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sabato 27 agosto 2011

"Quadri SENSIbili" : il tatto (seconda parte) Laboratorio creta


Avevo lasciato i bambini con la promessa di far diventare le loro mani dure come quella di Botero e così l'indomani erano tutti curiosi ed elettrizzati di vedere la mia nuova magia.



I bambini prendono confidenza con la creta



Siamo entrati in classe ed abbiamo trovato sul tavolo tante tavolette di legno compensato e delle palline di uno "strano pongo scuro e bagnato", i bambini mi hanno chiesto di che cosa si trattasse ma io li ho invitati ad avvicinarsi al tavolo, trovarsi un posto ed aspettare in silenzio il mio segnale.
Ho spiegato ai bambini che dopo poco avrebbero potuto giocare con la creta, ma che quando sentivano suonare la campanella che avevo in mano dovevano immediatamente fermarsi, sollevare le mani in alto ed ascoltarmi. 
Ho dato il via alla manipolazione della terra invitando i bambini a raccontarmi le loro sensazioni tattili:
"E’ fredda, è bagnata, è morbida, è rotta, è un po’ dura. " "Profuma di creta, di fiori, di margherite, di tulipani, di pioggia, di un paese della Tunisia, di neve, di piscina…”
Poi ho suonato il campanello richiamando l'attenzione di tutti e li ho invitati, al mio via, a dare dei pugni alla palla di creta per appiattirla e così è iniziato un concerto di percussioni ritmiche che ha molto divertito i bambini.

Bambina che schiaccia la creta con la mano
chiusa a pugno
e poi con la mano aperta


Suono nuovamente e invito i bambini ad arrotolare la piadina ottenuta ed utilizzarla come un cannocchiale, 
poi li invito a riaprirla e a pizzicarla, a fare dei fori con le proprie dita, a graffiarla, a farne tante palline...

Bambino che osserva attraverso il cannocchiale
costruito con la  creta.
Ho poi invitato i bambini a lasciarlo
cadere dall'alto sulla tavoletta di legno
in modo da formare come una scultura
e poi ricreare una palla e continuare il gioco


Dopo aver fatto dei buchi sulla creta con le loro dita
li invito a darle dei pizzicotti e poi a graffiarla.
Questi esercizi di manipolazione servono molto per scaricare
le tensioni o le energie in esubero.

Ogni volta i bambini sono stati bravissimi ad interrompersi ed aspettare mie indicazioni; così facendo ho potuto mantenere viva l'attenzione di tutti e guidarli nell'esplorazione di un nuovo materiale scoprendone le varie possibilità. La mattinata è proseguita lasciando i bambini liberi di giocare ed inventare.
Alla fine, guardandosi le mani sporche di creta che si era seccata,  i bimbi hanno pensato che la magia si era realizzata perché le loro mani adesso erano dure.
Ma l'indomani  hanno trovato ancora la creta, e anche tanti mattarelli e coltellini di plastica: dovevano fare una piadina e poi aiutati da una sagoma tagliarla a forma rettangolare e lasciarci sopra la propria impronta. Aiutati da me abbiamo fatto un bordo tutto attorno per fare la mia magia.



Piastrella con l'impronta delle mani
a cui è stato messo un bordo
per contenere la scagliola liquida
Mentre aiutavo i bambini a 
realizzare gli stampi con 
le loro impronta
la classe poteva creare 

liberamente


A questo punto, finite tutte le impronta, ho preso un recipiente con dentro una polvere di gesso o scagliola ed ho invitato i bambini a formare un trenino che si muoveva nella stanza a ritmo di musica, ogni volta che ci avvicinavamo al tavolo i primi tre bambini potevano esplorare il nuovo materiale, una volta finito andavano in fondo alla fila e si ripartiva. Questo ha permesso di rendere il tempo di attesa divertente e movimentato.




I bambini stanno impastando la scagliola con l'acqua


Ad ogni bambino è poi stata data un po' di polvere che dovevano impastare con l'acqua per creare una "cremina" da colare  sullo stampo creato da loro.  




Il giorno dopo abbiamo tolto i bordi di creta ed abbiamo estratto la piastrella di gesso che abbiamo colorato, mentre la piastrella di creta l'abbiamo portata a cuocere.


Ecco finalmente la magia realizzata:
le mani dei bambini erano diventate
dure come statue!


I bambini sono rimasti molto sorpresi
dal vedere la differenza fra la creta asciugata
al sole (piuttosto fragile) e quella
cotto nel forno (dura e resistente)

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