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mercoledì 28 gennaio 2015

ANGOLO INVERNALE: quando la neve non c'è.

Volete parlare di inverno con i bambini ma la neve da voi non c'è?
Guardate cosa ho fatto anni fa' cliccando QUI.
Ma nella mia mente spesso compaiono, come fulmini a ciel sereno, le idee ed allora vi racconto questa e vediamo se vi piace.
Avevo la sezione dei tre anni e volevo creare un angolo che potesse stimolare nei bambini la curiosità verso la stagione invernale.
Ed ecco fatto!
Ho ricoperto il tappeto con un lenzuolo bianco, ho messo dei cuscini, ho creato delle tende e tappezzato le pareti con carta da pacco e immagini di opere d'arte invernali.
Ecco alcune delle opere:
Paesaggi invernali di Gauguin e Monet
Albero con la neve di Munari
Alcune installazioni di ghiaccio di Goldworthy
Cacciatori nella neve di Brugel
Winter di Bouffan
Winter di Goya
Opere di Tony Cragg
Ne trovate una ricca galleria in questo video




domenica 25 gennaio 2015

ALBERI INVERNALI DA GUSTARE!

Oggi voglio parlarvi di un'attività proposta nei miei primi anni di insegnamento, quando ancora non avevamo la macchina fotografica digitale e questo blog non era nemmeno un pensiero lontano.

Con le mie colleghe abbiamo proposto ai bambini un laboratorio di intersezione di cucina per realizzare un albero invernale da mangiare.

Lo stupore dei bambini è stato tanto, quando glielo abbiamo proposto, non credevano alle loro orecchie: come si può mangiare un albero?

E così hanno iniziato a fare supposizioni, siamo andati anche in giardino ad osservare gli alberi innevati da vicino, la neve potevamo mangiarla, ma l'albero proprio no!

E così ecco la sorpresa! Abbiamo messo gli ingredienti sul tavolo ed invitato i bambini a seguire la ricetta che passo passo indicavamo loro, aiutate anche da immagini preparate per l'occasione.

Ingredienti:
75 grammi di cacao amaro in polvere
100 grammi di zucchero al velo
200 grammi di burro
250 gr di biscotti secchi sbriciolati
popcorn per guarnire

Questa è la ricetta del salame al cioccolato,
la stessa che abbiamo utilizzato per fare il tronco dell'albero.

Per prima cosa i bambini hanno sbriciolato i biscotti secchi


Poi li hanno messi in un contenitore insieme agli altri ingredienti e mescolato, prima con un cucchiaio, poi con le mani, in modo che il loro calore facesse sciogliere bene il burro e farlo amalgamare bene con gli altri ingredienti. Se necessario mettiamo un po' di latte. (se non volete usare burro o margarina potete sostituirli con la ricotta)


Infine ogni bambino ha creato, su di un piatto di plastica, il proprio albero che ha poi decorato con i popcorn. (se preferite potete usare la panna o delle mini meringhe o dei marshmallow al posto dei pop corn).
Ed ecco fatto!



Pronti da portare a casa... se non li mangiano prima!


giovedì 22 gennaio 2015

SCULTURE APPETITOSE

Per stimolare  la creatività dei bambini ho mostrato loro delle fotografie di sculture di ghiaccio realizzate da Andy Goldsworthy
Ho raccontato che questo artista ama la natura e che quando era bambino si divertiva a giocare con la neve per realizzare le sue opere.
Ho poi chiesto ai bambini di ispirarsi all'artista e creare le proprie sculture.
Siamo usciti, adeguatamente vestiti, per osservare, toccare e costruire sculture.
Ma la neve era poca e non riuscivamo a costruire nulla e così...
... ho deciso di utilizzare le zollette di zucchero.
Ho messo a disposizione dei bambini del miele per aiutare le zollette a stare unite.







I bambini si sono divertiti molto sia a costruire che a leccarsi le dita ed assaggiare lo zucchero!

martedì 20 gennaio 2015

INVERNO E DIVERSITA'

Ho invitato i bambini a sedersi nell'angolo delle storie e ho creato un' atmosfera misteriosa e rilassata facendo penombra ed illuminando la stanza con una candela profumata accesa al centro del cerchio. Ho raccontato loro che quello era un cerchio magico e che grazie al silenzio e all'ascolto potevamo entrare nella storia. Ho invitato quindi tutti a chiudere gli occhi ed ho disegnato sui loro volti dei baffetti ed un nasino da coniglio. Ho anche fatto indossare a turno delle orecchie luminose poi ho iniziato il racconto:
Quella mattina, quando la leprottina bianca Patatai si svegliò, il bosco era ricoperto di neve. Felice per la novità uscì con due balzi dalla tana e cominciò a ruzzolare, saltellare e lanciare la neve, infine andò a cercare gli altri cuccioli del bosco per giocare con loro. Corse su verso la sorgente di Acquafredda. Mentre risaliva il torrente scorse la propria immagine riflessa su una lastra di ghiaccio… Una macchia color vinaccia le era spuntata intorno a un occhio e si estendeva su su, fino a metà dell'orecchio! Patatai si strofinò sulla neve fresca ma, per quanto facesse, la macchia era sempre lì. Piagnucolando e nascondendosi alla vista di alcuni amici che stavano arrivando, corse a chiudersi nella sua tana. Piangeva disperata e la mamma non riusciva proprio a consolarla. Patatai aveva paura di essere derisa dagli altri cuccioli. Gli amici invece ebbero un'idea per farla uscire a giocare. Iniziarono a schiacciare un po' di bacche e frutti di bosco e cominciarono a spargerne il succo sul naso, intorno agli occhi e alla bocca e persino sul dorso e le zampe. Sembrava che la piccola banda avesse indossato la maschera di Arlecchino! Dal fondo della sua tana, quando Patatai vide gli amici macchiati e colorati in quel modo, rimase molto sorpresa, ora non era più la sola ad avere una macchia! Uscì dalla tana e… tutti cominciarono a ridere, scherzare e fare capriole sulla neve. 
Ho accompagnato poi i bambini nella sala predisposta per la psicomotricità che avevo in precedenza trasformato in un paesaggio invernale ricoprendo il pavimento con teli di tessuto non tessuto, lenzuola, carta da pacchi, pelliccia, gommapiuma bianca, carta argentata, palline di polistirolo o carta velina… 
Utilizzando il cd allegato al libro ho invitato i bambini a fare come Patatai e giocare con la neve rotolandosi a terra, o lanciando le palline. Poi li ho invitiati  a strofinarsi la neve sul viso per rimuovere la macchia e poi a correre a rifugiarsi nella loro tana (sotto i teli e le lenzuola) per non farsi vedere dagli amici. Ho lasciato tempo ai bambini di vivere l'esperienza, poi li ho riportati al silenzio e li ho fatti sdraiare per riposare. Ho poi guidato loro, sempre rimanendo con gli occhi chiusi, a toccare i materiali su cui si erano sdraiati e a esprimere le sensazioni tattili provate.



Nei giorni seguenti ho proposto tante altre attività:

- Realizzato una tavola tattile con i materiali che i bimbi avevano toccato:



- Mostriamo ai bambini la pagina del libro in cui sono ritratti i vari cuccioli del bosco mentre schiacciano bacche e mirtilli per macchiarsi e facciamo notare loro che anche la neve è colorata e variopinta. Proponiamo quindi di giocare a creare delle macchie sulla neve, che nel nostro caso è rappresentata da un foglio bianco, utilizzando una tecnica nuova ma molto divertente: la marble art ovvero la pittura con le biglie.





Creiamo poi una piccola leprottina.



- Il contatto che i bambini hanno avuto fino a questo momento con la neve ed il ghiaccio è stato simbolico. Proponiamo quindi un'attività che permetta loro di sperimentare la sensazione del freddo e creare un quadro a ricordo di tutte le esperienze finora vissute: giochiamo con i cubetti di ghiaccio colorati con coloranti alimentari o succo di frutta. Invitiamo i bambini ad usarli come se fossero dei colori, facendoli scorrere su di un foglio per lasciare tracce variopinte del tutto casuali.




Utilizziamo anche i cubetti di ghiaccio colorati tritati per renderli, nella consistenza, più simili alla neve.



- Mettiamo ad asciugare i fogli così colorati ed invitiamo i bambini ad utilizzare i cubetti di ghiaccio colorati avanzati per realizzare una scultura di gruppo. Quando la scultura sarà terminata sorprendiamo i bambini gettando un po' di sale sul ghiaccio. Il processo di erosione scatenato dal sale scioglierà parte della scultura dandole una forma imprevista ed originale. 

Questa storia è stata anche lo sfondo integratore della festa di carnevale, ogni bimbo ha lasciato la macchia della propria mano sulla maglietta degli amici, proprio per simboleggiare l’amicizia e l’accettazione. Questa storia ci ha anche introdotti al tema dell’anno: l’intercultura.




sabato 17 gennaio 2015

GUANTI TATTILI PER L'INVERNO

Oggi voglio parlarvi di un libro del grande Bruno Munari: "Cappuccetto Bianco che, la prima volta che l' ho portato e letto a scuola ha lasciato tutti i bambini meravigliati ed attoniti poiché è formato da un susseguirsi di pagine bianche interrotto dal comparire, ad un certo punto, di due occhi azzurri, quelli appunto di Cappuccetto Bianco.
Come oramai avrete capito sono solita iniziare le attività partendo da un libro, un quadro, una musica, una esperienza suggestiva da vivere tutti insieme.... Questa volta ho pensato di preparare  un percorso tattile appendendo al soffitto, sparsi per tutta la stanza e ad altezza bambino, tanti sacchetti di carta bianchi, contenenti ognuno un materiale bianco. Ogni sacchetto conteneva una esperienza tattile diversa dalle altre: lana, filato di cotone, scaglie di sapone, chips di polistirolo, pizzi, stoffa, pelliccia sintetica, carta crespa, carta ondulata, plastica, farina di cocco, cotone idrofilo...
Purtroppo non ho fotografie di questa esperienza ma potete vedere una cosa simile in questo mio post

 Ho quindi per prima cosa letto la storia ai bambini:
"Mai vista tanta neve. Stamattina ci siamo svegliati e, aprendo la finestra, siamo stati accecati da tanto bianco, la neve era caduta durante tutta la notte e aveva coperto ogni cosa.
Mai vista tanta neve!
Anche a guardare bene tutta questa neve, non si riesce più a vedere, a distinguere la cuccia del cane, i cespugli di bosso, la panchina di pietra, il contorno delle aiuole, il sentiero che conduce verso il bosco. Anche aprendo bene gli occhi non si riesce a vedere niente.
In mezzo a tutta questa neve si vedono solo gli occhi
di Cappuccetto Bianco. Il suo sguardo è molto preoccupato: - Come farò ad andare dalla nonna Candida a portare il suo uovo, il latte, lo zucchero, che la mamma mi ha dato avvolti in un fagottino fatto con un tovagliolo bianco? - E la neve continua a coprire ogni cosa."
Il testo continua, ma io mi sono fermata qui ed ho preparato i bambini ad entrare dentro il bianco della storia.

Dopo una breve spiegazione delle regole da seguire ho fatto entrare i bambini nel bianco del bosco tattile accompagnati dalle dolci note de"l'Inverno" di Vivaldi. All'inizio i bambini erano sorpresi e sbalorditi dallo spettacolo che si apriva davanti a loro ed esitavano a muoversi o prendere qualche iniziativa. Ho cercato quindi di coinvolgerli e stimolarli, con l'esempio, ad esplorare i vari materiali messi a loro disposizione: con le mani, ad occhi aperti e poi chiusi, sfregandoli sul viso o accarezzandoli, sentendo il rumore che producono, se sono leggeri o pesanti, lisci o ruvidi…

Al termine dell'esplorazione del bosco da parte di tutti i bambini  ho invitato ognuno di loro a scegliere quali materiali ha preferito e a metterne un po' dentro ad un sacchetto di plastica un po' insolito: dei guanti di plastica trasparente.  In precedenza li avevo preparati applicando nell'apertura, su entrambi i lati interni, del velcro adesivo bianco, in modo che il guanto si potesse aprire e chiudere.
Con i guanti realizzati abbiamo creato un cartellone sotto cui scrivere le verbalizzazioni dei bambini e fatto un elaborato da portare a casa e da condividere con i genitori che sono stati parte attiva nella reperire i materiali per questa esperienza.



Questa è la scritta che compare nel l'elaborato qui sopra:
"Ti ricordi la passeggiata dentro al bianco del bosco tattile? Le sensazioni che hai provato? Come ti sei sentito? Dentro al guanto hai raccolto i materiali che più hai preferito così, ogni volta che vorrai ricordare quel momento magico, ti basterà infilare la mano e…"

giovedì 15 gennaio 2015

MANGIATOIE PER UCCELLINI

Quando arriva il freddo e la neve gli uccellini non hanno nulla da mangiare ed allora abbiamo deciso di aiutarli cucinando per loro una speciale ricetta e creando delle semplici mangiatoie.
Prima di tutto abbiamo preso vari tipi di semi e granaglie e li abbiamo mescolati insieme.
Poi abbiamo ricoperto dei tubi di cartone con la margarina, aiutandoci con dei coltellini di plastica.
Una volta che il tubo era completamente rivestito lo abbiamo fatto rotolare sui semi


abbiamo spinto un po' per farli aderire bene.


Poi abbiamo aggiunto un cordoncino per appendere la mangiatoia.


Con la margarina e le granaglie rimaste abbiamo fatto un bel impasto, ed abbiamo realizzato delle palline. (Questa è stata un'idea dei bambini che poi si sono divertiti tantissimo ad impastare ed aggiungere ingredienti: briciole di pane o di biscotti, farina di mais).



Ed eccoci mentre portiamo agli uccellini un po' di cibo per l'inverno!






martedì 13 gennaio 2015

I GIORNI DELLA MERLA: 29, 30, 31 GENNAIO

Gli ultimi giorni di gennaio sono definiti popolarmente come i "giorni della Merla". Si tratta, secondo la saggezza popolare, dei giorni più freddi dell'anno.
Il temere il freddo da parte del merlo è proverbiale. In quasi tutta la Pianura Padana, ed anche in Romagna, si racconta da secoli (ne parla anche Dante nel Purgatorio) la leggenda dei Giorni della Merla.

"C'era una volta una merla che, con la sua famigliola, era regolarmente strapazzata da messer Gennaio: un mese freddo e permaloso che non aspettava altro che la merla mettesse fuori il becco dal nido in cerca di cibo, per mandare sulla terra freddo e gelo. Un bel giorno, la merla decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse all'interno di un albero, al calduccio, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla, sicura di avere gabbato Gennaio, che per quell'anno era stato particolarmente clemente, decise di uscire dal nascondiglio e di canzonarlo. Non l'avesse mai fatto. Gennaio, chiesti in prestito tre giorni a Febbraio (dovevano essere della stessa pasta i due), si scatenò mandando sulla terra neve, gelo, vento, pioggia e quanto di peggio riuscì ad inventarsi. La merla (che fino ad allora era bianca di piume), trovò rifugio in un camino, e lì restò nascosta per tre giorni. Quando uscì, finalmente salva, si accorse che le piume, per via della caligine, le erano diventate nere."
Tale leggenda popolare, riferita agli ultimi giorni di gennaio, è in realtà un monito a non credere che la stagione fredda sia conclusa anticipatamente: spesso il tempo invernale ci trae in inganno, facendoci assaporare anticipi di tepore primaverile che, in realtà, sono alquanto ingannevoli!

Ecco come abbiamo rielaborato la storia con i bambini:
Prima di tutto Abbiamo realizzato la casa ed il camino dove la merla aveva il suo nido, abbiamo messo un po' di neve nel cielo e realizzato la merla con i suoi piccoli utilizzando i dischetti di cotone per struccarsi e i pizzi di carta sotto torta. Per fare gli occhi abbiamo messo perle o bottoni. Con un gessetto bianco abbiamo disegnato il vento...


...e come tocco finale abbiamo spruzzato la fuliggine sulle piume utilizzando tempera diluita


Che ne dite?


domenica 11 gennaio 2015

PUPAZZI DI NEVE GEOMETRICI

Oggi voglio farvi vedere un altro modo per realizzare dei pupazzi di neve utilizzando come base dei cerchi di carta  o cartoncino bianchi.
Per prima cosa dobbiamo invitare i bambini a cercare, in classe, delle forme tonde, in modo da poterle utilizzare come modello per creare i nostri dischetti.
Dopo la caccia al tesoro chiediamo ai bambini di scegliere uno o più oggetti che possano essere contenuti all'interno del foglio ed invitiamoli a tracciarne il contorno con una matita e poi a ritagliare i tre cerchi ottenuti.
Su di un foglio colorato, o preparato in precedenza con tempere od acquerelli, chiedete ai bambini di disporre i tre cerchi in modo da formare un pupazzo di neve.
Potete far visionare loro il libro Snowballs di cui parlo QUI



Dopo aver assemblato il pupazzo di neve non resta che decorarlo con i materiali che preferite creando la famiglia dei pupazzi di neve.
Esponete in classe e scrivete sotto ogni pupazzo il nome che ogni bambino ha voluto dargli.







sabato 3 gennaio 2015

INVERNO: TEMPO DI PUPAZZI DI NEVE!

Tempo fa vi avevo parlato di un libro "Snowballs", purtroppo pubblicato solo in inglese, da cui avevo tratto ispirazione per giocare con la neve e creare con i bambini tanti pupazzi.

Trovate il post cliccando su questa scritta.

Ma non sempre la neve c'è e allora come fare?

Chi mi conosce bene sa che spesso le idee mi nascono improvvisamente, solitamente la mattina presto, prima di andare a scuola e non sempre ho tempo di procurarmi tutti i materiali che servono.
Fortunatamente, come tutte le dade pasticcione, a casa ho un bel deposito di materiali fra cui anche le bombolette di schiuma da barba semivuote di mio marito.
E così a scuola abbiamo giocato con la schiuma e l'abbiamo annusata, spalmata, impastata...




Come potete notare la schiuma in questione era azzurra, al mentolo. A voi consiglio di comperare quella normale e magari una bomboletta nuova che sicuramente produce una schiuma più voluminosa.

In un secondo momento, dopo averci giocato liberamente ed averne fatto esperienza tattile con tanto di verbalizzazioni delle sensazioni emerse,  abbiamo spostato la schiuma su di un cartellone dove avevo tracciato tre cerchi a pennarello (mi ero aiutata con i cerchi per l'attività motoria).
Ho aggiunto tanta colla vinilica ed invitato i bambini ad impastarla con la schiuma e stendere l'impasto dentro alla forma del pupazzo, senza uscire dai bordi.


Abbiamo atteso un giorno, aspettando che i nostri due enormi pupazzi asciugassero e poi li abbiamo decorati. Dico abbiamo ma in realtà sapete che lascio fare tutto ai bimbi.

Ed ecco cosa hanno creato, buffi vero?






Allora che aspettate, se vi è piaciuta l'idea mettetevi all'opera e fatemi sapere!
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