi

http://coloursdrawingwallpaper.blogspot.it/2014/04/cute-and-sweet-baby-duck-colour-drawing.html
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LA BELLA LAVANDERINA

La bella lavanderina
Che lava i fazzoletti
Per i poveretti
Della città
Fai un salto
Fanne un altro
Fai la giravolta
Falla un'altra volta
Togli il cappellino
Fai un bell'inchino
Guarda in su
Guarda in giù
Dai un bacio a chi vuoi tu.

Premi qui per ascoltare la canzone

Immagine tratta dal web

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DOMANI ANDIAMO IN SPAGNA

Domani andiamo in Spagna olè (2)
Il bel mare c'è (2)
Il bel sole c'è (2)
Domani andiamo in Spagna olè (2)
La ballerina c'è (2)
Il torero c'è (2)
Domani andiamo in Spagna olè (2)
La paella c'è (2)
La sangria c'è (2)
Domani andiamo in Spagna olè (2)

Premi qui per ascoltare la canzone

Immagine tratta dal web
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L'OROLOGIO DICE AI BIMBI

L'orologio dice ai bimbi
son le otto indossare grembiulino
Che a scuola dobbiamo andar
tic tac tic tà
Non ho pianto stamattina
Ho salutato la mia mammina
e da quando vado a scuola
fino a dieci so contar
1,2,3,4,5,6,7,8,9,10!
tic tac tic tà
e da quando vado a scuola
In inglese so contar
1,2,3,4,5,6,7,8,9,10!


Premi qui per ascoltare la canzone (La versione che cantiamo a scuola non l'ho trovata)



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mercoledì 3 settembre 2014

Finite le vacanze e noi facciamo le valigie! Attività per parlare delle proprie vacanze.

Solitamente alla consegna dei libroni con i lavori dei bambini alleghiamo una lettera in cui auguriamo buone vacanze e chiediamo ai bambini di conservare alcuni ricordi delle vacanze che faranno: foto, sassi, sabbia, conchiglie...

E così a settembre abbiamo tanto materiale a costo zero con cui lavorare e che ci aiuta a far parlare i bambini delle esperienze che vivono con la famiglia.

Un giorno ho raccontato che 
Tanto tempo fa ho visto una mostra di un artista chiamato Joseph Cornell che realizzava delle scatole speciali, "scatole d'artista". Ogni sua scatola è una specie di raccoglitore per conservare idee, immagini, testi, frammenti di esperienze e piccoli oggetti che fanno parte della storia di una persona. Può essere considerata anche come un "museo portatile", o un diario personale fatto di oggetti e ricordi. Che ne dite di realizzarne delle nostre?
Ed ecco cosa abbiamo realizzato!
La maggior parte dei bambini è stata al mare e così realizziamo la nostra valigia dei ricordi del mare. Abbiamo preso una scatola grande, abbiamo creato dei vani contieni materiali al suo interno e l'abbiamo dipinta e poi...


...l'abbiamo decorata con fotografie, biglietti di autobus, cinema, giostre, volantini...


...e tutto ciò che abbiamo portato dal mare: conchiglie, sassi, vetrini, pigne, sabbia, e anche l'acqua pulitissima di Gallipoli!


Abbiamo anche messo una macchina fotografica  che mostra tanti bellissimi posti e le lenti di ingrandimento per osservare bene da vicino!

 Noi ne abbiamo fatta una di classe, con cui giocare a fare gli esploratori e farci raccontare le vacanze degli amici, ma se voi avete delle famiglie molto collaborative e tanto tanto tempo potete tentare di farne una per ogni bambino.

La stessa idea si può usare per realizzare le valigie delle stagioni, qui vi propongo quella dell'autunno!


Oppure si può chiedere ai genitori di crearne una insieme ai bimbi per raccontarci come erano da piccoli. "Un ritratto in scatola" contenente le favole che ascoltavano, le canzoni o i giocattoli preferiti, le prime paroline dette o la trascrizione di episodi divertenti. Potrebbe essere una attività per gli inserimenti: ogni bambino venendo a scuola con la sua valigia è invogliato a mostrarla alle insegnanti ed ai compagni iniziando così a presentarsi e farsi conoscere. Diventerebbe poi un buon oggetto transizionale fra casa e scuola per non parlare dell'aspetto affettivo e consolatorio.



Oppure in occasione del Natale si potrebbe creare una "Valigia dei ricordi" insieme ai nonni che racconteranno le tradizioni del loro Natale, che regali ricevevano, le poesie che recitavano, le fotografie dei momenti in famiglia, i giochi che si costruivano (gioco dei bottoni o dei tappi, barchette con gusci di noce, aereoplanini di carta, bamboline ricavate dalle pannocchie...)...
Un modo per riscoprire le tradizioni stando insieme e raccontando!


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