Il primo giorno di scuola non è lo stesso per ciascun bambino, per i più piccoli, coinvolge le sfere più profonde dell'emotività e dell'affettività: è un evento atteso e temuto allo stesso tempo, carico di aspettative, ma anche di paure per il distacco dalla famiglia e per il trovarsi in una comunità con persone e regole spesso sconosciute. Diventa quindi importante accogliere i bambini facendo vivere loro esperienze piacevoli e stimolanti per condurli alla scoperta della scuola e dei suoi spazi e per aiutarli a stabilire relazioni positive con adulti e coetanei in modo che si sentano coinvolti e desiderosi di ritornare a scuola il giorno dopo.
I bambini sono stati quindi accolti da un clima giocoso ispirato al gusto della novità, della sorpresa e dell'avventura. A tale scopo le attività iniziali si sono basate su canti, filastrocche e conversazione per presentarsi ai compagni e imparare i nomi; giochi esplorativi con varietà di materiali (sabbia, farina, acqua, pasta di sale, pongo, e così via) per manipolare, appiccicare, appallottolare, travasare, modificare solo per il piacere del fare.
La storia di "Piccolo Blu e Piccolo Giallo" ben si presta ad essere lo sfondo integratore del primo periodo scolastico, questo perché offre diversi stimoli che divertono molto i bambini.
Qui troverete la storia: http://www.youtube.com/watch?v=g92dvxJCEFo
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mercoledì 29 agosto 2012
"Piccolo Blu e Piccolo Giallo" di Leo Lionni: una storia per l'inserimento
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PICCOLO BLU E PICCOLO GIALLO
domenica 29 luglio 2012
29 luglio 2012: UN ANNO DI DADA PASTICCIONA!
Chi l'avrebbe mai detto che questo blog, iniziato a scrivere un po' per caso, arrivasse al suo primo compleanno con più di 100.000 visite!
Questo bellissimo risultato lo devo a tutti voi che mi seguite, mi leggete e mi scrivete: Grazie!
E grazie anche a mio marito che mi ha fatto gli auguri con questo bellissimo disegno in cui io torreggio sulla torta come la statua della libertà!
Questo bellissimo risultato lo devo a tutti voi che mi seguite, mi leggete e mi scrivete: Grazie!
E grazie anche a mio marito che mi ha fatto gli auguri con questo bellissimo disegno in cui io torreggio sulla torta come la statua della libertà!
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venerdì 20 luglio 2012
"Tutto quello che mi serve sapere" Di Robert Fulghum
La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere,
cosa fare e in che modo comportarmi l’ ho imparata all’asilo.
La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori,
bensì nei castelli di sabbia del giardino dell’infanzia.
Queste sono le cose che ho appreso:
Dividere tutto con gli altri.
Giocare correttamente.
Non fare male alla gente.
Rimettere le cose al posto.
Sistemare il disordine.
Non prendere ciò che non è mio.
Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
Lavarmi le mani prima di mangiare.
I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un po’ e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
Fare un riposino ogni pomeriggio.
Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri.
Essere consapevole del meraviglioso.
Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così.
I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure. Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la più importante di tutte:
GUARDARE.
Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte:
le regole Auree, l’amore, l’igiene alimentare, l’ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.
Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l’intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l’ hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.
cosa fare e in che modo comportarmi l’ ho imparata all’asilo.
La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori,
bensì nei castelli di sabbia del giardino dell’infanzia.
Queste sono le cose che ho appreso:
Dividere tutto con gli altri.
Giocare correttamente.
Non fare male alla gente.
Rimettere le cose al posto.
Sistemare il disordine.
Non prendere ciò che non è mio.
Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
Lavarmi le mani prima di mangiare.
I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un po’ e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
Fare un riposino ogni pomeriggio.
Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri.
Essere consapevole del meraviglioso.
Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così.
I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure. Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la più importante di tutte:
GUARDARE.
Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte:
le regole Auree, l’amore, l’igiene alimentare, l’ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.
Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l’intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l’ hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.
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